La bussola per una società più giusta

I dieci Comandamenti: una lettura adulta e attuale contro la morale "fai da te" dei giorni nostri". Un codice universale per credenti e non credenti.

08/03/2011
Don Antonio Sciortino, direttore di "Famiglia Cristiana".
Don Antonio Sciortino, direttore di "Famiglia Cristiana".

Si imparavano a memoria, come le tabelline algebriche. E c’erano quelli più difficili, quelli più facili. Esattamente come i moltiplicatori dei numeri da uno a dieci. Chi ha qualche anno sulle spalle, se ripensa alla propria infanzia segnata dal Catechismo di san Pio X, sa bene che è così.

     Allora spazziamo via subito un equivoco: i dieci Comandamenti non sono una sommatoria di norme, ma una fila di princìpi. Anzi, il paradigma di princìpi etici universali. Sono un codice che non è «di proprietà privata dei cristiani e degli ebrei». Parole di Joseph Ratzinger, oggi Benedetto XVI. Il quale, anni fa, quand’era ancora cardinale, in un colloquio con il filosofo Paolo Flores d’Arcais, moderato da Gad Lerner, aggiungeva: «Il  decalogo è un’altissima espressione di ragione morale che, come tale, si incontra  largamente anche con la sapienza delle altre grandi culture».

     Cosa c’è alla base della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo delle Nazioni Unite? I dieci Comandamenti. Ma, a volte, c’è una grande divergenza nel passaggio dai princìpi alle norme. Vi sono applicazioni che giustificano tortura e guerra, aborto,  eutanasia e pena di morte. E spesso chi le scrive dice, ugualmente, di riferirsi ai princìpi del decalogo. Forse, qualcosa non va. E, allora, bisognerebbe riflettere sui tentativi di trasformare ogni desiderio in diritto. Vale per tutto. Per chi ammazza in nome di Dio. O in nome della legge di Stato. Per chi adopera la vita, il corpo, il sesso, l’amicizia e il tempo come una macchina sulla quale schiacciare bottoni a caso. Per chi considera i beni e il loro uso come azione privata, senza conseguenze sociali. Per chi agisce come se tutto fosse permesso, assecondando un’idea strana di libertà individuale. Che, facilmente, sfocia nel libertinismo.

     Ma non tutto è lecito. È un errore considerare i Comandamenti alla stregua di divieti, semplici proibizioni come “vietato entrare”, “vietato fumare” o “divieto di svolta a sinistra”. I Comandamenti non sono il codice della strada del buon cristiano. Da piccoli credevamo che non rubare si limitasse ai piccoli furtarelli dai cassetti di casa. Oggi “non rubare” si declina anche sull’attività della politica, sui rapporti personali e societari con il fisco, sulla fuga dei capitali, sull’organizzazione del lavoro. E lo stesso vale per ogni altro Comandamento.

     Dalla prossima settimana, sul nostro giornale, li metteremo in fila, uno dopo l’altro. Con l’aiuto di un grande autore cristiano, tra i più letti al mondo, Anselm Grün. Il monaco benedettino tedesco ci aiuterà a farne una lettura “adulta”, per riscoprirne la strepitosa attualità, in un momento in cui si vorrebbe espellere Dio dalla società moderna, per far posto a una “morale fai da te”. In un clima di indifferenza religiosa e relativismo morale, mali dei nostri giorni. Riscoprire i Comandamenti è come ritrovare la bussola per una società più giusta. Per credenti e non credenti.

don Antonio Sciortino
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Postato da Franco Salis il 10/03/2011 08:25

Ora il mio amico vdiste 1939 dirà che Franco Salis ha la coda di paglia,salvo che la redazione non intervenga in suo aiuto censurando questo scritto. Dica pure quello che vuole io non mi ergo a censore di nessuno. Comunque convengo con lui che ciò che dice nelle prime tre righe sia una realtà. Debbo tuttavia dire che io non mi annovero fra quelli in quanto pur criticando, non ho alcuna “ostilità” nei confronti della chiesa di Roma.Ora,tanto per non perdere il vizio di criticare, stando a quello che dici,sei stato veramente male educato,perché offendi un dono di Dio che è la capacità di discernimento. Se amare il papa,rientra nell’amare tutti,va bene,se invece amare il papa in quanto papa,mi dispiace ma non sono d’accordo. Ritenere giusto quello che dice è per me una bestemmia in quanto egli stesso,recentemente,ha ribadito, convinto,che può sbagliare. Se Dio ti ha dato il dono della ragione,la devi usare, e non vi devi rinunciare,anche sapendo o dubitando che puoi essere tu a sbagliare. Purtroppo i mali che attanagliano il mondo nel presente e nel passato sono dovuti anche al fatto che vi sono cristiani che sono stati educati a “ritenere(sempre e comunque) giusto quello che (il papa) dice. E’ ovvio che la chiesa di roma sia la più attaccata è la più grande. Nell’altra l’Islam,non è consentito “attaccare”, è prevista la pena di morte. E purtroppo stiamo assistendo agli effetti tristi di questo modo di pensare. Io ho tentato di dimostrare che la Chiesa può parlare a voce alta perché lo stato è in debito con la chiesa,per quanto riguarda “benefici materiali”.Quelli di natura spirituale e religiosa li deve proclamare ma non tentare di imporre,anche se,ne sono convinto,hanno una ricaduta sul bene comune. Però tu sei elegante e parli di “un certo potente” io ruvido,grossolano l’ho chiamato ” qualcuno non degno di menzione”. Così la redazione mi ha censurato,ma non per questo la ritengo “nemica” dico che per me ha sbagliato.Buona giornata,godetevela,qui c'è uno splendido sole!

