"Buon compleanno, Lucio"

Decine di migliaia di persone ai funerali di Dalla. “Dentro la sua creatività c’era un colloquio ininterrotto con Dio”, ha ricordato padre Bernardo Boschi.

04/03/2012
Eros Ramazzotti e Jovanotti ai funerali di Lucio Dalla.
Eros Ramazzotti e Jovanotti ai funerali di Lucio Dalla.

"Buon compleanno, Lucio". Padre Bernardo Boschi non riesce a continuare la sua omelia. L’emozione del popolo di Bologna, decine di migliaia di persone accalcate dentro e fuori la Basilica di San Petronio, esplode in un applauso che il domenicano non si sogna nemmeno di interrompere. Padre Boschi, che ha concelebrato i funerali insieme a monsignor Gabriele Cavina, provicario della Diocesi, è stato soprattutto un amico di famiglia, fin da quando Dalla viveva con la mamma sarta a poche centinaia di  metri dalla sua Piazza Grande. Una vita modesta, quasi povera, che non basta a spiegare la sua vicinanza agli ultimi e la sua grande generosità.


Dalla è nato il 4 marzo ed è stato sepolto accanto a sua madre, nella Certosa monumentale di Bologna, il giorno in cui avrebbe compiuto 69 anni. Una data fatidica, che è anche il titolo della sua canzone forse più famosa, insieme a Caruso. Una canzone che lui amava moltissimo. “Ho fatto nascere Gesù Bambino in mezzo alla gente”, diceva, senza nascondere la religiosità profonda che era alla radice della sua creatività d’artista. Decine di migliaia di persone hanno seguito i suoi funerali. Per un evento di questo tipo bisogna andare indietro di molti anni, fino al 1996, quando Bologna rese l’ultimo saluto a don Giuseppe Dossetti e, prima ancora, ai funerali delle vittime della strage del 2 agosto. Gli unici eventi per i quali la città ha concesso la sua piazza più bella e la Basilica cittadina, facendo suonare a morto le campane dell’arengo.

E’ stata una cerimonia che a Dalla sarebbe piaciuta, riservata e insieme popolare. Con la presenza commossa dei suoi amici cantanti ma anche delle persone che hanno accompagnato la sua riflessione spirituale di credente, come il teologo Vito Mancuso e il priore di Bose Enzo Bianchi. Una cerimonia che gli sarebbe piaciuta anche perché le migliaia di persone che hanno potuto seguirla solo dai maxi schermi della piazza, per la maggior parte hanno seguito la liturgia, scambiandosi il segno della pace e recitando il Padre nostro e il Credo ad alta voce. Quasi intuissero che Dalla alla sua fede ci teneva profondamente, più ancora che al suo essere di sinistra. “Dentro la sua creatività c’era un colloquio ininterrotto con Dio”, ha ricordato padre Boschi. Era normale vederlo a Messa nella chiesa di San Domenico, nella stessa San Petronio o nella basilica di Santo Stefano, tutte chiese storiche nel perimetro del centro cittadino, in cui l’artista era profondamente radicato. “Un bolognese vero”, ha sottolineato ancora il domenicano. Schivo, ironico e geniale. Dopo le esequie, la città rimane con la responsabilità di prendersi cura della memoria di chi ha scritto una pagina importante della storia della musica.

Dalla desiderava dare vita a una Fondazione, che si ponesse anche come trampolino di lancio per i giovani talenti. Era convinto che fosse una cosa buona per rilanciare Bologna, per farla uscire da un grigiore e da uno stallo che tanto lo preoccupava. L’ultimo regalo per la sua città.

Simonetta Pagnotti
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Postato da pierfra1 il 05/03/2012 19:18

conoscevo le canzoni di Lucio e il personaggio televisivo , solo ora scopro il grande LUCIO DALLA, il Suo lato umano, generoso e semplicee devo dire cheLo apprezzo ancor di più .Oggi pensando a Lui dopo aver visto in TV le migliaia di persone che Lo onoravano,per un attimo ho provato una strana emozione come se fosse presente,vicino a me ,ho visto il suo volto e mi sono trovata a piangere.Grazie x le emozioni che ci hai regalato. Ciao LUCIO sei grande. Piera

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