Aborti selettivi, incubo che avanza

La discriminazione di genere crea nel mondo grandi aberrazioni, come l'aborto selettivo. Ma preoccupanti sono anche le teorie che vorrebbero eliminare la differenza tra i sessi.

Zoom sull’Italia e sull’Europa

10/12/2011
La sede del Consiglio d'Europa.
La sede del Consiglio d'Europa.

L’Italia nel 2009, secondo quanto riferisce Anna Meldolesi nel suo recente libro Mai nate (Mondadori), ha avuto un sex ratio regolare (106/100). Nell’Europa allargata a Est, tuttavia, i nudi dati dicono che non si è esenti dal fenomeno della selezione di genere. In particolare alcuni paesi dell’Est – Albania, Armenia, Azerbaijan e Georgia – presentano numeri fuori norma: il rapporto è di 112/100 per i primi tre paesi, 110/100 per la Georgia. Dati preoccupanti se lo scorso 9 settembre l’Europa ha deciso di intervenire con la bozza di risoluzione intitolata “Prenatal sex selection”, approvata da una commissione dell’Assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa. Nella bozza si invitano i 47 Stati membri a promuovere l’adozione di provvedimenti legislativi volti a limitare l’indicazione del sesso del nascituro ai genitori richiedenti per evitare selezioni di genere. Per inciso negli Stati Uniti  – secondo la Meldolesi, che cita una ricerca della Università della California –, molti medici hanno già adottato la pratica di non rivelare il sesso del feto fino alla 20ma settimana di gestazione.

La ricercatrice nel suo libro cita vari episodi legati a questo fenomeno e saliti all’onore delle cronache italiane. Dal frequente ricorso da parte delle donne immigrate al Cycotec – una pillola antiulcera usata per abortire con rischi per la salute delle donne – all’arresto, nel marzo 2010 a Rovigo, di una donna cinese per esercizio abusivo della professione medica e procurato aborto, fino alla chiusura di una clinica improvvisata a Milano nel gennaio precedente a seguito di un servizio delle Iene. Anche in Toscana ­– terra di approdo di molti immigrati dall’Estremo Oriente e in particolare dalla Cina – le statistiche demografiche sembrano lasciare spazio a pochi dubbi. Il quotidiano Italia Oggi del 16 novembre scorso parla di 500 bambine mancanti all’appello per alcune comunità di immigrati nel triennio 2008-2010: in quell’area la comunità cinese avrebbe un rapporto tra i nati dei due sessi di 110/100 a netto favore dei maschi; i romeni arriverebbero addirittura a un sex ratio di 113/100, gli albanesi a 115/100 e gli indiani a un incredibile 141/100.

Stefano Stimamiglio
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