Cibo, saper leggere le etichette

In Italia solo un consumatore su dieci legge l'etichetta prima dell'acquisto. I consigli per imparare a conoscere l'identità di un prodotto alimentare.

24/02/2011

Secondo un recente sondaggio condotto dalla rivista Vie del Gusto, in Italia solo un consumatore su 10 legge l'etichetta prima dell'acquisto, mentre gli altri riservano al massimo una lettura superficiale. I motivi? Spesso le scritte sono minuscole, le diciture poco chiare. Ma l'etichetta è la carta d'identità del prodotto, perciò sarebbe utile sapere cosa mangeremo. Certo richiede un po' di tempo, ma forse il nostro benessere non merita un po' di dedizione? Vediamo come orientarci nel labirinto delle etichette.

Intanto, è bene sapere che gli ingredienti sono elencati in ordine di quantità, a iniziare da quello presente in dose maggiore: questo serve per capire se ci sono troppi zuccheri, grassi o sale. Per esempio se un'etichetta riporta zucchero al primo posto, e magari anche sciroppo di glucosio al terzo, decisamente il nostro dolce è troppo dolce! Ma la presenza di zucchero all'ultimo posto non è sempre un buon segno, se questo è aggiunto a cibi salati (piselli, mais ecc). Anche per il sale, non è lo stesso se è in fondo o a metà dell'elenco! Passiamo ora alla qualità degli ingredienti. I grassi idrogenati o parzialmente idrogenati sono da evitare perché fra l'altro aumentano il rischio di malattie cardiovascolari, tumori e diabete. Meglio l'extravergine di oliva, anche se ogni tanto un po' di burro di buona qualità non guasta.

Nel biologico si trovano spesso olio di palma (ricco di grassi saturi, quindi da limitare) e di girasole: quest'ultimo non è ottenuto con solventi chimici, come invece avviene nella produzione convenzionale. La parte più complessa sono gli additivi (coloranti, conservanti, emulsionanti, esaltatori di sapidità tipo glutammato ecc). Certo non si può andare in giro con una tabella esplicativa! Però è lecito chiedersi a che cosa servono gli additivi, soprattutto se si tratta di coloranti e conservanti. Gli additivi sono solitamente presenti nei prodotti i cui ingredienti base non sono proprio il massimo, perciò occorre dare loro gusto, colore e conservabilità migliori. Per fortuna nel biologico ne sono concessi pochi, tra l'altro di origine naturale e non chimica.

Ma c'è una regola semplice e valida quasi sempre: se l'etichetta è molto lunga, forse è meglio soprassedere. I prodotti migliori sono quelli semplici, con pochi ingredienti e poco elaborati.

Giuliana Lomazzi
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