02/05/2010
Una persona senza fissa dimora dorme alla stazione Centrale di Milano (foto di Alessandro Grassani/Fotogramma
Formare operatori più preparati e condividere le esperienze positive portate avanti a favore dei senza dimora nelle stazioni ferroviarie italiane per fornire servizi migliori e puntare sul recupero della persona. Questo l’obiettivo del nono seminario di formazione organizzato dall'Onds, l'Osservatorio nazionale sul disagio e la solidarietà nelle stazioni italiane, svoltosi nella stazione ferroviaria di Roma Termini, presso il nuovo Centro polivalente per persone senza dimora Binario 95.
Tra i temi all’ordine del giorno: il lancio del progetto Linea Gialla, finanziato dal ministero del Lavoro nell’ambito dell’Anno europeo della povertà e la messa in rete di un database, in grado di permettere la condivisione dei singoli casi tra operatori di Help center diversi. “Il progetto Linea gialla vuole dare maggiore strutturazione alla rete dell’Osservatorio per favorire tavoli di concertazione nelle città dove si trovano gli Help center", sottolinea Alessandro Radicchi, direttore dell’Onds. "Il nostro obiettivo", prosegue Radicchi, "è creare alleanze tra i servizi offerti nelle diverse stazioni. In questo senso è importante la condivisione dei database, che permetterebbe di scambiare informazioni e poter continuare l’intervento su un soggetto anche quando la persona si sposta”.
Oltre al servizio di ascolto e orientamento, gli Help center avviano in alcuni casi anche un percorso di reinserimento sociale. “Ferrovie dello Stato ha preso coscienza che le stazioni non potranno mai essere soltanto un grande centro commerciale, perché sono, invece un check point di affetti, di affari e di miserie", spiega Amedo Piva, responsabile dei servizi sociali di Ferrovie dello Stato. "Il nostro compito", continua Piva, "è far star bene i passeggeri. E quindi, visto che queste presenze di disagio sono inevitabili, ma non funzionali al servizio, fare in modo di risolvere i loro problemi, attraverso un programma di politiche sociali. Lo slogan che dà senso alle nostre attività è infatti ‘una vita che riparte’. Vogliamo cioè affiancare queste persone, non per cronicizzate i loro disagi ma per aiutarle a ricominciare”.
Eleonora Camilli, Redattore sociale