Silvio va sotto, il Web s'infiamma

Il dibattito politico lascia le Tv e si trasferisce sulla Rete. Con ironia, rabbia, passione e un fiume di messaggi.

08/11/2011

Crisi del Governo Berlusconi o maggioranza che tiene, dimissioni sì dimissioni no, il dato ormai incontrovertibile è che le discussioni più appassionate sul presente e sul futuro della siituazione politica italiana si sono trasferite sul web, sui social network.

     Basta osservare quello che sta accadendo in queste ore su Twitter, prima e immediatamente dopo il voto sul Rendiconto dello Stato che ha visto la maggioranza fermarsi a 308 voti. Il tam tam digitale è inarrestabile e per partecipare attivamente o anche soltanto osservare il popolo del web che s'incontra e discute, con computer o smartphone (chi scrive è attualmente connesso a Twitter via tablet), è sufficiente, per esempio, digitare #laresadeiconti per avere un'idea precisa di come i social network hanno non solo favorito e accompagnato le rivoluzioni della Primavera araba, ma adesso stiano "monitorando" la crisi politica italiana da vicino, molto da vicino, presidiandola in modo spasmodico, 24 ore su 24, sino a ridurre a "comparse" dell'informazione le radio, la Tv.

    

   
    Appuntamento su Twitter, dunque.
Tecnicamente, nel linguaggio del web 2.0, i punti di ritrovo si chiamano "hashtag": #laresadeiconti su Twitter è uno di questi. Cominciano sempre con "cancelletto", cioè #, e con attaccata la parola o il tema di cui si vuole discutere o con il quale si vuole provocare una discussione. Per "raggiungere" questi appuntamenti digitali bisogna aprire il sito di Twitter (www.twitter.com), iscriversi se è la prima volta che si aderisce e poi digitare nella barra di ricerca l'hashtag desiderato, in questo caso #laresadeiconti (ma per farsi un'idea dei dibattiti sul  tema "crisi di governo" può andare anche bene #berlusconi, oppure il @quirinale). Andiamo a leggere, il fiume del web è inarrestabile, mentre scriviamo sono passati appena 20 minuti da quando alla Camera è terminata la votazione sul Rendiconto. Urla un tweet: "Sali al Colle, sali al Colle".

    

    
     Si indigna un altro: "A San Vittore coi poveracci altro che a casa". Qualcuno usa l'ironia: "Caro Silvio, un'altra occasione per scappare con Ryanair". Un altro sembra essersi appassionato per tutto il pomeriggio: "Fossi ancora al liceo, avrei già pronta la giustificazione per non aver studiato". E un tweet si accanisce: "308 favorevoli su 309, sarei curioso di sapere chi è quel genio che ha votato no".

     C'è anche chi non molla il Cavaliere in 140 caratteri: "Silvio, dai una lezione a 'sti professionisti della politica". Perché i 140 caratteri da mandare sulla Rete sono l'unica regola da rispettare per scrivere su Twitter e aderire ai suoi dibattiti in tempo reale. E sembrano la vera risposta di democrazia e partecipazione che forse il Cavaliere ha sottovalutato sin dall'inizio. Perché se è vero che ieri ha affidato a un altro social network, Facebook, sul suo profilo ufficiale, la smentita alla notizia delle dimissioni, certo il web rappresenta per lui d'ora in poi una spina nel fianco, che non è controllabile come i Tg o certi editoriali.

    


    I twit della Rete, che corrono in tempo reale tra le nuove generazioni, stanno superando la sua idea di comunicazione.  Perché "sono" la comunicazione che si fa dibattito e non puo essere imbavagliata. L'ultimo tweet prima di chiudere questo articolo online: "Sentiamo cosa ha da dire Napolitano".

                                                
                                                            Pino Pignatta                                                   

Preferiti
Condividi questo articolo:
Delicious MySpace

Tag correlati

I vostri commenti

Commenta

Per poter scrivere un'opinione è necessario effettuare il login

Se non sei registrato clicca qui

Postato da Silvano Marzini il 10/11/2011 18:49

Io non so se si tratta del tramonto definitivo di un uomo che ha, con la politica, ridicolizzato un popolo, una nazione, un'epoca. Certo è che questo dramma nazionale gli italiani l'hanno accettato per quasi "un ventennio" mentre il Vaticano in qualche fase nè è stato sostenitore!

Postato da gigetto il 09/11/2011 19:17

Caro Giogo, hai davvero ragione: si trattava di "cosucce". Intanto la "cosa" Berlusconi, come l'ha chiamata il Nobel Saramago, rovinava l'Italia con la bendizione di tanti "cattolici", "cosucce" a parte.

