Il volontariato rimane a secco

I tagli del 5 per mille pararalizzano il Terzo settore che il 16 dicembre protesta davanti al ministero delle Finanze. Cos'è questa forma di finanziamento, come si è evoluta, a chi va.

Cos'è il cinque per mille

15/12/2010

      Con il termine “cinque per mille” viene definito il meccanismo con cui cittadino-contribuente può vincolare, appunto, il 5 per mille della propria imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef) al sostegno di enti che svolgono attività ritenute socialmente rilevanti: non profit, attività di ricerca scientifica e sanitaria, ma anche attività sportiva dilettantistica riconosciuta dal Coni.

           Il 5 per mille è un istituto che è stato previsto in via sperimentale con la legge finanziaria per il 2006 (relative quindi ai redditi dell’anno 2005) e poi confermato negli anni successivi. E fin dal primo anno della sua applicazione il meccanismo ha ottenuto, da parte dei contribuenti italiani, un’adesione maggiore di ogni previsione: proprio nel 2006 quasi 16 milioni di contribuenti hanno effettuato la destinazione, su un totale di 26.391.963 dichiarazioni (superate le previsioni fatte in sede di finanziaria per il 2006 che ipotizzavano un’adesione intorno al 40 per cento; questa ha invece superato il 60 per cento). Si tratta di un meccanismo che valorizza la scelta del contribuente, mira a finanziare attività importanti senza oneri aggiuntivi per lo Stato e che nasce sulla scia di un’altra popolare misura, stavolta mirante a destinare una quota dell’imposta Irpef alla Chiesa: l’8 per mille. Con due differenze: la prima è la tipologia e il numero degli enti. Del 5 per mille beneficiano come abbiamo visto enti di natura privata che promuovono attività solidaristiche. L’8 per mille è invece destinato a sei confessioni religiose e allo Stato. La seconda differenza sta nella destinazione di quella parte di fondi che non sono stati assegnati ad alcun soggetto. Se il contribuente non sceglie, la parte del 5 per mille viene trattenuta dallo Stato per la spesa corrente. Nel caso dell’8 per mille, invece, la stessa parte viene distribuita proporzionatamente tra gli enti. 

         Il primo anno (2006) le risorse erogate totali sono state 345 milioni di euro (dei quali 192 milioni destinati al volontariato); nel 2007 le risorse (fu messo un tetto per 400 milioni di euro) sono state 371 milioni; l'anno successivo 415 (ancora una volta con un tetto di 400 milioni), per gli anni 2009-2010 non ci sono ancora i dati sull'erogato, ma c'è un tetto di 400 milioni. E per il 2011, al momento, il tetto è stato fissato a 100 milioni, con una riduzione del 75 per cento, una cifra chiaramente inferiore alle preferenze di solito espresse dai contribuenti. Fatto, questo, che ha scatenato le proteste di enti e associazioni.  

Riconoscimento

      Possono iscriversi negli elenchi degli enti destinatari del 5 per mille le associazioni e le fondazioni che abbiano ottenuto il riconoscimento e che operino senza scopo di lucro. I settori di attività che danno diritto (qualora gli enti abbiano vista riconosciuta la loro personalità giuridica) a partecipare al riparto della quota del 5 per mille sono: assistenza sociale e socio-sanitaria; assistenza sanitaria; beneficenza; istruzione; formazione; sport dilettantistico; tutela, promozione e valorizzazione delle cose d’interesse artistico e storico; tutela e valorizzazione della natura e dell’ambiente (con esclusione dell’attività esercitata abitualmente di raccolta e riciclaggio dei rifiuti urbani); promozione della cultura e dell’arte; tutela dei diritti civili; ricerca scientifica di particolare interesse sociale.    

