13/06/2012
Una rifugiata congolese appena giunta al campo di transito di Kisoro, in Uganda (Foto: Reuters).
Sulla situazione umanitaria del Kivu settentrionale (regione Nord-orientale della Repubblica Democratica del Congo) lancia l’allarme il Programma alimentare mondiale dell’Onu, il World food programme (WFP): l’agenzia delle Nazioni Unite è fortemente preoccupata per le conseguenze della violenza sulla popolazione civile Paese.
«Durante l’escalation del conflitto, nelle scorse settimane, il Wfp ha fornito assistenza alimentare urgente ai congolesi costretti ad abbandonare tutti i propri averi», ha detto Stanlake Samkange, direttore regionale dell’agenzia Onu per l’Africa Orientale e Centrale. «Molti, a seguito delle continue violenze, avranno presto bisogno di ulteriore assistenza. È essenziale che abbiamo sufficienti risorse per soddisfare le necessità dei nuovi sfollati».
Secondo i dati del Wfp, «decine di migliaia di persone hanno abbandonato le proprie case e molti hanno cercato rifugio nei pressi di Goma o in altre zone. Altre migliaia di persone, nella speranza di trovare un rifugio sicuro, hanno raggiunto il Ruanda o l’Uganda».
L’agenzia sta fornendo assistenza alimentare d’urgenza a più di 244.000 sfollati nelle province di Nord e Sud Kivu. Nei prossimi giorni, fornirà cibo a più di 4.000 nuovi sfollati a Rutshuru, nel Nord Kivu, e condurrà una verifica dei bisogni di 80.000 persone arrivate in questa zona. Inoltre, la settimana prossima il Wfp ha in programma di assistere circa 8.000 persone a Minova, nel Sud Kivu.
Uno dei campi dei rifugiati congolesi sorti nelle ultime settimane in Uganda, a Kisoro (Foto: Reuters).
L’organismo Onu sta assistendo, dall’inizio del 2012, più di 21.000 rifugiati congolesi in Uganda e a 11.000 in Ruanda. La nuova emergenza va ad aggravare una realtà già pesantissima: il Wfp assiste già 532.000 profughi nella regione dei Grandi Laghi: 65.000 in Ruanda, 97.000 in Uganda e 370.000 sfollati nella parte orientale della Repubblica Democratica del Congo.
L’appello dell’agenzia Onu chiede nuovi fondi: «Le operazioni nei tre Paesi», scrive in un comunicato, «per i prossimi sei mesi necessitano di ulteriori 46 milioni di dollari». Ma queste necesssità potrebbero aumentare a fronte di nuove ondate di rifugiati e sfollati.
Sulla nuova crisi nell’Est Congo il parlamentare del Pd Jean Leonard Touadi ha anche presentato un’interrogazione parlamentare per chiedere al governo italiano di attivare iniziative diplomatiche per l’apertura «di un corridoio umanitario in grado di facilitare gli aiuti e la protezione dei civili» e per il potenziamento «del mandato della missione militare delle Nazioni Unite Monuc, a tutela delle popolazioni civili vittime del conflitto».
Touadi chiede anche al nostro Paese di «farsi promotore di un'iniziativa internazionale che favorisca il dialogo, la pace e la stabilità nella regione dei Grandi Laghi».
Luciano Scalettari e Alberto Picci