Somalia, un reale spiraglio di pace

Dall'Onu all'Unione Europea, dalla Caritas Italiana alle Ong presenti nel Paese africano: unanime soddisfazione per l'elezione del nuovo Presidente, Hassan Sheik Mahamoud.

Le Ong: "Il Paese ha intrapreso una strada nuova"

14/09/2012
Una manifestazione a favore del nuovo Presidente somalo a Mogadiscio (Foto Reuters).
Una manifestazione a favore del nuovo Presidente somalo a Mogadiscio (Foto Reuters).

Anche il mondo delle organizzazioni non governative (Ong) è intervenuto per dare sostegno alla scelta del Parlamento somalo di eleggere Hassan Sheik Mahamoud alla guida del Paese.

     Il Cisp-Sviluppo dei popoli (Ong di Roma presente in Somalia fin dal 1983) saluta l’elezione del nuovo presidente come l’avvio di «una nuova fase di pace, riconciliazione e ricostruzione», come sottolinea Paolo Dieci, direttore del Cisp, in una lettera inviata oggi ad Hassan Sheik Mahamoud.

     «Il Cisp», scrive ancora Paolo Dieci, «condivide la speranza, comune a tutta la società somala, di una nuova fase nella storia del Paese». L’Ong annuncia un rinnovato «impegno a rafforzare la nostra attività nel Paese, a supporto di settori vulnerabili della società nell'ambito di strategie di ricostruzione sociale e strutturale. La collaborazione positiva tra ong, Stato, istituzioni pubbliche e società civile è un asse fondamentale per la costruzione di una nuova Somalia».

     Infine, Intersos (altra “storica” Ong italiana operativa da molti anni nel Paese africano) è intervenuta esprimendo grande fiducia nel neo-presidente: «Dopo venti anni di delusioni, scoraggiamenti e angosce, dovute ai continui fallimenti delle intese, le permanenti divisioni e contrapposizioni, gli scontri armati, la Somalia  ritrova, oggi, con l’elezione di del presidente Hassan Sheikh Mohamud, una speranza», scrive l’organismo non governativo.

     «Non si tratta solo dell’inizio di una nuova fase dopo un’interminabile e frustrante transizione, con un’elezione vera e un risultato non scontato. La grande novità sta nel fatto che la scelta del presidente, per la prima volta, è stata il frutto di una visione nuova, che intende girare pagina rispetto al passato e al dominio degli interessi personali e di clan, ed è stata orientata su uno stimato esponente della società civile. Hassan Sheikh è una persona di cultura e di dialogo; ha anche dimostrato grandi capacità di ideare, organizzare e gestire attività formative e di sviluppo, anche nel difficile contesto somalo del decennio passato e di una Mogadiscio umiliata dai continui scontri».

     Intersos augura al neoeletto Capo dello Stato «di continuare ad esprimere, anche nel suo difficile mandato presidenziale, e di trasmettere alla Somalia, quella dimensione civile e religiosa che ha animato finora la sua vita, con i valori del confronto rispettoso e del riconoscimento reciproco, della giustizia sociale, delle pari opportunità, del bene comune, cercando di coinvolgere tutte le buone volontà nel nuovo processo di pacificazione e sviluppo della Somalia. Con un’attenzione particolare alla protezione dei civili, troppo spesso vittime innocenti dei conflitti, e all’apertura di occasioni di dialogo con tutte le parti in causa per mettere fine, definitivamente, alle sofferenze della popolazione e favorire il ritorno di tante capacità e professionalità che potrebbero fortemente contribuire a cambiare il Paese».

Luciano Scalettari
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