Pedofilia, occhio ai social network

Durante le celegrazioni della XVI "Giornata dei Bambini vittime", l'associazione Meter lancia l'allarme: le reti sociali in internet sono frequentate dai pedofili.

Don Di Noto: "E' un fenomeno dilagante in rete"

05/05/2012
Don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter (foto M. Palazzotto)
Don Fortunato Di Noto, fondatore di Meter (foto M. Palazzotto)

   I pedofili amano i social network. “La lotta alla pedopornografia on line dovrà passare sempre più attraverso un attento lavoro di investigazione in Facebook e i suoi fratelli”. Lo afferma don Fortunato Di Noto, in occasione della XVI “GBV”, la “Giornata dei Bambini Vittime della violenza dello sfruttamento e dell’indifferenza contro la pedofilia” che si celebra in questi giorni ad Avola (Siracusa)e terminerà domenica 6 maggio a Roma.

    “I social network sono realtà comunicative straordinarie ma, proprio per questo, anche le piazze privilegiate degli adescatori di minori. E’ vero che  Facebook, il social network più diffuso al mondo, impone il limite d’età dei 13 anni a chi vuole aprirsi un profilo,  ma la falsificazione della data di nascita è così facile che lo stesso FB dichiara  esserci centinaia di migliaia di bambini con meno di 13 anni provvisti d’account. E i pedofili lo sanno”. Come funziona l’adescamento? “In genere anche il pedopornografo on-line dissimula la sua età, spacciandosi per ragazzo. E pur di raggiungere il suo obiettivo accetta il rischio di essere rintracciato. Rischio che su FB è maggiore rispetto ad altre reti. Ma la legge, purtroppo, non prevede pene pesanti”.

   Lo scorso gennaio, però, il tribunale di Milano ha condannato a tre anni un militare per aver adescato su FB una ragazzina di 12 anni, compagna della figlia, cercando di portarla nella propria abitazione. Il giudice ha considerato consumato il reato di tentata violenza sessuale anche in assenza di “atti di contatto fisico”, ma con una condotta “oggettivamente idonea a violare la libertà di autodeterminazione della vittima nella sfera della sessualità”.     Le vere gallerie dell’orrore restano, comunque, i siti pedopornografici. “rispetto al passato, la tendenza attuale è quella di offrire materiali in cui sono coinvolti minori con età sempre più bassa, fino ai neonati”, spiega il prete antipedofilia. Il moltiplicarsi delle denunce ha messo in luce la presenza in varie parte del mondo di veri e propri set fotografici allestiti dal pedo-mercato in cui “passano centinaia di bambini”. “Purtroppo è in aumento anche il fenomeno dell’autoproduzione, cioè la realizzazione di video e foto da parte degli stessi minori, che vengono pagati con ricariche telefoniche”,  aggiunge Di Noto.

Don Di Noto (foto M. Palazzolo)
Don Di Noto (foto M. Palazzolo)

Proprio ai social network come “nuova frontiera delal pedofilia” è stato dedicato il convegno del 3 maggio che si è svolto ad Avola, davanti a 500 studenti delle scuole superiori, nell’ambito della XVI GBV.    Celebrata per la prima volta nel 1995 su richiesta delle famiglie della parrocchia della Madonna del Carmine, di cui è parroco don Di Noto, in seguito al tentato omicidio nei confronti di una bambina undicenne, dal 2002 la Giornata, organizzata dall’associazione Meter (www.associazionemeter.org), è diventata un appuntamento di rilievo nazionale, con patrocinio della Camera e del Senato e l’adesione ufficiale del Presidente della Repubblica Napolitano. Il 6 maggio i volontari Meter, famiglie e comunità si incontreranno a San Pietro  per concludere la Giornata con il Papa, alle ore 12, con la recita del Regina Coeli.  

Alberto Laggia
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