Postato da Piermario il 08/03/2011 15:09

Seguire alla lettera "tutti" e "sempre" i dieci comandamenti è da santi o pressochè impossibile. Ciò non vuol dire che li dobbiamo trascurare tutti e sempre o solo quando non ci costa niente. La religione cristiana ci pone sempre davanti alla Croce e al Crocifisso. Ora la croce ha due dimensioni: una verticale e infinita, l'altra orrizzontale e limitata alla portata delle nostre braccia. Ho sempre apprezzato questa immagine, perchè mi suggerisce che il paradigma della mia condotta è la perfezione divina per quello che mi riguarda come individuo, e l'attenzione dovuta al mio prossimo, a tutti quelli a cui la mia vita mi porta a contatto. Insomma: Dio visto come modello di perfezione personale; il prossimo visto como un'estensione del mio stesso essere. Sarebbe questa la croce che ci dobbiamo accollare, non vista come sacrificio personale, ma come meta da seguire, come la Pasqua intesa come vittoria della vita.

Postato da giumess il 08/03/2011 11:47

I cristiani riteniamo che tutti gli uomini, anche i non cristiani, siamo una famiglia sola perché figli dello stesso Padre; così non pensano i non credenti, ma essi non possono negare che tutti gli uomini costituiamo un solo genere, come pensiamo anche noi cristiani. Nè la nostra fede in Dio toglie alcunché all'essere tutti espressione di una unità. Assodato che siamo tutti fratelli almeno nel genere, che cosa osta alla ricerca di una regola che esalti le nostre caratteristiche comuni? Noi cristiani una proposta di confronto la offriamo, i Comandamenti che Dio ci ha dato per orientare l'uomo nella ricerca della felicità terrena, nel segno della fratellanza con i simili e nel pieno accordo con Dio, realizzandoci così come persone, vincolo di immanenza e trascendenza. Ma siamo aperti ad accogliere non una fede diversa, ma regole altre perchè sappiamo che non potranno non rafforzare quelle che abbiamo già, comprensive di tutta la saggezza e la forza di cui ha bisogno l'uomo per seguire la via dell'accordo con il mondo e tutte le sue creature. Giuseppe Messina

Postato da g49x1 il 07/03/2011 16:32

Un commento lapidario. C'è bisogno dell'intervento diretto del buon Dio. Da soli non ce la faremo mai. L'umanità sta scivolando inesorabilmente verso l'inumanità.

Postato da masperi.umberto@yahoo.it il 05/03/2011 14:22

Tanto attesa,si sta avvicinando la primavera;vivo in campagna,osservo ogni mattina gli uccelli del cielo, … tra non molto anche alcuni insetti che volano, e si poseranno sui primi fiori: non hanno bisogno di una bussola per orientarsi e vivere con pienezza la loro vita (fino quando noi non li "corromperemo" con i nostri inquinamenti ; come dimenticare le balenottere che si arenano sulle nostre spiagge ?). MA NOI UOMINI ,che arriviamo a distruggere la "bussola interiore" di queste creature francescane, abbiamo sempre bisogno della bussola, altrimenti... Già, spesso, siamo fuori bussola ( e in questi nostri giorni?), e pretendiamo di non aver bisogno di una valida bussola. E' pur vero che la bussola a livello di superiore dignità dell'uomo dovrebbe essere interiore ... Possiamo fare un esperimento: confrontare la nostra interiorità con quelle parole incise nella roccia ... ed avere il coraggio di trarne le conseguenze; POI il lavoro di intelligenza (cultura), sperando in un valido aiuto dell’iniziativa di F.C., che non si riduca a moralismo annacquato: studiare,documentarci su che cosa “CI STA DIETRO” quelle parole,storicamente, per i popoli antichi; "fatica " di alcuni millenni, molto di più della fatica del concetto (die Anstrengung des Begriffs) di hegeliana memoria, perchè si trattava di esperienza di vita nella sua pienezza, non semplicemente a livello di pensiero. E se dovessero essere ancora necessari alcuni secoli per "recuperare" alcuni di quei principi? Anche nostro Signore, a proposito del divorzio ( è lecito ad un uomo ripudiare sua moglie?) ha dovuto ricordare la necessità del RITORNO ALLE ORIGINI ( in principio non era così...).