Postato da giogo il 09/11/2011 16:31

Amico "gigetto" da quanto scrivi ne deduco che vai saltuariamente nel sito di FC, perchè se tu fossi stato più attento, di cosucce brutte e di malgoverno, al riguardo del sultano e della cosidetta "ex maggioranza" che lo ha pervicacemente sostenuto, ne son state scritte da FC e da noi lettori a IOSA. Questo anche per ringraziare FC (settimanale cattolico assai diffuso) per l'opportunità che ci ha dato di esprimere le nostre "vibrate proteste" a tale maleodorante governo. Ciao

Postato da gigetto il 09/11/2011 12:30

Pare che Fam. Cr. scopra solo adesso con questo articolo quanto ha giocato il web nella caduta di Berlusconi. Troppo comodo fare i profeti o i ceritficatori dei profeti solo a giochi fatti. C''è chi da tanto sul web denuncia, analizza, afferma, rischiando di persona anche a caro prezzo. Una domandina: se Berlusconi non avesse perso la maggioranza, Fam. Cr. avrebbe lasciato scrivere questo articolo?

Postato da ivanlombardi il 09/11/2011 09:58

il Manzoni direbbe: "Per quel suo eroico star duro contro ogni ragionamento in contrario". Cap. XIII - I PROMESSI SPOSI . http://mister-no.ilcannocchiale.it/

Postato da paracchini64 il 08/11/2011 21:32

Finalmente. Passeremo veramente alla Seconda Repubblica dopo vent'anni di governo legato alla massoneria?

Postato da RT57 il 08/11/2011 18:27

Ei fu ! Siccome immobile, dato il mortal sospiro, stette il Premier immemore orbo di tanto spiro. Così percosso, attonito il PDL al nunzio sta, muto pensando all’ultima ora del Nano fatale; Nè sa quando una simile orma di piè immorale, la sua cruenta polvere a calpestar verrà. Dall’Alpi alle Piramidi, dalla Libia alla Tunisia, Di quel securo il fulmine tenea dietro al baleno; Volò da Roma a Tripoli, dall’uno all’altro mar. Fu vera gloria? Ai posteri l’ardua sentenza ? Noi mai chinammo il fondo al massimo Malfattor, che ribolle in lui; Dell'ispirator suo spirito mai più oscuro male vidi generar. Tutto ei provò: la gloria maggior dopo il periglio, La sfiducia e la vittoria, La reggia e il tristo esiglio: tre volte nella polvere, tre volte sull’altar. Ei si nomò: due canali, l’un con l’altro alleati; Sottomessi a lui si volsero, come aspettando la fawta; Ei fe’ editto, ed egemone s’assise in mezzo a lor. Bello Immoral! benefico Fede ai trionfi avvezzo! Scrivi ancor questo, allegrati; chè "sua altezza" al disonor del bene pubblico giammai si chinò. Tu dalle stanche ceneri sperdi ogni ria parola: il TG che atterra e suscita, che affanna e che consola, sulla deserta coltrice accanto a "lui" posò.

Postato da giorgio traverso il 08/11/2011 18:04

non sò come andrà a finire,speriamo che sia la volta buona.stò aspettando questo momento da molto tempo,e mi sono promesso una solenne sbornia,non mi ricordo di averne fatte. giorgio traverso

Articoli correlati

E il Colle scelse Super Mario

Mario Monti ha titoli accademici e meriti in sovrabbondanza per essere nominato dal Capo dello Stato senatore a vita. Ma è chiaro che la decisione a sorpresa del presidente Napolitano, che...

Francesco Anfossi

Governo, ripartire da Mario Monti

Il Governo Berlusconi non esiste più. Se ancora esiste, è nelle stesse condizioni di quel cavaliere ariostesco “che combatteva e non sapeva che era morto”. La crisi di credibilità, l’inadeguatezza...

Francesco Anfossi

Chi vuole (e chi no) il Governo Monti

La mossa di Napolitano ha impresso un’accelerazione al corso della politica italiana. Il resto lo stanno facendo i mercati. Il Colle si avvia a nominare il neosenatore a vita Mario Monti alla...

Francesco Anfossi

Ricerca: no a Silvio da 3 italiani su 4

LA TUA OPINIONE CONTA - clicca qui Partecipa anche tu al nuovo spazio sondaggi e ricerche che Famigliacristiana.it e Demòpolis hanno...

Fulvio Scaglione

Silvio lascia, non c'è niente da ridere

Scusate ma non c'è niente da ridere. Le feste di piazza, i fescennini, le bandiere, e pure qualche incivile monetina che vola, insomma i frizzi e lazzi che in queste ore accompagnano le...

Fulvio Scaglione

Monti e signora, questione di stile

D’accordo, siamo ancora nella società dell’immagine. Che non è stata certo inventata da Berlusconi, anche se il Cavaliere ha saputo per diciassette anni esserne il re. Proprio per questo...

Francesco Anfossi

Media correlati

tag canale

MODA
Le tendenze, lo stile, gli accessori e tutte le novità
FONDATORI
Le grandi personalità della Chiesa e le loro opere
CARA FAMIGLIA
La vostre testimonianze pubblicate in diretta
I NOSTRI SOLDI
I risparmi, gli investimenti e le notizie per l'economia famigliare
%A
Periodici San Paolo S.r.l. Sede legale: Piazza San Paolo,14 - 12051 Alba (CN)
Cod. fisc./P.Iva e iscrizione al Registro Imprese di Cuneo n. 00980500045 Capitale sociale € 5.164.569,00 i.v.
Copyright © 2012 Periodici San Paolo S.r.l. - Tutti i diritti riservati