Napoli, bentornati a Monnezzopoli

Tra un sindaco “rivoluzionario" che aveva promesso di ripulirla in 5 giorni (già scaduti) e gli altri enti che giocano allo scaricacassonetto, la città è sommersa dai rifiuti.

22/06/2011
Napoli, via Toledo, il "salotto" della città.
Napoli, via Toledo, il "salotto" della città.

Napoli puzza. Non è un’offesa, né un coro da stadio. È, purtroppo, soltanto la constatazione di un fatto. La città affoga nella monnezza e il caldo “regala” miasmi da discarica. I sacchetti della spazzatura non raccolti giacciono per le strade ormai da giorni: 2.500 tonnellate a Napoli, 10mila in provincia secondo l’ultimo bollettino.   Ma più che i numeri è quello che accade in città a dare il senso della dimensione e della disperazione dei napoletani. Strade chiuse perché ostruite dalla spazzatura: è accaduto non in periferia, ma a due passi da Piazza del Plebiscito, il salotto buono della città. Immondizia anche nella strada dove abitava il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano; a lui, gli abitanti della zona, esasperati, hanno rivolto un appello sistemando dei cartelli proprio sui cumuli di rifiuti.  

Scene da dopoguerra anche nei quartieri popolari di Napoli: tra i vicoli, spesso ostruiti, ti può capitare di incrociare mamme che gettano disinfettante lungo la strada. Ai Quartieri Spagnoli, il proprietario di una trattoria ha “scelto” di chiudere: l’ingresso del suo locale è di fatto ostruito da un cumulo di sacchetti. I miasmi sono nauseabondi. E così ha apposto un cartello dove si legge: “mi vergogno di stare aperto con questo scempio. Grazie a tutti i politici”. Già, i politici… Il neosindaco di Napoli Gianni De Magistris in pieno delirio berlusconiano aveva detto: “via i rifiuti dalle strade in cinque giorni”. Tempo scaduto e città più sporca di prima. Al neo sindaco di Napoli, appena eletto, non si possono attribuire precise colpe. È però il segnale evidente di come tra promettere e fare a Napoli si passi attraverso un ginepraio di Istituzioni e competenze, decreti e delibere, accordi e collaborazione.

Questa volta a venir meno è stato il sindaco di Caivano, a nord di Napoli: lì era stato individuato un sito di trasferenza dove, per qualche tempo, si sarebbe potuta “parcheggiare” l’immondizia di Napoli. Con un’ordinanza il sindaco ha vietato lo sversamento e la monnezza è rimasta in strada. Poi, il ricorso al Tar da parte della Provincia e la riapertura. Con questa soluzione Napoli, forse respirerà per qualche giorno, ma si continua ad andare avanti tra sentenze, ricorsi e carte bollate. Manca un piano serio, definitivo e condiviso.

E intanto? La città e la provincia vengono pulite a singhiozzo: i napoletani ogni mattina si svegliano ed incrociano le dita, volgendo lo sguardo al cassonetto vicino casa. In questi giorni è andata bene agli abitanti dei quartieri di Fuorigrotta e del Vomero, quartieri ripuliti proprio in questi giorni; male, malissimo al centro ed in alcune zone periferiche.   Insomma, il vento non è cambiato: il Governo, complice la Lega, tarda nell’emanare un decreto che consenta di trasferire i rifiuti fuori regione. La Regione Campania, guidata da Stefano Caldoro  ha in mente un piano che prevede ulteriori termovalorizzatori. De Magistris ha promesso raccolta differenziata porta a porta e nessun “inceneritore”. La Provincia, con Cesaro, nicchia nell’individuare siti utili. Tradotto: tra un governo centrale ridotto al lumicino, un sindaco “rivoluzionario”, una Regione ingessata e una Provincia latitante riparte il gioco dello scaricacassonetto: Risultato? Napoli puzza... E forse muore….

