Monti ai giovani: abbiate fiducia

Inaugurando il Meeting di Rimini, il premier ha riconosciuto che c'è una generazione perduta che paga un conto salato, ma vede vicina la fine della crisi.

19/08/2012
Mario Monti ha aperto il 33mo Meeting di Rimini (foto Eidon).
Mario Monti ha aperto il 33mo Meeting di Rimini (foto Eidon).

Cari giovani, abbiate fiducia: il Governo Italiano, e le istituzioni europee, non vi hanno dimenticato e stanno lavorando per voi. E' un messaggio di speranza e di ottimismo quello che il presidente del Consiglio Mario Monti ha voluto rivolgere alle nuove generazioni, aprendo la 33ma edizione del Meeting di Rimini, dedicata proprio ai giovani e alla crescita.

"Vedo avvicinarsi la fine della crisi", ha detto il premier.
"E assisto quotidianamente al miracolo di una politica che ha avuto un soprassalto di responsabilità". Monti ha ricordato che lui stesso, di recente, ha usato l'espressione "generazione perduta", in relazione a quella fascia sociale, oggi intorno ai 40 anni, che deve pagare un conto salatissimo. Un passaggio, questo, molto applaudito dalla platea del Meeting. Come è potuto accadere che ciò accadesse, si è chiesto il premier? "Bisogna intervenire per tempo con riforme adeguate per evitare di perderle, le generazioni. I giovani di oggi sono vittime di politiche che hanno voluto soddisfare desideri incoerenti, creando un enorme debito pubblico".

Giovani protestano contro la disoccupazione (foto Eidon).
Giovani protestano contro la disoccupazione (foto Eidon).

Se questa è l'eredità lasciata ai giovani e all'Italia intera, è certo che "i giovani e la ricerca stanno al cuore di questo Governo". Come pure, l'avere duramente lavorato affinché l'Italia godesse di "più rispetto e credibilità", ha l'intento di consegnare un Paese più affidabile e capace di crescere. I sacrifici che stiamo affrontando - ha ricordato ancora Mario Monti - non sono fine a se stessi, ma la condizione per inaugurare una fase nuova. L'Europa stessa, nella sua ambizione di essere unita e di darsi una disciplina economica e finanziaria comune, rappresenta in questo senso un valore morale.

Nel suo discorso, improntato alla speranza, evocata anche nella citazione finale di De Gasperi, il premier ha ricordato le forze su cui possiamo e dobbiamo contare: la famiglia, i distretti industriali, la capacità privata di risparmio, il sistema delle piccole e medie imprese. All'opposto, l'evasione e il localismo sono mali da estirpare.

Ci vuole tempo per completare l'opera, ma un anno fa stavamo peggio, ha detto Monti.

Paolo Perazzolo
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Postato da DOR1955 il 21/08/2012 10:26

Rinvio il commento nel caso non sia arrivato. Quando questo ricco (molto ricco e molto snob) signore esterna frasi del genere "Si intravvede la luce alla fine del tunnel", oppure " Vedo avvicinarsi la fine della crisi", è oramai scontato, dati alla mano in quanto già verificatosi due o tre volte da quando è stato nominato primo ministro, che l'Italia, nel giro di 15 giorni, rischi se non il default, di sicuro l'ennesima crisi finanziaria o, in alternativa, un'altra gragnola di tasse. In ogni caso, a presente e futura memoria dei sostenitori di super-mario-fmi, ricordo (esiste documento video originale in Internet) quando espresso dal "professore" a Milano il 26 settembre 2011, circa un mese e mezzo prima di diventare primo ministro in Italia. Invitato da Gad Lerner a L'infedele su La7, pronunciava la seguente profezia: "La Grecia è il simbolo del successo della moneta unica". Sappiamo tutti (almeno chi è in grado di intendere e volere) come sta andando da quelle parti. Allora una domanda mi sorge spontanea: "Ma è super-mario-fmi ad essere sfortunato quando spende parole di fiducia, o non ne azzecca neppure una?" Propendo per la seconda ipotesi. Condivido Libero Leo e ci sarebbe da aggiungere tanto altro, ma qualcuno poi scrive che sono troppo prolisso e che "rimpiango" il precedente governo. Per quanto riguarda l'essere prolisso è vero, a volte mi lascio prendere la mano; per quanto invece riguarda il presunto sostegno al governo dei "nani, ballerine, prestigiatori, indagati" nulla di più lontano dal mio essere e pensare.

Postato da Libero Leo il 20/08/2012 16:06

Se consideriamo i problemi dell’Italia esclusivamente dal punto di vista contabile, il giudizio sull’azione del professor Monti non può che essere estremamente positivo. Ricorda l’attività svolta da un altro professore che, per sanare il bilancio dell’IRI, vendette (in certi casi, non essendo un buon commerciante, svendette) tutte le aziende. Alla fine il bilancio dell’IRI fu azzerato: grande successo perché prima era sistematicamente negativo. Ora il professor Monti non può vendere le aziende per aumentare gli introiti dello stato. Ma può spremerle con tasse, oneri burocratici e ciò che i controlli fiscali comportano, per succhiare la loro linfa vitale nelle casse dello stato e sanarne il bilancio. Certamente otterrà un grande successo, come l’altro professore. Poco importa al contabile se, per far quadrare i conti, chi ha soldi non li investe più in Italia, gli imprenditori capaci emigrano, il fatturato (PIL) italiano diminuisce, la disoccupazione aumenta ed, in definitiva, il paese diventa più povero. Prima che ciò si verifichi in modo evidente, raggiungerà il suo obiettivo e passerà a sanare altri bilanci. Al contabile interessa la quadratura dei conti; non interessano le nuove idee, le nuove iniziative, le nuove opportunità di sviluppo e le nuove fonti di ricchezza. Queste cose non sono nel suo DNA: non riesce a concepirle. Per lui la soluzione più semplice consiste nell’imporre nuove imposte. E per farle accettare si appella a quelle più popolari come la patrimoniale (o similpatrimoniale) presentata come la panacea di tutti i mali, senza considerarne gli effetti collaterali e non immediati. La si presenta coma arma per colpire i ricchi; ma nella realtà si ritorce maggiormente ed inesorabilmente sui più poveri, con grande aumento della disoccupazione ed aumento del costo della vita. I ricchi, gli abilili imprenditori e chi lavora in modo estremamente efficace hanno molte più possibilità dei poveri di emigrare per andare a vivere e lavorare altrove. Ma nel frattempo il professor Monti farà quadrare i conti.

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