17/06/2011
Degustare un buon vino. Di pace. Sorsi da gourmet con un supplemento d'anima. Così facendo, infatti, si ha la certezza di concorrere alla stabilizzazione sociale e al riscatto economico di un'area del pianeta da sempre travagliata. E' l'allettante proposta di "Territori DiVini - Serata di Solidarietà per la Terra Santa", promossa
dal Vis - Volontariato internazionale per lo sviluppo, in collaborazione con l'Associazione italiana sommelier e con il
Centro culturale Bocca della verità. La serata si svolge venerdì 17 giugno dalle ore 18 alle 23.30 a Roma, nel Centro culturale Bocca
della verità. Durante la serata si degusteranno vini italiani e vini Cremisan 2010, prodotti in Palestina, nella cantina gestita dai Salesiani. Il contributo per la degustazione è di
10 euro, che sarà destinato alla ristrutturazione della Cantina Cremisan e alle
attività di formazione dei giovani palestinesi.
Durante la serata verrà
inoltre proiettato il video "Territori Divini" che racconta la storia
questo vino che nasce dalla collina
Cremisan, in Terra Santa. Dal 1891 la cantina,
che comprende anche i vigneti di Beit Jemal, è gestita dai salesiani di
Don Bosco che insieme al Vis
realizzano progetti per dare un futuro dignitoso ai giovani,
alle vittime del conflitto israelo-palestinese, alla popolazione araba
che vive tra Gerusalemme, Betlemme e Beit Jamal. Dopo una serie di
investimenti e graduali innovazioni, il 2011 è l'anno del rilancio della
cantina. Per informazioni www.volint.it.
La Casa salesiana di Cremisan, tra Gerusalemme e Betlemme.
La Casa salesiana di Cremisan sorge sulle rovine di un monastero bizantino del settimo secolo, si trova in uno dei più antichi insediamenti agricolo-artigianali della Palestina a 5 chilometri da Betlemme e a 12 da Gerusalemme, in un'area che comprende anche i vigneti di Beit Jemal. Il progetto di rilancio della Cantina di Cremisan vuole contribuire al miglioramento delle condizioni di vita della popolazione araba che vive nella zona che si estende tra Gerusalemme, Beit Jala e Betlemme, attraversata dal muro di separazione israeliano, attraverso il sostegno alle opere educative, sociali e assistenziali gestite dai Salesiani in loco.
In particolare si vuole migliorare la produzione viti-vinicola di Cremisan e Beit Jemal, con particolare attenzione alla salvaguardia dei vitigni autoctoni e di rilevanza storicae alle tradizioni locali, attraverso le seguenti quattro componenti: la formazione di personale locale specializzato; il rinnovo delle strutture fisiche esistenti; il miglioramento dei terreni agricoli e delle produzioni della zona attraverso il coinvolgimento dei contadini locali; la promozione e la distribuzione dei prodotti nel mercato locale e internazionale.
Nello specifico, verranno formati in Università italiane 2 tecnici (1 agronomo e 1 enologo) che lavoreranno in cantina e nelle vigne; tecnici ed esperti italiani affiancheranno in loco personale del luogo e lo seguiranno, nel caso, anche a distanza fino alla completa autonomia. Saranno inoltre ristrutturati alcuni locali esistenti, per ospitare nuove attrezzature e accogliere i visitatori, e verranno sostituiti dei macchinari obsoleti con nuove attrezzature (sia strumenti di laboratorio, per le analisi dei campioni, sia attrezzature di cantina). E' prevista infine l'opera di terrazzamento e di sistemazione di diversi ettari di terreno, l'impianto di nuovi vitigni, il miglioramento qualitativo della presente produzione nonché il lancio sul mercato locale e internazionale dei nuovi prodotti.