11/06/2012
Una tendopoli in una delle zone terremotate (foto sopra e di copertina: Ansa).
Saranno esami sotto la tenda, ma solo orali. Niente scritti per gli studenti che si preparano a sostenere le prove della licenza media e della maturità nelle zone colpite dal terremoto. Lo stabilisce un’ordinanza del ministro Profumo. Una disposizione che già era data per scontata e che ripete di fatto le decisioni che furono prese dall’ex ministro Gelmini dopo il terremoto dell’Aquila. Allora, gli studenti che avevano vissuto il dramma del terremoto furono chiamati a sostenere solo l’interrogazione orale nelle rispettive discipline. Anche questa volta il ministro ha poi disposto che l’anno scolastico sarà comunque ritenuto valido anche se, causa la chiusura anticipata delle scuole lesionate, non sarà stato raggiunto il tetto dei 200 giorni previsto dall’ordinamento.
La macchina degli esami si sta mettendo in moto. Sono oltre 10.000 gli studenti interessati nella sola Emilia del terremoto, ma ci sono anche comuni del Veneto e della Lombardia che sono rimasti senza scuole. “La situazione per i ragazzi è ovviamente difficile”, spiega Rachele Paltrinieri, assessore alla scuola del comune di Medolla, “oltre a essere turbati e spaventati, molti di loro hanno perso i libri e gli appunti, non è sempre facile recuperarli. E sfido chiunque a studiare con serenità sotto una tenda”. Il comune di Medolla ha già predisposto una tensostruttura dove si svolgeranno i colloqui, a piccoli gruppi. “Per fortuna sono solo docenti interni, non c’è stato il tempo e l’opportunità per nominare i commissari esterni, quindi si tratta di insegnanti che i ragazzi conoscono e che hanno vissuto il loro stesso dramma”.
Medolla, come la maggior parte dei comuni interessati, ha una percentuale molto alta di studenti stranieri. “Molti ragazzi extracomunitari sono ritornati ai paesi d’origine, anche perché le loro famiglie hanno perso il lavoro”, continua “per questo abbiamo disposto una sessione straordinaria di esami a settembre, perché nessuno perda l’anno scolastico”. Preparativi frenetici anche a Mirandola, dove l’unica scuola agibile, la scuola media, è stata prima occupata dagli sfollati e poi utilizzata come sede provvisoria degli uffici comunali. “Fino al 29 maggio i nostri ragazzi facevano lezione nei parchi e presso le abitazioni degli insegnanti rimaste illese”, spiega Lara Cavicchioli, assessore alla scuola, “dopo la scossa che ha messo in ginocchio il paese c’è stata la diaspora ma i contatti sono stati tenuti per e-mail”. Mentre i vigili del fuoco stanno cercando di recuperare libri e quaderni, dove è possibile, nel giardino della scuola media sono stati messi in piedi i gazebo dove attualmente si svolgono gli scrutini e dove poi i ragazzi sosterranno gli esami orali.
Ma la grande preoccupazione è per la riapertura dell’anno scolastico, a settembre. Continuano i controlli delle scuole rimaste in piedi, ma per molti studenti non rimane altra soluzione che la scuola container. “Dobbiamo organizzarci da subito, per non cominciare con troppo ritardo e per dare un segnale di normalità alle famiglie”.
Simonetta Pagnotti