Dossier - La pedofilia nella Rete

Dal Giappone devastato dal terremoto arriva la conferma: i pedofili approfittano del caos per traffici criminali sul web. Il rapporto dell'Associazione "Meter" sul fenomeno in Internet.

La rete pedofila sfrutta anche il terremoto del Giappone

28/03/2011

Anche la rete pedofila s’aggiunge agli sciacalli che approfittano della tragedia del popolo nipponico. Il Giappone è in ginocchio per il tremendo sisma dell’11 marzo scorso e, mentre la polizia locale è occupata nell’emergenza e l’opinione pubblica ha puntato tutti i riflettori sul disastro, i pedofili ne approfittano per potenziare i loro traffici criminali in internet. Sono già 166.423 i visitatori che dal 17 marzo stanno trafficando indisturbati (detenzione, divulgazione e produzione) materiale pedopornografico su un server giapponese.

Lo spazio è stato aperto in rete subito dopo l’evento catastrofico, sfruttando la disattenzione delle forze dell’ordine giapponesi. A scoprire il nuovo portale e a denunciarlo immediatamente alla Polizia Postale e delle Comunicazioni è stata l’associazione Meter (www.associazionemeter.org) di don Fortunato di Noto. Il portale coinvolge 1.003 bambini, contati uno per uno, da tutto il mondo (Francia, Russia, Giappone, Messico, Brasile, Colombia, Germania ed altri paesi) con un’età variabile dai 2 ai 12 anni.

Al momento il forum è ancora attivo e non si esclude il coinvolgimento di cittadini italiani. Gli operatori Meter stanno monitorando attentamente il portale e i suoi continui aggiornamenti. “E’ drammatico come questi criminali approfittino dell’impossibilità di controllo da parte della polizia giapponese, dato che è ovviamente occupata su altri fronti”, afferma don Di Noto. “I bambini coinvolti, da tutto il mondo, confermano la complessità del fenomeno e la necessità di un maggiore impegno per poter individuare le vittime di questo traffico”. “L’impegno di Meter è quello di salvare sempre più minori, ma chiediamo anche che chi è stato abusato, con coraggio esca fuori e denunci l’accaduto. La denuncia è l’unica via efficace per individuare gli abusatori”, conclude il sacerdote siciliano.

Alberto Laggia
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