Gli elenchi dei beneficiari

         L’elenco del volontariato è curato dall’Agenzia delle Entrate. L’Agenzia effettua il censimento delle dichiarazioni sostitutive (il decreto della Presidenza del Consiglio dei Ministri prevede che vada inviata, a pena di decadenza dal beneficio, una dichiarazione sostitutiva entro un certo termine. Dunque, chi non la presenta o la presenta oltre il termine indicato viene escluso). Poi ci sono i controlli amministrativi sulla veridicità delle dichiarazioni, che vengono effettuati sulle dichiarazioni validamente presentate (cioè quelle pervenute entro il termine stabilito). In particolare le Direzioni regionali delle Entrate sono chiamate a verificare e se un ente dichiara di possedere i requisiti per accedere al beneficio: se in sede di controllo viene riscontrato che non li possiede viene, ovviamente, escluso. Naturalmente ciascuna Amministrazione (Coni, Ministero della Salute, Ministero della Ricerca ecc… ) effettua i controlli sugli enti di propria competenza e trasmette, poi, all’Agenzia delle entrate, per la pubblicazione, l’elenco dei soggetti ammessi e quello dei soggetti esclusi dal beneficio.

     L’iter seguito dalla Pubblica amministrazione per la corresponsione del 5 per mille è poi particolarmente complesso e nella pratica si è rivelato fonte di notevolissimi e ingiustificati ritardi nell’assegnazione delle  somme ai beneficiari.    

La platea dei potenziali beneficiari nel 2010…


         Per il 2009 e il 2010 ancora risulta difficile sapere numeri e importi e la lista definitiva non è stata ancora ufficializzata. Secondo quanto reso noto dall’Agenzia delle Entrate, per il 2010 sono 55.364 i soggetti “accreditatisi” per il 5 per mille. Ai 47.261 enti iscritti nei quattro elenchi pubblicati, vanno infatti aggiunti gli 8.100 comuni italiani, i quali potranno ricevere le preferenze dei cittadini residenti in ciascuno di essi, da destinare al finanziamento delle attività sociali svolte. In sintesi, i beneficiari potenziali (qualora abbiano dimostrato di avere i requisiti in regola) sono: 40.570 enti di volontariato (onlus, associazioni di promozione sociale, fondazioni); 239 tra enti di ricerca scientifica e università; 6.358 associazioni sportive dilettantistiche; 97 enti della salute. 

   … e quella nel 2009

         Secondo i dati dell'Agenzia delle Entrate, c’è stata una crescita significativa rispetto al 2009 nel numero dei potenziali beneficiari, ma sono diminuiti gli enti dell'Università e della ricerca. In particolare, nel 2009 i beneficiari erano 46.361,
tra i quali figuravano: 31.884 enti di volontariato (31.849 nel 2008), 5861 associazioni sportive dilettantistiche (5855), 423 enti di ricerca e università (421), 93 enti di ricerca sanitaria (93). Più, ovviamente, i comuni italiani. Per sapere quanti sono effettivamente i beneficiari, l’ultimo riferimento utile è quello del 2008, anno in cui per esempio (come vedremo) si sono iscritte agli elenchi un gran numero si associazioni sportive dilettantistiche. Di queste, però, sono una parte esigua è stata ammessa. Da qui probabilmente il calo del numero di iscritti nel 2009 e nel 2010.

A cura di Daniele Iacopini e Sonia Postacchini (Redattore sociale)
Preferiti
Condividi questo articolo:
Delicious MySpace

tag canale

MODA
Le tendenze, lo stile, gli accessori e tutte le novità
FONDATORI
Le grandi personalità della Chiesa e le loro opere
CARA FAMIGLIA
La vostre testimonianze pubblicate in diretta
I NOSTRI SOLDI
I risparmi, gli investimenti e le notizie per l'economia famigliare
%A
Periodici San Paolo S.r.l. Sede legale: Piazza San Paolo,14 - 12051 Alba (CN)
Cod. fisc./P.Iva e iscrizione al Registro Imprese di Cuneo n. 00980500045 Capitale sociale € 5.164.569,00 i.v.
Copyright © 2012 Periodici San Paolo S.r.l. - Tutti i diritti riservati