07/11/2012
Figli e basta: sta per essere votato alla Camera il progetto di legge che mira a stabilire la piena equiparazione tra figli legittimi, cioè nati da coppie sposate, e figli naturali, nati da coppie non sposate.
La condizione dei figli naturali, per il diritto, è ancora profondamente diversa rispetto a quella dei legittimi. Un esempio su tutti: i figli naturali hanno solo i genitori che li hanno riconosciuti e i nonni, ma per la legge non hanno zii e zie e nemmeno cugini, con profonde ricadute sulla possibilità della famiglia di tutelarli, in caso di scomparsa o impossibilità dei genitori, o sul diritto successorio.
Ad esempio: se un figlio naturale si trova in ospedale, solo genitori, o in mancanza i nonni o un curatore possono prendere decisioni sulle sue cure. In mancanza di testamento, i fratelli e le sorelle naturali si trovano al penultimo posto nella successione legittima, dopo tutti gli altri parenti (legittimi) fino al sesto grado e appena prima dello Stato. Ancora, nel caso di separazione dei genitori, la competenza per l’affidamento dei figli naturali è attribuita al Tribunale per i Minorenni e non al Tribunale ordinario come avviene per i figli di coppie sposate. “I figli naturali si trovano immediatamente affidati a un giudice “del dolore”, quasi fossero portatori di qualche disvalore.
E, a differenza degli altri, su di loro possono partire indagini dei servizi e consulenze psicologiche”, spiega l’avvocato Gian Ettore Gassani, presidente dell’Associazione Avvocati Matrimonialisti Italiani. “La legge in via d’approvazione a Montecitorio supera questa situazione di grande ingiustizia e rende uguali di fronte alla legge tutti i minori - legittimi, naturali, adottivi - riconoscendoli pienamente come componenti di una famiglia”.
Benedetta Verrini