La vera storia della "banca" del Vaticano

La Santa Sede ha annunciato una serie di ulteriori controlli sulle sue attività finanziarie. Con la nuova "Glasnost'" la finanza vaticana diventa più trasparente di quella laica.

Ior, la resa dei conti

22/05/2013

Prosegue il processo di trasparenza del Vaticano. Presentando il primo Rapporto sulle attività di informazione finanziaria e di vigilanza per la prevenzione e il contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo, il direttore dell’Aif (autorità di informazione finanziaria), René Brulhart spiega che “negli ultimi anni è stato intensificato l’impegno della Santa Sede e dello Stato città del Vaticano. Ciò è disceso da un atto di coerenza per una una missione sul piano morale, affinché l'integrità e la stabilità dell’economia e della finanza non siano semplici fini, ma mezzi per favorire il servizio della persona e dei popoli”. Rispondendo alle domande dei giornalisti, il direttore dell’Aif ha chiarito che è in corso lo screening sui conti dello Ior e che l’Autorità di informazione finanziaria ha piena autonomia di ispezione e di verifica dei procedimenti che possono creare qualche sospetto”. Lo Ior, ha insistito Brulhart, “esiste per servire gli istituti religiosi e la Chiesa, non è una banca commerciale. E anche in futuro speriamo che continui a esercitare questo suo servizio”.

Come risultato di questa maggiore vigilanza dell’Aif, che è diventata operativa nell’aprile del 2011, sono state registrate 6 segnalazioni di transazioni sospette rispetto all’unica del 2011 e la stessa Aif ha inviato due rapporti al Promotore di giustizia per ulteriori indagini. La maggioranza di questi sei casi è stato segnalato nel quarto trimestre del 2012, nel quadro di una maggiore attività di informazione e formazione dell’Aif. “Il sistema di vigilanza”, ha detto il direttore, “va costantemente migliorando”. Una grande collaborazione è stata avviata con “la Segreteria di Stato, la gendarmeria, il promotore di Giustizia e le stesse istituzioni che sono sotto la nostra supervisione al fine di migliorare consapevolezza e sicurezza e garantire una cooperazione interna e coordinata ai fini della prevenzione e contrasto del riciclaggio e del finanziamento del terrorismo”. Brulhart ha spiegato che è migliorata anche la collaborazione internazionale anche se non ha dato informazioni sulle eventuali rogatorie “materia che spetta alle autorità giudiziarie”. Il rapporto registra comunque, nel 2012, una richiesta alle attività estere e tre dalle autorità estere. Sono state, inoltre, 598 le dichiarazioni di trasporti transfrontalieri di denaro in entrata in Vaticano superiori ai diecimila euro e 1.782 in uscita.

Il direttore dell’Aif ha preannunciato nuove misure per aumentare la trasparenza finanziaria del Vaticano e per rispondere ai sette punti di “non ottemperanza” segnalti da Moneyvall, anche se “nessuno Stato, in realtà è ottemperante per tutti i 49 punti richiesti. La Santa Sede è fra gli Stati con meno punti di non ottemperanza. Tra pochi mesi, comunque, miglioreremo la nostra legislazione”.

Annachiara Valle

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