Usa, anche i ricchi perdono il posto...

... e non sempre lo ritrovano. In America è dura pure per i manager. È tanto facile perdere il lavoro quanto difficile trovarne uno nuovo. Licenziamenti repentini ed estrema precarietà.

“Outplacement”, il collocamento dei manager

10/04/2012
Jeffrey Conrad, presidente del Hancock Agricultural Investment Group, a Boston, Massachusetts: un gruppo di manager che cerca di dirottare capitali dalla finanza per investirli nell'agricoltura del futuro (Reuters).
Jeffrey Conrad, presidente del Hancock Agricultural Investment Group, a Boston, Massachusetts: un gruppo di manager che cerca di dirottare capitali dalla finanza per investirli nell'agricoltura del futuro (Reuters).

A prima vista sembra un ufficio come tanti: scrivanie separate al centro, piccole stanze intorno, una più grande per le riunioni con lavagna e proiettore, grandi finestre con vista sul lato-parcheggio di un tipico “office park”. In effetti Transition Solutions, è un ufficio normale solo che chi lavora qui in realtà il lavoro non ce l’ha, bensì lo cerca. «La mattina è importante avere un posto dove andare», dice Steve , 53 anni, disoccupato dallo scorso ottobre, quando la finanziaria in cui guadagnava circa 150.000 dollari l’anno, l’ha "lasciato andare", come dicono qui, per "riduzione del personale".

Steve, che come molti nella sua situazione preferisce non rivelare il cognome, racconta di essere già stato 18 anni or sono cliente, soddisfatto, di questa “outplacement firm” - praticamente un'agenzia di collocamento privata che, invece di cercare direttamente lavoro a chi non ce l’ha, aiuta a trovarselo da soli fornendo oltre a consulenze personalizzate, una struttura fisica, dove, tra le altre cose, incontrare altri “cercatori” e partecipare, con loro, a sessioni informative di gruppo. «Molte delle cose che faccio qui potrei farle ovunque», ammette Steve, che trascorre qui almeno 30 ore a settimana. «Ma psicologicamente è tutta un'altra cosa. A parte il fatto poi che a casa … ci sono i suoceri», conlude scherzando, ma non troppo.

Questo business che, vista la cronica precarietà del lavoro, esiste da un pezzo gode oggi più che mai, coi tempi che corrono, di ottima salute. Nella sola Boston, dove la crisi colpisce in verità molto meno duro che altrove, operano almeno una dozzina di “executive outplcement firms” – dove "excutive" significa: dai 90.000 dollari in su. Generalmente, le paga l’azienda di provenienza del “cliente” (in media un migliaio di dollari al mese) come parte del cosiddetto "severance package", il pacchetto buonuscita, di solito negoziato all’assunzione, che da un po’ di respiro al licenziato in cambio del suo impegno ad astenersi da lunghe e costose cause legali. E di solito questi “one-stop-shopping” (punti-vendita-tutto-compreso) del collocamento di lusso funzionano.

Come nel caso di Dana Groves, trovatosi, dopo vent’anni di lavoro in un’azienda di apparechiature mediche, disoccupato, da un giorno all’altro, nell’estate del 2010 – quando la crisi dell’impiego toccò i massimi storici. «Emozionalmente ero a dir poco disastrato», racconta Dana, al tempo 51 enne, e con la pensione nemmeno all’orizzonte. «Dovevo rimettermi in gioco in un mondo che era totalmente cambiato – anche tecnologicamente - da quando, nei colloqui di lavoro rispondevo alle domande, invece che farle: in pratica dovevo riabituarmi a essere, all’occorrenza, rifiutato e respinto». In questo senso, nonostante la “outplacement” cui si rivolse non abbia in organico psicologi professionisti, fu il "coaching" personalizzato a fare la differenza, ricorda Dana, che quattro mesi dopo era già insediato nel suo attuale lavoro, simile al precedente come settore, ruolo e soprattutto come stipendio (circa 110.000 dollari l’anno).

«Fondamentali gli incontri con i colleghi disoccupati, in cui ognuno raccontava la sua settimana», conclude Dana, «un po' per capire come andava il mercato ma anche e soprattutto – proprio come nella terapia di gruppo - per non sentirsi gli unici al mondo a trovarsi in quella situazione».

Stefano Salimbeni
Preferiti
Condividi questo articolo:
Delicious MySpace

tag canale

MODA
Le tendenze, lo stile, gli accessori e tutte le novità
FONDATORI
Le grandi personalità della Chiesa e le loro opere
CARA FAMIGLIA
La vostre testimonianze pubblicate in diretta
I NOSTRI SOLDI
I risparmi, gli investimenti e le notizie per l'economia famigliare

Ultimi dossier pubblicati

%A
Periodici San Paolo S.r.l. Sede legale: Piazza San Paolo,14 - 12051 Alba (CN)
Cod. fisc./P.Iva e iscrizione al Registro Imprese di Cuneo n. 00980500045 Capitale sociale € 5.164.569,00 i.v.
Copyright © 2012 Periodici San Paolo S.r.l. - Tutti i diritti riservati