Postato da vdiste1939 il 05/03/2011 09:27

more solito si commette l'errore di criticare lo scritto per mostrare ostilità verso la chiesa di roma. il papa è diventato un soggetto cui tanti, anche cristiani, si sentono in diritto di tirare la giacchetta(la veste talare) per far approvare quello che personalmente sembra più giusto. personalmente sono stato formato ad amare il papa e a ritenere giusto quello che dice. è vero che certe posizioni col passare del tempo e il mutare della nostra percezione possono apparire un pò esagerate, ma basta ricordare che il papa è un uomo, anche se illuminato dallo Spirito Santo ed ha quindi dei limiti. ma tanti di noi si sono mai chiesti come mai l'unica chiesa sempre attaccata è la cattolica romana? e come mai ancora oggi solo la suddetta chiesa è l'unica a non piegarsi ai desiderata del potente di turno? anche se e lo dico a malincuore non sempre approvo il comportamento di una certa gerarchia, non certo il papa, che cerca comunque di giustificare un certo potente per ottenerne benefici materiali.

Postato da RT57 il 04/03/2011 19:48

IL TITOLO E' AZZECCATISSIMO: I 10 COMANDAMENTI un codice universale per credenti e non credenti, la bussola per una società più giusta. Infatti sono delle regole che non fanno parte della buona novella (il vangelo) bensì del vecchio testamento e arrivano da Dio attraverso Mosè mentre il popolo ebraico dimentico di essere stato eletto tra la nazioni si dedicava agli dei pagani (il vitello d'oro) ovvero un Bunga Bunga antico. Da questo punto di vista ben si adatta all'epoca moderna italiana che in tutto e per tutto ricorda esattamente quel periodo. Sono in sostanza delle regole guida per ogni tipo di società, un DNA sociale perchè la convivenza possa funzionare corretamente. Gesù poi aggiunge i 2 comandamenti principali : "Ama il Signore Dio tuo con tutto il tuo cuore e con tutte le tue forze" e «Amatevi gli uni gli altri come io vi ho amato". Tutto qui molto semplicemente.

Postato da Franco Salis il 04/03/2011 10:14

Lo avevo promesso(o minacciato?!) ieri. Mi consente di dubitare che gli estensori della Dichiarazione si siano ispirati ai dieci comandamenti? A meno che non voglia dire che comunque “motu propriu”lo Spirito Santo abbia ispirato gli estensori, ma bisognerebbe dirlo a voce bassa. Paolo Flores d’Arcais, non è, che io sappia, tra gli estensori; ma, ve lo immaginate come reagirebbe a tale asserzione? Ma prima di passare dai principi alle norme, vorrei sapere: la Città del Vaticano ha firmato la dichiarazione dei diritti universali dell’uomo? O non lo ha fatto perché prima pretende che si individui ”quel qualcosa che non va”? Per lo stesso motivo - correggetemi se sono disinformato - non ha firmato la moratoria sulle pene cui vengono sottoposti gli omosessuali in alcuni, troppi Paesi (se non avesse firmato per conseguire un fine più elevato,avrebbe sbagliato.) NIENTE DI PIÙ VERO INVECE SULL’ESPRESSIONE IN GRASSETTO: ” Vi sono applicazioni che giustificano tortura e guerra, aborto, eutanasia e pena di morte. E spesso chi le scrive dice, ugualmente, di riferirsi ai princìpi del decalogo. Forse, qualcosa non va ….” Forse che nel Catechismo della Chiesa Cattolica non è compresa la guerra e pena di morte nonostante tutti gli intellettualismi per giustificarne la presenza? Anche se è vero che non è più applicata(l’ultima esecuzione risale al 1870, poco prima di Porta Pia). Ma anche in Francia rimane la ghigliottina anche se non viene tagliata la testa a nessuno. Se non si è coerenti si perde di credibilità e l’azione pastorale e missionaria perde efficacia. In altre parole la Chiesa deve dire: orbene,se le cose stanno così conseguenza del ”per chi adopera la vita etc, per chi considera i beni etc” è anche colpa della Chiesa. D’accordo non della Chiesa Sposa di Cristo, ma dei suoi uomini. Pare che la Chiesa abbia imboccato questa strada (si, sempre nel solco della tradizione) e il Papa ha parlato della necessità della Chiesa di “purificazione”. Tutto lascia pensare che almeno è iniziato questo percorso. Una prova? Ieri l’Avvenire.it ha riportato la notizia della condanna pesante ad un parroco per pedofilia. La costante condanna di comportamenti di certi potenti, sulla stampa dichiaratamente cattolica. Sto facendo “le pulci” alla Chiesa?, beh, se è vero, le sto facendo anche a me, anche io sono “Chiesa” assieme agli altri. Buona giornata.

