Sahel, un milione di bambini a rischio

La regione dell'Africa centro-occidentale dal prossimo mese di marzo sentirà gli effetti di una prolungata siccità: circa 10 milioni di persone esposte alla carestia e alla fame.

01/02/2012
A rischio sono soprattutto le fasce vulnerabili della popolazione: bambini, donne in gravidanza e in allattamento (Foto Reuters)
A rischio sono soprattutto le fasce vulnerabili della popolazione: bambini, donne in gravidanza e in allattamento (Foto Reuters)

È in arrivo una nuova, drammatica carestia, dopo quella che ha colpito il Corno d’Africa. Questa volta l’area colpita è quella del Sahel. A partire dal mese prossimo 10 milioni di persone saranno in pericolo di morte per fame, dei quali un milione di bambini.

     Le popolazioni della regione stanno esaurendo le riserve alimentari necessarie per sopravvivere. Si stima che la carestia colpirà 6 milioni di persone in Niger, 2,9 in Mali, 700 mila in Mauritania. Ma anche Burkina Faso e Ciad saranno duramente colpite.

     Anche in questo caso la carestia è l’effetto di una prolungata siccità. L’allarme, in questi giorni, è stato lanciato già dall’Unicef e da due organizzazioni non governative che operano nei Paesi coinvolti: l’italiana Intersos e la francese Action contre la faim (Acf).

     «In Ciad e Mauritania», scrive Intersos nell’appello diffuso oggi, «un deficit della produzioni cereali di oltre il 50 per cento rispetto allo scorso anno sta portando a gravi livelli di malnutrizione tra le fasce vulnerabili della popolazione». Intersos riporta, peraltro, le stime delle agenzie umanitarie Onu delle ultime settimane.

     «Siccità, scarsi raccolti e alti prezzi dei prodotti alimentari rischiano di gettare la regione del Sahel nell’Africa centro-occidentale in una nuova emergenza umanitaria» se la comunità internazionale non interverrà in modo efficace, aggiungono i responsabili della Ong italiana.

     L’organismo umanitario sta aiutando oltre 30.000 sfollati ciadiani che, scappati nel 2006 a causa del conflitto al confine col Darfur, oggi sono rientrati nei loro villaggi d'origine nella regione del Dar Sila: «Oggi», spiega Alessandro Romio, capomissione di Intersos in Ciad, «le migliaia di contadini e pastori che stiamo sostenendo si trovano in bilico: le scorte di cereali stanno finendo, la cattiva stagione agricola, la carenza di piogge, gli attacchi ai campi di insetti e uccelli, stanno mettendo in pericolo la sicurezza alimentare delle famiglie nel Dar Sila. L’autosufficienza alimentare raggiunta con sforzi e impegno delle associazioni contadine rilanciate anche grazie al nostro programma di aiuti, oggi sembra sul punto di crollare. Bisogna intervenire adesso per evitare che i ritardi negli aiuti si paghino con vite umane».

     La malnutrizione è già a livelli allarmanti in molte aree del Sahel e continuerà a salire. Le esigenze nutrizionali più elevate fanno correre ai bambini i maggiori rischi di mortalità, seguiti dalle donne incinte e in allattamento e dalle ragazze adolescenti.

     In Mauritania, dove Intersos assiste il rientro nel Paese di 20.000 rifugiati senegalesi, «è necessario agire per fronteggiare l'impatto negativo della siccità soprattutto verso le fasce più vulnerabili dei mauritani, in totale circa 120.000 persone, di cui oltre 33.000 minori di cinque anni d'età», conclude Romio.

     Secondo Olivier De Schutter, relatore speciale dell'Onu per il diritto al cibo, nell’immediato futuro «il Sahel diventerà enormemente dipendente dall’importazione di cibo, che dovrà essere acquistato a prezzi alle stelle sui mercati internazionali. Questo potrebbe significare un disastro per milioni di persone, i cui bisogni alimentari aumentano mentre il loro potere d'acquisto crolla».

Luciano Scalettari
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Postato da Franco Salis il 02/02/2012 09:08

Ma insomma, è possibile che si debba stare sempre in emergenza ai livelli di sopravvivenza! Una cosa è l’emergenza per evitare la disgregazione sociale a seguito della non equa distribuzione della ricchezza, ma per la sopravvivenza, no! Comunque le cause mi sembrano tre : siccità, nascite numerose con mamme molto giovani, (vedete vostre foto), quant’è il rapporto donna bimbo? guerre tribali e non tribali. Ora se le ultime due sono di difficile soluzione, perché quelle semplice creano altri problemi,(per esempio regalare un televisore ad ogni donna fertile: in Italia con l’avvento della televisione sono calate le nascite).Ma la siccità, no. L’aumento del costo dei beni alimentari, no. Questi beni vanno sottratti alla logica del mercato, non so come, ma un mezzo ci sarà. E non stare ad inventarsi un altro sistema economico, al momento sono generose fantasie. Ma non tollero quelle situazioni che possono essere facilmente risolte: ma quanto costa un desalatore? non basta uno, moltiplica per dieci, non sono cifre non abordabili, ma basta col dipendere da giove pluvio. Buona giornata.

Postato da LAURETTA CAPPELLO il 01/02/2012 23:02

Come si puo' aiutare questa povera gente? Cosa si puo' fare ? Sugeeritecelo voi grazie

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