Il Gas si chiama Gai quando compra l'auto

È nato il primo Gruppo d’acquisto ibrido in Italia. L’obiettivo è quello di fare acquisti anche di un certo valore, ma sempre ecocompatibili.

07/06/2012

Contenere gli effetti della crisi, rilanciare l'economia, sostenere la mobilità quanto più sostenibile possibile, non chiudere a priori la porta alle multinazionali e alzare l'asticella delle aspettative (aggiungendo un tema inedito) dei gruppi di acquisto solidale. Sembra impossibile, ma c'è chi, nel suo piccolo, ci sta provando. Sono gli affiliati del primo Gruppo di acquisto ibrido in Italia. Ibrido "in onore" della nuova Yaris ibrida (Toyota), la prima auto di questo genere nel segmento B, disponibile da sabato 9 giugno sul mercato italiano con un prezzo che, stando alle indiscrezioni basate sul lancio in altri Paesi, si aggirerebbe, a seconda dell'allestimento prescelto, tra i 17.500 e i 19.000 euro. «La verità è che abbiamo provato ad applicare la filosofia dei gruppi di acquisto solidale tradizionali, da cui molti di noi provengono, focalizzando l'obiettivo su una categoria merceologica finora pressoché ignorata, cioè le automobili. I confini dei Gas, che per chi non lo sapesse sono gruppi di persone che acquistano insieme prodotti quali generi alimentari e detergenti a uso domestico in maniera consapevole e basandosi indicativamente sul principio della filiera corta a un prezzo "giusto" per loro e per il produttore, in questo modo si allargano. Certo, siamo i primi a renderci conto del fatto che il nostro è un esperimento che speriamo si concretizzi presto alle condizioni che ci siamo prefissati ma sul quale si può lavorare ulteriormente per trovare delle regole che segnino con maggiore chiarezza il confine tra acquisti consapevoli, mobilità sostenibile ed etica»: Alfredo Furini, socio della cooperativa sociale Bottegas - Filiera minima di Milano, ci racconta come si è formato questo gruppo sui generis. «L'idea originale è di Luca Dal Sillaro, di Varese, che appartiene alla rete dei Gas già da tempo: io sono entrato in contatto con lui mentre curiosavo in siti specializzati sulla mobilità sostenibile. Volevo farmi un'idea delle auto meno inquinanti e con i consumi più contenuti presenti sul mercato (32,3 km con un litro del ciclo urbano e 79 gr co2 prodotti per chilometro), e sono stato attirato da una conversazione su un forum in cui si parlava, appunto, di gruppo di acquisto ibrido. Ho chiesto informazioni, l'idea mi ha convinto e ho cercato di dare il mio contributo alla "causa"».


Sono attualmente 50/60 le persone che si sono dette interessate all'iniziativa e di queste, una quindicina hanno già manifestato l'intenzione di procedere con l'acquisto. Ma la novità del gruppo di acquisto ibrido entra in gioco prepotentemente proprio a questo punto: «Tutti gli aderenti sono invitati a fare la loro parte, rendendosi disponibili, senza ovviamente essere vincolati, a presentarsi presso i concessionari che distribuiranno l'auto per avere un preventivo di partenza. Dal confronto tra i prezzi verrà fatta una selezione di quelli che offrono le condizioni migliori. A quel punto ci presenteremo con la nostra proposta: l'acquisto di uno "stock" di una quindicina di modelli in cambio di condizioni di favore». Un principio antico eppure sempre efficace: l'unione fa la forza. «In pratica proporremo al rivenditore di diventare fornitore unico ufficiale del gruppo di acquisto ibrido: crediamo che un'operazione del genere sia nell'interesse di tutti». Da una parte c'è la possibilità di assicurarsi una vendita di 15 auto di un modello nuovo in tempi di crisi, dall'altra l'intenzione di ottenere uno sconto a crescere che non sia sicuramente inferiore ai 3 mila euro per auto a seconda del numero finale di acquirenti. Un numero che, se dovesse aumentare, potrebbe dare la possibilità di chiedere altri benefit come, ad esempio, un set di gomme da neve o un allestimento interno migliore. «Ci tengo a sottolineare che noi siamo e rimaniamo un gruppo informale che condivide la filosofia dei Gas: quindi, alla conclusione della trattativa collettiva, ognuno di noi, di fatto, acquisterà personalmente e firmerà il proprio contratto a proprio nome». Nessuna sede, nessuna struttura, nessuna spesa gestionale se non il tempo e l'impegno che ciascuno dei partecipanti può investire nella ricerca del concessionario migliore: e in questo la Rete è stata un elemento decisivo dato che solo grazie a un tam tam mediatico con facebook, forum e twitter si è allargato "il giro" degli interessati che allo stato attuale provengono dalle province di Milano, Varese, Verbania, Monza e Brianza, Lecco e... Palermo. «Riguardo al pagamento, ognuno sceglierà in totale autonomia: c'è chi pagherà in contanti ma la maggioranza avrà bisogno di chiedere un preventivo per il quale noi ci siamo già attivati con Banca Etica. Le condizioni che loro offrono, già di base, sono vantaggiose per la richiesta di prestiti, mutui, finanziamenti: nel nostro caso, presentandoci come gruppo, abbiamo già concordato ulteriori vantaggi». Ma una volta acquistate le auto, cosa ne sarà del gruppo? «In effetti non ci abbiamo ancora pensato: noi siamo nati con un obiettivo chiaro e abbiamo trovato, passo dopo passo, la nostra strada. In effetti, però, il modello dei gas credo che sia replicabile anche per categorie merceologiche non tradizionali e di valore economico più consistente: non solo frutta, verdura e detersivi, ma anche auto, elettrodomestici, motorini, case, mutui, strumenti di lavoro». Le tempistiche: l'obiettivo è chiudere i contratti per metà-fine luglio così da entrare in possesso delle auto per metà settembre. Chi fosse interessato ad avere informazioni può scrivere a pamlukegas@libero.it o a.furini@bottegas.it.

Alberto Picci
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