Bankitalia, l'ora del "servitore"

Ignazio Visco guiderà Via Nazionale. Scelta eccellente per affrontare le difficili sfide dell'istituto. Ecco le sfide che lo attendono.

21/10/2011
La protesta dei giovani davanti alla Banca d'Italia.
La protesta dei giovani davanti alla Banca d'Italia.

Ignazio Visco, il nuovo governatore della Banca d’Italia, scelto da Berlusconi e Napolitano dopo un vertice di maggioranza molto contrastato, è universalmente considerato la scelta giusta, un uomo all’altezza dei tempi che stiamo vivendo. Napoletano, classe 1949, sposato con tre figlie, allievo, come Mario Draghi, di Federico Caffè, il neo-governatore proviene dai ranghi interni di Via Nazionale. Ranghi che ha scalato fino a divenire vicedirettore generale. Anche per questo, scelta eccellente, indiscutibile. L’autodefinizione di “civil servant” si inserisce in quella tradizione che fa di Palazzo Koch una riserva nobile dei servitori istituzionali, spesso prestati alla politica, da Guido Carli a Carlo Azeglio Ciampi. Anche se la Banca d’Italia, dopo l’entrata in vigore dell’euro, ha demandato progressivamente a Francoforte i poteri di politica monetaria, il compito del governatore rimane cruciale.

Non solo perché partecipa al consiglio allargato dell’istituto di Francoforte (dove siede un altro italiano, ed è motivo, oltre che di orgoglio, di tranquillità, in tempi di Spread, di debito pubblico insostenibile e di Borse in picchiata), ma anche perchè in Via Nazionale restano a tutti gli effetti i compiti di vigilanza bancaria e finanziaria e di “moral suasion”, di persuasione morale nei confronti della politica del Governo e delle altre istituzioni. Quella persuasione morale che raggiunge la sua massima autorevolezza nelle celeberrime “Considerazioni finali” del governatore nel corso dell’assemblea generale della banca d’Italia. E che storicamente, in molti momenti cruciali della Repubblica, ha costituito quasi uno spartiacque. Quanto al suo pensiero, che si inserisce nel solco del suo predecessore Draghi, Ignazio Visco, conoscitore come pochi dei numeri e delle analisi quantitative, non ha mai dimenticato quell’impronta sociale cui deve essere sottesa qualunque scelta di politica monetaria. Non a caso i suoi ultimi interventi hanno riguardato la famiglia e i giovani, su cui ritiene necessario un intervento forte in modo da “spezzare quell’equilibrio vizioso in cui i giovani hanno la netta sensazione che lavorare non paghi”.

E non dimentichiamo che la Banca d’Italia è stata uno dei principali obiettivi della protesta (pacifica) degli indignati nostrani. Le premesse insomma, sono eccellenti per ritenere che il “civil servant” Visco contribuirà a far sì che l’Italia esca dal tunnel in cui si è cacciata da mesi.

Francesco Anfossi
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