Il Papa sfida l'indifferenza inglese

Benedetto XVI in Gran Bretagna. Tra curiosità e proteste il viaggio scuote il Regno Unito. Accolto dalla Regina in Scozia, la prima messa a Glasgow. Il dialogo con gli anglicani.

15/09/2010
Il logo della visita in Scozia
Il logo della visita in Scozia

Quattro giorni, tredici discorsi e una ventina di incontri con i cattolici (il 10 per cento degli inglesi), ecumenici con gli anglicani e politici con il governo e l’opposizione. Per la prima volta un Papa va in Gran Bretagna in “visita di Stato”. La volta precedente nel 1982, primo pontefice nell’isola della fierezza anglicana, Giovanni Paolo II andò in visita pastorale, anche per via della guerra delle Falkland-Malvinas che era in corso. Domani il Papa sarà accolto dal marito della Regina Elisabetta, il Duca Filippo, che Sua Maestà ha deciso di inviare all’aeroporto di Edimburgo in segno di grande rispetto per il Capo della Città del Vaticano. Il rigido protocollo inglese non prevede questo tipo di accoglienza. La visita comincia dunque dalla Scozia e la Chiesa scozzese, che ha una propria conferenza episcopale distinta da quella inglese, ha confezionato anche un logo speciale per il pellegrinaggio di Benedetto XVI. Poi il Papa si trasferisce a Glasgow per la prima messa in Gran Bretagna e in serata volerà a Londra.

 Incontri ecumenici, una messa nella cattedrale di Westminster, un discorso attesissimo nel cuore istituzionale del Regno Unito, la Westminster Hall, dove tra l’altro fu processato e condannato a morte Tommaso Moro occuperanno le due giornate londinesi del Papa, prima del trasferimento a Birmingham per la beatificazione di John Henry Newman. Il viaggio è complesso e delicato. Ad esso la Corona britannica e il governo hanno voluto dare la massima visibilità. Sono annunciate proteste, ma anche folle. La curiosità per il Papa di Roma e per l’intellettuale Joseph Ratzinger è molto alta. Il Papa dovrà sfidare l’indifferenza inglese. I sondaggi dicono che il 60 per cento dei sudditi di Sua Maestà non è interessato alla Chiesa cattolica e al Papa che arriva. Sono annunciate proteste organizzate da una varietà di gruppi: gay, antipedofili, esponenti di associazioni per i diritti femminile e il sacerdozio alle donne. Ma essi hanno assicurato che non disturberanno la festa dei cattolici. Il Papa sicuramente incontrerà, in modo riservato come è già accaduto da altri parti, anche alcune vittime dei preti pedofili. Il profilo ecumenico del viaggio è altissimo. Servirà a far conoscere meglio, anche agli inglesi, i progressi del dialogo con gli anglicani, senza tuttavia nascondere le difficoltà.  

Alberto Bobbio
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