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Adolescenti in casa: che fare?

Il problema adolescenti è quanto mai vivo, ovunque. In realtà, diciamolo subito per non perderci, c’è sempre stato, perché sempre ci sono stati ragazzi che non avevano voglia di crescere, e anche oggi ci troviamo a parlare con tanti adulti (anche nonnetti) che non è che siano infantili; più semplicemente sono immaturi. E hanno tutte le possibilità di raggiungere le tappe opportune e divenire persone grandi, capaci di farsi carico dei problemi altrui a facilitarne la soluzione, o, per lo meno, avvicinare al cambiamento. Bisogna cercare di mettersi in discussione, guidati e facilitati nel compito da persone capaci.

Ciò detto, la nostra interfaccia, ovvero gli ormai quasi 28.000 iscritti alla Pagina Essere Genitori di Facebook (e possiamo sottolineare il numero con un pizzico di orgoglio), ci domanda e si domanda che cosa fare con i giovani adolescenti in casa. Nell’area "Discussioni" si è parlato di tutto, delle cose che stanno più a cuore, della paura di sentirsi soli nell’affrontarli perché il rischio è un po’ quello di palleggiare le difficoltà tra coniugi; mentre è importantissimo che la linea educativa sia unica e concorde, che anche le ansie, insomma, siano condivise. La coppia, in questo, può aprirsi agli altri, e chiedere gli aiuti necessari alle persone giuste. Non ci stancheremo mai di ripetere il consiglio di rivolgersi al pediatra, qualora si facciano vivi disturbi continuati difficilmente spiegabili. Non è al primo starnuto del bambino che devo chiedere aiuto al luminare, ma se la preoccupazione incalza, lui può essere il primo interlocutore adatto. E se non lui, altre figure di riferimento quali il sacerdote, l’amico di vecchia data (dotato di saggezza…), ecc. Altro problema è quello legato all’uso della televisione e di altri elementi simili, come Internet.

Ma si è soli o no nell’educazione dei figli? Cercando di riassumere, ho affermato all’interno della Discussione: «Forse in alcuni luoghi bisogna creare una rete di aiuti che tenga. Per cui i figli, assenti o presenti che siano i genitori, frequentano comunque un ambiente condiviso dai medesimi genitori. Questo è importante. Ci si può mettere d'accordo tra famiglie, tra amici o tra parenti. Per quanto concerne l'autorità, penso sia uno di quei paletti da mantenere a tutti i costi, aiutata sempre dal buon senso che non fa cadere nel fanatismo o nella severità eccessiva. E se sono troppe (lo sono davvero) le trasmissioni televisive che incollano allo schermo e comunicano valori negativi, si può fare qualcosa, a cominciare dallo spegnere la TV o cambiare programma, al segnalare il proprio malcontento a chi questi programmi trasmette. La mancanza di contenuto può in fine essere colmata da una serie di contenuti positivi trasmessi dai genitori ai figli con l'esempio, con letture costruttive, imparando a godere anche della bellezza dell'arte e della natura, insegnando il rispetto per se stessi e per gli altri».

Possiamo davvero fare tanto per gli adolescenti, nel tentativo di fornire loro gli strumenti idonei per diventare grandi, in grado di lasciare luminose tracce al proprio passaggio che non saranno cancellate dalle onde della dimenticanza.

Pubblicato il 25 ottobre 2010 - Commenti (0)

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Massimo Bettetini

Massimo Bettetini, 45 anni, è psicoterapeuta, psicologo della fiaba, poeta.
 Da anni si dedica al mondo della famiglia, dell'adolescenza, dell'editoria, amalgamando al lavoro "sul campo"
 quello di scrittore.

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