Una casa per l'autismo

Una sindrome complessa, che limita la capacità di comunicare con il mondo esterno: in Italia si stima che ne soffrano 400mila persone. Qualcosa si muove

05/06/2013

Roberto ha 16 anni quando lascia la scuola ma non si tratta di un tradizionale caso di abbandono. Roberto, infatti, è autistico e nonostante l'impegno degli insegnanti e la tenacia dei genitori, con il passare degli anni la sua gestione diventa sempre più complicata. Da qui la decisione, sofferta, dell'istituto di chiederne l'allontanamento.

Un adolescente come gli altri, che ama la pizza e il bowling, ma vittima di una malattia che fa soffrire lui e le persone che gli stanno vicino per quell'imprevedibilità, quella difficoltà che a volte diventa impossibilità a comunicare con il mondo esterno.

Dell'autismo si parla tanto, oggi, ma si continua a sapere poco nonostante sia stato calcolato che le persone affette, solo in Italia, sono circa 400mila: 1 su 150 solo i bambini, seppure non tutti i casi siano gravi nello stesso modo. 

Roberto finora è stato fortunato: la sua famiglia lo ha sostenuto, cercando disperatamente altre strade, altre vie. Finché ha incrociato il destino di Fondazione Oltre il Labirinto con cui, grazie al supporto di personale specializzato, ha iniziato a seguire terapie mirate e continuative che lo hanno portato a raggiungere un certo grado di autonomia e a svolgere molte attività in cui, necessariamente, si deve relazionare con gli altri.

Fino al 16 giugno c'è la possibilità di sostenere le attività e i progetti della Fondazione con un sms solidale al numero 45504: tra gli obiettivi più ambiziosi c'è la costruzione del villaggio Godega4autism, primo progetto europeo di cohousing per autismo. Il villaggio prende il nome dal Comune di Godeva di Sant'Urbano, in provincia di Treviso, dove si sta già sviluppando per accogliere, il prima possibile, persone affette da autismo tutelando la loro dignità e il loro diritto a rimanere all'interno della comunità, a contatto con la propria rete familiare e sociale.

Nelle intenzioni, il villaggio vuole diventare una struttura lavorativa, terapeutica e, in futuro, anche residenziale. Dal ricavato della raccolta fondi la Fondazione si augura di poter raccogliere i fondi necessari all'acquisto di 10 hug bikes, tandem speciali adatti alle familie e soprattutto ai ragazzi disabili che, stando seduti tra il manubrio e il guidatore, riescono ad avere il controllo della bici. L'altro obiettivo è la realizzazione di un'area ludica attrezzata con giochi adatti a tutte le fasce d'età e, soprattutto, mirati per stimolare lo sviluppo e lo l'equilibrio psicomotorio nei soggetti autistici, pur sempre all'interno di una dimensione "sociale".

Alberto Picci
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