Postato da Franco Salis il 03/03/2011 21:04

Mamma mia,la lettura dell'articolo mi ha infuso una terribile paura:o sono del tutto privo di senno(se mai lo ho avuto) o contiene una sequela di contraddizioni. Ne dico una riservandomi le altre."Un codice universale per credenti e non credenti". Come si permette di imporre un codice universale ai non credenti? Del resto lo stesso attuale Papa è stato più corretto dicendo "...si incontra largamente..." Il primo è una affermazione di inaudita violenza, si pensi a quando Gesù interrogato dai discepoli se fosse il caso di andare ad estirpare la gramigna, rispose di no, la seconda è invece la profonda convinzione al punto tale da intravvederla nelle altre culture. Ma non è stato San Paolo a dire che una briciola di verità sta anche nei pagani? A me è stato insegnato il catechismo di San Pio X , ma più che esercizio mnemonico (ma anche quello) il mio primo parroco insisteva nella descrizione di Dio come sommo Bene, inculcando automaticamente il grande desiderio di essere buoni. Il tutto veniva accompagnato da una richiesta settimanale di almeno un "fioretto". Per la cronaca ho dieci anni in più di lei. Scommetto che adesso esclama: se almeno facesse il "fioretto" di non scrivere più!

Postato da giorgio traverso il 03/03/2011 20:40

Non sono d'accordo con Don Sciortino. L'aborto è un dramma, ma qualche volta neccessario, la tortura ela guerra no. La pena di morte non è neccessaria, però le pene dovrebbero essere più severe, specialmente per certi crimini. Vi preocupate dell'aborto, però ci sono molti bambini che muoiono di fame che sono sfruttati e maltrattati. Sulla eutanasia vorrei sapere quando la vita finisce? Eluana Englaro era ancora in vita? Tanti Saluti
giorgio traverso

Postato da dino avanzi il 03/03/2011 19:30

E' vero sono i principi etici universali, tanto che andrebbero messi in quadro e appesi al muro, in bella mostra, in ogni casa e, a maggior ragione, nelle abitazioni delle famiglie cristiane. Dovremmo interiorizzarLi per farLi diventare un punto di riferimento costante nella nostra vita. Chi riesce a farLi vivere in se stesso diventa un "antidoto vivente" al soggettivismo etico che trova nella cultura radicale il suo fondamento e che, dal mio punto di vista, è oggi il vero nemico del cristianesimo in occidente. Purtroppo dai rischi di questa cultura dominante non sono escluse le comunità cristiane e nemmeno le famiglie cristiane, dove entrambi i coniugi hanno condiviso un comune percorso di fede; ed esempi in proposito ve ne sono, purtroppo, tanti.

Postato da calimero il 03/03/2011 15:25

Plaudo alla volontà di pubblicare una lettura attuale della legge fondamentale dei cristiani, anzi di tutti gli uomini, a prescindere dalla loro fede. Spero solo che nella scuola, durante l'ora di educazione religiosa, vengano letti e commentati questi articoli, che leggerò con estrema attenzione.

Postato da elcamero il 03/03/2011 13:39

Grandissima considerazione quella che ho letto sui 10 comandamenti anche se a chiunque si fosse soffermato a riflettere anche solo un pò su di essi sarà venuta spontanea, con parole sue. La mia grande paura è sempre che tutte queste considerazioni, tutte queste gocce di saggezza vengano indirizzate con forza solo verso i più deboli mentre verso i potenti vengano indirizzate con il silenziatore, quasi si avesse paura di irretirli, quasi si avesse paura di perdere i loro favori. Quelli che hanno potere sono quelli che possono far cambiare le cose molto più rapidamente delle persone comuni che devono subire e non hanno voce in capitolo. Sarebbe ora che venisse loro urlato nelle orecchie, come faceva san Giovanni Battista con i potenti del suo tempo, ricordando loro che non si può servire Dio e il denaro, Dio e il potere sugli altri. Se non sbaglio Gesù ha detto che chi vuol essere il più grande si metta a servizio degli altri e non ha detto di farsi servire dagli altri. Il pericolo è finire come il Battista con la testa tagliata anche se solo figurativamente.

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