Giovanni Nicois
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Postato da ironyman il 25/06/2011 19:45

Purtroppo è la nostra Italia, o almeno la parte peggiore dell’Italia quella per cui il bene comune non ha alcun valore, quel che conta è il proprio bene e basta. E per ottenerlo non si bada a scrupoli anche a costo di gettare nella disperazione una città intera. Povero paese come siamo caduti in malora. Stiano attenti però coloro che tentano di sabotare le iniziative del nuovo Sindaco con la speranza di riaccreditarsi agli occhi dei napoletani. I quali hanno ben presente che quando ad occuparsi dell’emergenza (con i risultati che sappiano) era il Governo, il più pronto a prestargli collaborazione per la risoluzione del problema mettendo a disposizione mezzi e siti di stoccaggio per i rifiuti è stato il governatore della Puglia, e cioè della parte politica invisa, a fronte di un secco rifiuto opposto dalle più ricche ed evolute (??) regioni del nord rette da esponenti di punta del centro destra (veneto e Lombardia). I napoletani così ingenui non sono ed alla fine potrebbero anche replicare “Cà nisciuno è fesso”

Postato da dino avanzi il 24/06/2011 20:39

Bravo folgore, concordo. Adesso stiamo attenti a non ridare nuova forza alla lega.

Postato da folgore il 24/06/2011 14:36

La Lega Nord non vuole le immondizie di Napoli fuori regione? Ma non s'era detto, anche l'ultima volta, che si trattava dell'ultimo caso in cui sarebbe avvenuto?

Postato da folgore il 24/06/2011 14:34

Sono d'accordo con gp. Di quella situazione si faccia carico il COMUNE DI NAPOLI. Ma non aveva detto il suo Sindaco che avrebbe risolto la situazione in una manciata di giorni? Il Premier afferma che interverrà il CdM? Il Presidente della Repubblica che deve farsene carico il Governo? Mi dispiace, ma io sono stanco di pagare (attraverso le mie tasse) per una raccolta immondizie a Napoli. Se la vedano loro, mica l'ho fatta io quella immondizia!

Postato da RT57 il 23/06/2011 21:28

Io credo che il nuovo sindaco farà molte cose buone insieme ai napoletani che sono stufi della illegalità. Auguri sinceri dal Veneto

Postato da ironyman il 23/06/2011 17:24

Purtroppo è la nostra Italia, o almeno la parte peggiore dell’Italia quella per cui il bene comune non ha alcun valore, quel che conta è il proprio bene e basta. E per ottenerlo non si bada a scrupoli anche a costo di gettare nella disperazione una città intera. Povero paese come siamo caduti in malora. Stiano attenti però coloro che tentano di sabotare le iniziative del nuovo Sindaco con la speranza di riaccreditarsi agli occhi dei napoletani. I quali hanno ben presente che quando ad occuparsi dell’emergenza (con i risultati che sappiano) era il Governo, il più pronto a prestargli collaborazione per la risoluzione del problema mettendo a disposizione mezzi e siti di stoccaggio per i rifiuti è stato il governatore della Puglia, e cioè della parte politica invisa, a fronte di un secco rifiuto opposto dalle più ricche ed evolute (??) regioni del nord rette da esponenti di punta del centro destra (veneto e Lombardia). I napoletani così ingenui non sono ed alla fine potrebbero anche replicare “Cà nisciuno è fesso”

Postato da Mara44 il 23/06/2011 12:17

Quando si dice che il politico non ricorda che durante il suo mandato è al servizio della comunità e non a boicottare la parte politica avversa! Ripicche meschine della lega da una parte, non tocca alla regione, ma alla provincia, è il comune che deve prelevare la spazzatura, ecc. ecc. Se si volesse capire che la collaborazione per il bene di tutti potrebbe risolvere il problema?

Postato da GP il 22/06/2011 17:11

D'accordo su tutto, ma l'articolista non conosce bene la legge in materia di raccolta e smaltimento dei rifiuti che porta il nome dell'ex ministro all'Ambiente Ronchi. Essa prevede che la localizzazione spetta a livello provinciale e non regionale (la Regione ha altre competenze). Infatti le altre provincie campane non accettano i rifiuti della provincia di Napoli. Quindi non centra la Regione e, ahimè, nemmeno il governo. La raccolta è invece ESCLUSIVA competenza del comune. Ci deve pensare De Magistris come prima ci doveva pensare la Iervolino. Non vorrete mica pensare che la legge non sia adeguata? Rammento che è stata fatta da un governo di centro-sinistra. Un saluto.

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