Gmg, la memoria non scolora

A un mese di distanza, la ricchezza umana e spirituale di quell'indimenticabile esperienza di fede nelle testimonianze, nelle fotografie e nei video inviatici da tanti nostri lettori.

Noi, quelli del fazzoletto al collo. Diario scout.

21/09/2011

Da mesi ormai non si parlava che di questo straordinario evento: la Giornata mondiale della gioventù! Quasi due milioni di giovani dai cinque continenti sono accorsi a Madrid, rispondendo alla chiamata che Dio ha rivolto a noi attraverso il nostro Papa. E noi, del gruppo scout di Lendinara, in provincia di Rovigo, siamo orgogliosi di poter dire: noi c’eravamo! Quando tutti i giovani si sono riuniti per dimostrare al mondo la gioia di essere figli di un unico Dio, noi eravamo presenti.

L’idea di partecipare a questa Gmg è nata l’anno scorso, nel settembre 2010. La risposta è arrivata subito, anche se ancora non avevamo capito la portata di questo viaggio. Hanno partecipato il Clan dei Rover (ragazzi dai 17 ai 21 anni), il Fuoco di Scolte (ragazze dai 17 ai 21 anni) e alcuni RS (Rover Scout che hanno terminato il loro percorso formativo e che prestano servizio anche presso gruppi di scout più giovani). Perché abbiamo detto di si? «Volevamo sentirci parte di un progetto più grande, più grande della comunità parrocchiale o della comunità scout», dice la capo Fuoco Martina Carraro. «In mezzo a tutti questi giovani, che hanno tutti il tuo stesso scopo, che sono lì per pregare Gesù esattamente come te, ti fa sentire parte di qualcosa di veramente più grande. Il sentirsi parte della Chiesa, l’abbiamo toccato con mano».

 

Certo, questa Gmg è stata un cammino, e, noi scout lo sappiamo bene, la strada non è bella se non è in salita, se non è faticosa. Infatti, i problemi non sono mancati: al nostro arrivo all’alloggio che ci era stato assegnato, una scuola a Mejorada del Campo (una cittadina fuori Madrid), scopriamo che il nostro gruppo non era sulla lista degli alloggiati. Dopo aver chiamato polizia, assessore e organizzazione della Gmg, abbiamo scoperto che dovevamo spostarci in una palestra a Madrid. Arrivati alle 22.30, ci dicono che neanche questo posto era il nostro. Abbiamo comunque passato lì la notte, mentre il capo Clan, Loris Tietto e fra' Andrea Cova, assistente spirituale, sono andati a chiedere spiegazioni negli uffici.

Alla fine, il giorno dopo, ci spostiamo in una parrocchia. Il commento di Loris è stato: «Sebbene possa essere un po’ strano, per me, questo è stato il momento più bello della Gmg: dopo aver girato come un levriero per tutti gli uffici,abbiamo visto come la Provvidenza ci sia sempre stata accanto; alla fine, nel male, ci è andata anche meglio, perché piuttosto di essere fuori città eravamo in centro a Madrid, piuttosto di essere in una palestra siamo finiti in una parrocchia, dove per accoglienza, si sarebbero tolti il pane di bocca».
 

Dopo questa piccola disavventura, abbiamo cominciato a entrare nel cuore della Giornata mondiale della gioventù. Il primo passo verso questa straordinaria realtà, l’abbiamo fatto con un’attività assegnataci dai nostri capi: l’intervista poliglotta. Gemellati con un gruppo scout di Palermo, e divisi in equipe, siamo andati per le strade del centro di Madrid a intervistare giovani di qualsiasi nazionalità o provenienza. Spagnoli, francesi, cileni, sudafricani, brasiliani… e lì, abbiamo iniziato a capire che le differenze non potevano separarci, perché c’era una cosa che ci accomunava tutti, e ci permetteva di essere in sintonia: la gioia! Non potremo dimenticare i cori per le strade, nelle piazze, nella metro: “Esta es la Joventud del Papa!”

Il venerdì sera, dopo la Via Crucis, mentre aspettavamo che si svuotasse la piazza, ci siamo messi in cerchio e abbiamo iniziato a fare qualche bans e danza scout. Pian piano, si sono aggiunti altri scout, poi altri gruppi di giovani, e poi, ancora, singoli ragazzi; da un piccolo cerchio, siamo passati a un enorme cerchio che ha riempito tutta la piazza! Di nuovo, non importava da dove venivi o che lingua parlavi, ma solamente che fossi gioioso e felice!  L’apice del nostro Cammino, l’abbiamo raggiunto sabato a Cuatro Vientos, dove il sole ci ha arrostito per tre, quattro ore.


