Guerra, addio a un poeta generoso

È morto a 92 anni il poeta Tonino Guerra. Come sceneggiatore ha collaborato coi più grandi registi, da Antonioni a Fellini. Con la sua poetica ha dato valore alle persone semplici.

Il suo orto dei sapori perduti visitato dai grandi di tutto il mondo

21/03/2012
 Il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra premiato da Roberto Benigni (Ansa).
Il poeta e sceneggiatore Tonino Guerra premiato da Roberto Benigni (Ansa).

Era sempre disponibile, soprattutto quando si trattava di parlare della sua terra, delle pievi romaniche in rovina e dei grattaceli di Rimini che si mangiavano la sua spiaggia. Con Tonino Guerra muore un grande poeta, il poeta che ha saputo prestare la voce alla sua Romagna, rendendola il paradigma di sentimenti universali. Non a caso l’hanno definito l’Omero di Rimini, e non solo perché gli aveva dedicato un grande omaggio riscrivendo l’Odissea e trasformando il suo amatissimo Ulisse in un eroe romagnolo.

Tonino Guerra ha scelto di morire proprio a Sant’Arcangelo, nella collina riminese, dov’era nato il 16 marzo di 92 anni fa. Da qualche mese, quando si era reso conto di essere vicino alla fine, aveva voluto tornare nella sua casa situata proprio nel centro del paese, vicino ai suoni e ai rumori della sua gente. Per questo aveva lasciato l’amatissima Casa dei Mandorli, nella campagna di Pennabilli, in Valmarecchia, dove si era trasferito da una ventina d’anni, al suo ritorno dai successi romani.

E’ stato un uomo generoso, anche nella sua produzione poetica. Come sceneggiatore, ha collaborato coi più grandi registi, da Antonioni a Tarkovskj a Fellini. Premio Oscar per Amarcord, non si è tirato indietro quando si è trattato di trasmettere i suoi valori affidandoli agli spot televisivi. Poeta della parola ma anche pittore, era un uomo innamorato della bellezza in tutte le sue forme. Il suo orto dei sapori perduti, nel rifugio di Pennabilli, è stato visitato da grandi di tutto il mondo e da gente comune.

Il suo genio ha trasformato vecchi mobili in opere d’arte e ha salvato antiche Madonne dalla distruzione. “Il rispetto per il passato è tutto”, ripeteva, “mio nonno si voltava sempre indietro a guardare, e lo faccio anch’io”. Per questo si è fatto sempre accompagnare dalla memoria e dai sogni della sua infanzia, che ci hanno regalato la sua poesia.

                                                                                 Simonetta Pagnotti

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