Afghanistan: il Corano o la droga?

Anche con le provocazioni del pastore Terry Jones, è impossibile credere a una furia popolare. La strage di Mazar-i-Sharif può aver origine dal traffico di droga.

Le strategie della droga

01/04/2011
Una partita di oppio sequestrata dalla polizia afghana.
Una partita di oppio sequestrata dalla polizia afghana.

Qualche tempo fa Sergej Ivanov, responsabile del Servizio federale anti-droga della Federazione Russa, fece questa stima: la droga coltivata, raffinata e trafficata in Afghanistan vale, in prezzi al consumo, almeno 65 miliardi di dollari. Di tutto questo business, solo l'1% è controllato dai talebani veri e propri. Il resto è in mano a "signori della guerra", delinquenti e trafficanti di ogni genere e specie.

    Ivanov polemizzava con le strategie degli Usa, che privilegiano l'aspetto simbolico-politico della questione e si concentrano sulle piantagioni di oppio che sono riconducibili al movimento dell'estremismo islamico, ma che sono anche una piccola minoranza del totale. Secondo un altro generale russo, Mahmut Gareev, questo dipende anche dal fatto che le truppe Usa in Afghanistan avrebbero organizzato un fiorente traffico di droga, trasportata fuori del Paesi sugli aerei militari che volano verso le basi di Ganci (Kirghizistan) e Inchirlik (Turchia).

     Non dobbiamo obbligatoriamente pensare alle peggiori storie del Vietnam, ma resta il fatto che il narcotraffico in Afghanistan pare al momento (un momento che però dura da dieci anni, cioè dall'attacco del 2001) indistruttibile. E' chiaro che in esso sono coinvolti tutti i clan più potenti del Paese, compreso quello pashtun del presidente Karzai: suo fratello Walid è considerato il boss deglistupefacenti della regione di Kandahar.

     Sarebbe però interessante scoprire dove finiscono, oltre che nel traffico di armi e nel sostegno alla guerriglia, gli enormi proventi che esso genera. Antonio Maria Costa, l'italiano che fu direttore dell'Agenzia Onu per la lotta contro la droga e la criminalità organizzata, nel 2009 dichiarò quanto segue: «Nel 2008 la liquidità era il problema principale per il sistema bancario e quindi tale capitale liquido (i proventi del traffico di droga, n.d.r) è diventato un fattore importante. Sembra che i crediti interbancari siano stati finanziati da denaro che proviene dal traffico della droga e da altre attività illecite. E' ovviamentr arduo dimostrarlo ma ci sono indicazioni che un certo numero di banche sia stato salvato con questi mezzi".

Fulvio Scaglione
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