Il pianeta ha la febbre

Il cambiamento climatico è un fenomeno scientificamente dimostrato, ma ancora poco conosciuto: un'analisi nella Giornata mondiale dell'interdipendenza.

Temperature senza controllo, popoli in movimento

12/09/2011
Lo scioglimento dei ghiacciai dà la misura del cambiamento climatico.
Lo scioglimento dei ghiacciai dà la misura del cambiamento climatico.

   È essenziale trasformare l'attuale modello globale di sviluppo con una maggiore e condivisa accettazione di responsabilità verso il creato: lo richiedono non solo i fattori ambientali,
ma anche lo scandalo della fame e della miseria umana.
Benedetto XVI, 24 settembre 2009


   Di tutte le trasformazioni e le paure che la globalizzazione ha portato con sè, il cambio climatico è la realtà meno conosciuta alla gran parte della gente. È ovvio che sia così, visto che si tratta di un fenomeno ambientale planetario molto complesso. Il cuore del cambio climatico già iniziato è un innalzamento della temperatura media della Terra tra 1,1 e 6,4°  nel giro di cento anni. Come conseguenza il livello del mare crescerà di 18-59 centimetri. Sono queste le conclusioni di oltre 15 anni di osservazioni fatte dagli scienziati dell’Intergovernmental panel on climate change (Ipcc), creato da due organizzazioni Onu, l’Organizzazione mondiale per la meteorologia (Wmo) ed il Programma per l’ambiente (Unep).

   Negli ultimi sei anni hanno partecipato alle consultazioni più di 2.500 scienziati da oltre 130 Paesi. Ai rapporti periodici approvati all’unanimità hanno contribuito oltre 1.200 studiosi. Per l’eccezionale lavoro scientifico svolto a partitre dal 1988 l’IPCC ha ricevuto un Premio Nobel per la Pace nel 2007. Le concentrazioni atmosferiche di anidride carbonica, metano e protossido di azoto sono aumentate notevolmente in conseguenza delle attività umane dal 1750 e oggi superano di gran lunga le emissioni degli ultimi 650.000 anni. Sono fatti che accadranno comunque e peggioreranno se l’umanità non cambierà con urgenza il maltrattamento dell’ambiente che è in corso. Ci sono il 90% di probabilità che ci saranno periodi caldi più frequenti, ondate di calore e grandi alluvioni. Ci sono il 66% di probabilitàche ci sarà un aumento della siccità, e quindi delle carestie, dei cicloni tropicali e di alte maree estreme.

   Il riscaldamento globale è dovuto all'aumento osservato delle concentrazioni di gas serra originate da attività umane. Il cambio climatico continuerà per almeno un millennio. Le risposte possibili al cambio climatico sono l’adattamento della vita sulla Terra a tali condizioni e la riduzione delle cause che continuano a provocarlo. Adattarci e mitigare il cambio climatico sono dunque responsabilità mondiali e chi meno lo capisce, o non lo accetta, fa pagare le sue omissioni a tutti gli altri e alle prossime generazioni.Tra le forme di adattamento vengono prima di tutto le strategie per garantire la sicurezza alimentare, la disponibilità di acqua, e la protezione degli habitat vulnerabili alle alluvioni e alle alte maree. Queste forme di adattamento richiedono grandi trasformazioni economiche e sociali in ogni Paese del mondo, che permettano di usare meglio le risorse, a cominciare dall’uso delle terre, dei mari, delle foreste. Tra le forme di adattamento che saranno necessarie vi sono anche grandi migrazioni di popoli interi da aree divenute inabitabili.
Sandro Calvani
direttore del Centro Asean sugli obiettivi di sviluppo del Millennio dell'Onu

(a cura di Paolo Perazzolo)
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