Verso le 19, il sole è stato coperto dalle nuvole. Di nuovo, la Provvidenza ci è stata accanto, portandoci un po’ di fresco. Alla sera, all’arrivo del Papa, il temporale era ormai alle porte. È stato forse quello, il momento più importante della Gmg. Pioggia insistente e vento non hanno fermato o spaventato i due milioni di giovani che erano lì per pregare con il Papa: «Davanti, dove ero io, è partito un coro spontaneo da un gruppo di ragazzini spagnoli che diceva: “No pasa nada, estemos con el Papa” (Non succede niente, siamo con il Papa) , e che nel giro di poco si è diffuso per tutto il settore in cui mi trovavo», racconta Giulia Chinaglia, che durante la veglia era proprio davanti al Papa.

«Il che dimostra che non ci lasciamo scoraggiare da un po’ di pioggia (anche metaforica) perché restiamo sempre e comunque radicati in Cristo e saldi nella fede.» Il Santo Padre, dal canto suo, non ha voluto abbandonare i suoi giovani, ed è rimasto sul palco, in mezzo al temporale, per rimanere vicino a chi aveva sopportato un lungo viaggio, la fatica e il caldo per essere lì con lui quella sera.  Finito il temporale, è ripresa la veglia, con il momento, secondo me, più intenso di tutta la Gmg: l’adorazione eucaristica. «Il Papa ha chiesto un momento di silenzio per l’adorazione, e improvvisamente tutti i due milioni di Giovani si sono ammutoliti …» racconta Martina «si è sentito un silenzio incredibile e c’è stata un’atmosfera pazzesca, perché sentivi tutti i pensieri di tutti i giovani rivolti a Gesù». In quel momento abbiamo capito cosa voleva dire san Paolo, quando affermava: siamo un solo corpo e un solo Spirito.

La Gmg è giunta al culmine con la Santa Messa di domenica 21 agosto. Ricorda Giorgio Mantovani: « È stata l’emozione più forte di tutta la JMJ; anche se non avevo la radiolina per sentire la traduzione, sono riuscito a seguire il discorso del Papa, ed è stato davvero toccante, offrendo ottimi spunti di riflessione. È stato un bellissimo momento di comunità. Una comunità di due milioni di persone! Non è poco!». Da questa Gmg abbiamo imparato molto: che siamo parte della Chiesa, certo, che è viva e pronta a dare la sua testimonianza. Che il Papa è molto più vicino a noi di quanto non credessimo. Ma la cosa più importante, almeno nel nostro gruppo, è la gioia di stare insieme, di essere una comunità. «La cosa più bella che mi porto a casa di questo viaggio è l’affiatamento che ha pian piano cominciato a crearsi nel nostro gruppo scout: Questa, forse, è una delle cose che può portare più frutti, a livello pratico, dopo una Gmg del genere» afferma Giulia. Ti ringrazio Signore, per la Gioia che ci ha donato questa Gmg per i bellissimi ricordi che sono rimasti impressi nella nostra memoria e nel nostro Cuore; e per il nostro papa Benedetto, perché in lui, ci hai mostrato come deve essere la Chiesa oggi: umile, semplice, e gioiosa!

Andrea Canal        

A cura di Alberto Chiara
Preferiti
Condividi questo articolo:
Delicious MySpace

tag canale

MODA
Le tendenze, lo stile, gli accessori e tutte le novità
FONDATORI
Le grandi personalità della Chiesa e le loro opere
CARA FAMIGLIA
La vostre testimonianze pubblicate in diretta
I NOSTRI SOLDI
I risparmi, gli investimenti e le notizie per l'economia famigliare

Ultimi dossier pubblicati

%A
Periodici San Paolo S.r.l. Sede legale: Piazza San Paolo,14 - 12051 Alba (CN)
Cod. fisc./P.Iva e iscrizione al Registro Imprese di Cuneo n. 00980500045 Capitale sociale € 5.164.569,00 i.v.
Copyright © 2012 Periodici San Paolo S.r.l. - Tutti i diritti riservati