Amianto, Eternit: storica condanna

I giudici di Torino hanno condannato a 16 anni di reclusione un miliardario svizzero e un barone belga, imputati per disastro ambientale e omissione dolosa delle norme di sicurezza.

Una vittoria che non cancella il disastro ambientale

13/02/2012
In questa foto d'archivio (2004) i tetti dello stabilimento di Casale Monferrato della Eternit in una scena dal documentario "Indistruttibile" di Michele Citoni (foto Ansa).
In questa foto d'archivio (2004) i tetti dello stabilimento di Casale Monferrato della Eternit in una scena dal documentario "Indistruttibile" di Michele Citoni (foto Ansa).

Otto anni di indagini, due anni di processo e un fascicolo di 200.000 pagine per una sentenza storica sia in materia di diritto del lavoro, sia per il diritto dell'ambiente, perché riconosce il disastro ambientale e potrà essere usata anche in molti altri casi. “L’amara vittoria riportata oggi con questa storica sentenza di colpevolezza non può cancellare le migliaia di vittime che l’amianto ha fatto in Italia e nel mondo.

La sentenza conferma la gravità del disastro ambientale e sanitario che ha comportato un danno inenarrabile, non solo vicino allo stabilimento ma in un’area molto vasta che interessa 48 comuni attorno a Casale Monferrato, e agli altri tre stabilimenti italiani, il tutto aggravato dal fatto che il numero dei morti non è calcolabile visto che continuerà a salire anche a distanza di anni” commenta Patrizia Fantilli, responsabile dell'ufficio legale del Wwf Italia, associazione che è stata parte civile al processo.

L’amianto è stato messo al bando in Italia dal 1992 e solo dal 1998 sono state individuate le prime aree da bonificare, oltre 20 anni dopo la sua massima diffusione sia negli insediamenti industriali che civili. La speranza è che questa sentenza acceleri il processo di bonifica di tutto il materiale ancora non smaltito. La sentenza non era affatto scontata visto che la Magistratura torinese si è dovuta scontrare con un gigante, una multinazionale come Eternit, ma è riuscita ad accertare le responsabilità nel più grande processo, in tema di sicurezza del lavoro e di inquinamento ambientale provocato da amianto mai celebrato in Europa.

L'attenzione al processo è infatti fortissima in molti Paesi, come dimostrano i numerosi interventi su Twitter. Per Raffaele Guariniello, procuratore aggiunto di Torino e istruttore del processo, è stato importante portare il problema alla luce del sole. “Non solo da noi a Torino, ma dappertutto. Mi hanno mostrato foto e filmati di operai che in Brasile, in India e in Cina non portano nemmeno una mascherina sul volto, altro che protezione totale. Ma l’uomo non può essere trattato in maniera diversa a seconda di dove vive”. “Questa mattina ero davanti al Tribunale di Torino e accanto a me c'erano centinaia di persone tra cui francesi e brasiliani, questa sentenza era molto attesa anche da loro e non solo dai cittadini di Casale Monferrato.

Farà giurisprudenza in tutto il mondo” spiega Fabio Dovana, presidente di Legambiente Piemonte e Valle d'Aosta. Quella dell'amianto può essere definita anche una tragedia delle famiglie, non solo dei singoli lavoratori, come spiega Stefania Divertito, autrice di “Amianto, ritratto di un serial killer”: “A Monfalcone, a Taranto, a Casale Monferrato, anche a La Spezia, da alcuni anni ad ammalarsi non sono più soltanto i lavoratori, ma anche i loro parenti. Le mogli che hanno lavato le tute da lavoro, ad esempio. A testimonianza del fatto che l’esposizione prolungata non è una conditio sine qua non per ammalarsi.

Spesso accade che ci sia una malattia da amianto e il paziente non ne abbia mai sentito parlare. In quei casi può essersi trattato di un qualunque tipo di esposizione. Basti pensare che in Italia ci sono ancora 32 milioni di tonnellate di fibra sparsi ovunque. Il contatto con questo pericolosissimo materiale può avvenire in qualsiasi contesto, anche oggi avviene forse soprattutto inconsapevolmente. Per questo voglio sottolineare ancora una volta che la prevenzione è fondamentale”.

I tremila morti per l'eternit corrispondono già a una guerra civile o ai morti nelle Twin Towers a New York, ma purtroppo non finisce qui: il picco di forme tumorali dovute all’amianto, secondo gli scienziati, è previsto in Italia tra il 2015 e il 2020.

                                                                                                      Gabriele Salari

Alberto Chiara
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