Ciao, sono iCub, vi porto nel futuro

Nanoparticelle, civiltà del carbonio, robot umanoidi, medicine intelligenti: sono alla base della prossima rivoluzione. Visita all'Istituto Italiano di Tecnologia a Genova.

Bracci robotici e robot umanoidi

24/02/2012

In un campo simile segnagliamo un altro brevetto IIT, autori il greco Nikos Tsagarakis, lo scozzese Darwin Caldwell e l'italiano Matteo Laffranchi. Si chiama CompAct ed è un braccio robotico flessibile e cedevole. Ecco un video di due "bipedi" robotizzati studiati all'Istituto Italiano di Tecnologia a Genova:



Spiega il dott. Laffranchi:”Il nostro è un braccio antropomorfo, quindi intelligente. Il suo cervello è un computer posto alla base del braccio. Grazie alla sua intelligenza CompAct  è dotato della cedevolezza e della viscosità  proprie dei nostri muscoli. Questi  sono caratterizzati  di quella flessibilità che ci permette   di non danneggiare nè l'ambiente, nè altre persone, magari mentre  corriamo o  danziamo  e ci consente di essere precisi e accurati  per riparare un orologio, oppure di sprigionare forza per dare un calcio al pallone.”

Ma all'IIT s'intende procedere oltre l'antropomorfo. Si esplora l'umanoide. Il robot umanoide si chiama iCub. "I" per assonanza con gli iPad e gli iPhone, "Cub" invece significa cuccioletto in inglese. Ed iCub è davvero molto carino, più un bambino che un cuccioletto. Cammina, si versa i cereali per fare colazione ed è pronto a giocare con una palla rossa. Se gliela fate sospirare passando sulla sua testa, vi guarda sospiroso. Quando gliela consegnate sorride felice e vi stringe la mano. A quel punto vi accorgete che la sua mano è quasi umana, flessibile e forte , dolce e sicura, nonché morbida grazie al Lycra di cui è rivestita.


Spiega ancora Cingolani: è parte del progetto europeo flagship, nave ammiraglia dell'Europa, che constatando l'invecchiamento della popolazione, prende in considerazione la possibilità di farla assistere da badanti robot.“ Se questa affermazione vi mette i brividi , non preoccupatevi. Tutti i ricercatori che vi lavorano sanno che il robot non deve fare paura: deve essere amichevole e iCub lo è. Forse un pò meno lo è il robot-cavallo le cui zampe presentano problemi ingegneristici che potete immaginare, ma che forse non vorremmo incontrare mentre cavalca in campagna. Un po' troppo meccatronico...

I robot-badanti sono lontani? Ma perchè non possiamo sognare che già fra qualche anno robot simili non possano intervenire in un altro eventuale naufragio catastrofico come quello della Costa, avvenuto lo scorso gennaio, oppure in un incidente nucleare come quello del Giappone nel 2011, o nella disastrosa, gigantesca fuoriuscita di petrolio avvenuta nel 2010 nel golfo del Messico, in seguito agli errori della British Petroleum?”.


Il problema più grosso ancora da risolvere con iCub? Il metabolismo. Per ora iCub lo si fa funzionare attaccandolo alla presa della luce, ma non è così che potrà svolgere funzioni di badante. Si pensa quindi, o forse si sogna, di recuperare l'energia dei suoi stessi movimenti e poi, ovviamente ad una pelle rivestita da polimeri fotovoltaici.

Ida Molinari
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