Sicurezza stradale, si muore di meno

L'ultimo Rapporto Aci-Istat del 2010: diminuiscono i sinistri (-1,9%), le vittime (-3,5%) e i feriti (-1,5%). In Europa salvate 14.500 vite e risparmiati 25 miliardi di costi sociali.

L'analisi dettagliata del fenomeno

09/11/2011
Un incidente su un'autostrada in Spagna.
Un incidente su un'autostrada in Spagna.

Ogni giorno in Italia si verificano 579 incidenti stradali che provocano la morte di 11 persone e il ferimento di altre 829. Nel 2010 sono stati rilevati 211.404 sinistri che hanno causato il decesso di 4.090 persone e il ferimento di altre 302.735. Rispetto al 2009 si riscontra una diminuzione del numero degli incidenti (-1,9%), dei feriti (-1,5%) e dei morti (-3,5%).

Rispetto all’obiettivo che l'Unione Europea si era data per il 2010 (la riduzione della mortalità stradale del 50%), l’Italia si posiziona al 14° posto nella lista dei Paesi più virtuosi dell’UE a 27, con una riduzione del 42,4%. Meglio di noi hanno fatto, tra gli altri, Spagna (-55,2%), Francia (- 51,1%), Svezia (-49,9%), Portogallo (-49,4%), Irlanda (-48,4%), Germania (-47,7%), Regno Unito (-46%) e Belgio (-43,5%).

Peggio di noi, invece, Olanda (-40,9%), Danimarca (-38,5%), Finlandia (-37,6%) e Grecia (-31,9%). La media dell’Unione è pari al – 42,8%. Lettonia ed Estonia i paesi che hanno fatto registrare la riduzione maggiore (- 60,9% e -60,8%); la Romania quello che ha fatto registrare la riduzione minore: -3,1%.


Si conferma quello che abbiamo qui spesso ricordato: e cioè che il 75,6% degli incidenti si verifica sulle strade urbane, con 1.759 morti (43% del totale) e 218.383 feriti (72,1%). Sulle autostrade, dove invece si crede erroneamente che si registrino le maggiori vittime della strada, si sono verificati 12.079 incidenti (5,7% del tot.), con 376 decessi (9,2%), in aumento (+7,4%) rispetto allo scorso anno e 20.667 feriti (6,8%). In diminuzione, invece, (-7%) il numero dei morti sulle strade urbane.

La diminuzione del numero dei morti ha raggiunto livelli superiori al 50% a Torino, Bari e Trieste, mentre presenta valori tra il 50% e 40% a Milano, Venezia, Firenze e Roma. Diminuzioni più contenute o valori stabili della variazione percentuale si registrano a Verona, Genova, Bologna, Napoli, Palermo, Messina e Catania.

Al fine della prevenzione e dell'adozione di comportamente più responsabili sulle strade, è interessante soffermarsi sui periodi dell'anno e sugli orari nei quali avvengono gli incidenti. Il maggior numero di incidenti e di decessi si è verificato a luglio (21.272, con 450 morti), mese con la media giornaliera più alta (686 incidenti e 15 vite spezzate). Febbraio è il mese con il numero più basso di incidenti (14.411) e morti (282), gennaio quello con la media giornaliera più contenuta (492). In città la frequenza più elevata di incidenti si colloca a luglio (15.815), mese nel quale si registra anche il più alto numero di morti sulle strade (176). Febbraio il mese con il minor numero di incidenti (10.881).

Venerdì e giovedì sono i giorni ”neri” per numero di incidenti (33.570 e 31.927: pari, rispettivamente, al 15,9 e 15,1% del totale) e feriti (46.677 e 43.765: il 15,4% e 14,5% del tot.). Il numero maggiore di morti si registra al sabato (702; 17,2%). L’indice di mortalità più alto si registra nel fine settimana: 3,1 morti ogni 100 incidenti la domenica, 2,4 il sabato. Il picco più elevato di incidentalità durante l’arco della giornata si registra intorno alle ore 18:00 (17.011 incidenti con 294 morti), quando all’incremento del traffico per gli spostamenti lavoro-casa si aggiungono fattori psico-sociali come lo stress e la stanchezza, unitamente alle difficoltà di percezione visiva dovute alla riduzione della luce naturale. L’indice di mortalità si mantiene superiore alla media giornaliera (1,9 decessi ogni 100 incidenti) dalle 20 alle 7 del mattino, raggiungendo il valore massimo intorno alle 4 (5,7).

Nella fascia notturna (tra le 22 e le 6) l’indice di mortalità assume i valori più elevati, compresi tra 2,3 e 5,7 decessi ogni 100 incidenti. Nella fascia oraria compresa tra le 22 e le 6 si sono verificati 27.310 incidenti (12,9% del tot.) che hanno causato il decesso di 999 persone (24,4%) e il ferimento di altre 45.573 (14,7%). Gli incidenti del venerdì e sabato notte sono pari al 42,6% del totale degli incidenti notturni; i morti e i feriti del venerdì e sabato notte rappresentano, rispettivamente, il 45,4% e il 45,3%.


Le cause? Sono sempre le stesse e confermano, ancora una volta, che quando si parla di incidenti non esiste la parola "fatalità", e che morti e feriti (e i conseguenti enorni costi sociali) sono sempre responsabilità di chi guida, dei suoi comportamenti al volante. Il mancato rispetto delle regole di precedenza (44.662 incidenti, pari al 17,1% del totale), la guida distratta (44.398 = 17,1%) e la velocità elevata (30.155 = 11,6%) sono le prime tre cause di incidente: da sole costituiscono il 45,7% dei casi.

Sulle strade urbane, la prima causa di incidente il è il mancato rispetto della precedenza o del semaforo (20,6%); sulle extraurbane, la guida distratta o andamento indeciso (21,2%), seguita dalla guida a velocità troppo elevata (19,1%) Su 4.090 morti in incidenti stradali, 3.249 sono maschi (79,4%) e 841 femmine (20,56%). Tra i maschi, i più colpiti sono quelli tra i 20 e i 24 anni; per le femmine i picchi si registrano sia nella fascia 20-24 anni, che nelle over 75 a causa del maggior coinvolgimento delle donne anziane come pedoni. Tra i morti, 2837 conducenti (69,4% del tot.), 639 passeggeri (15,6%) e 614 pedoni(15%).

                                                                                           Pino Pignatta

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