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Se le omelie sono come le omelette

C’è di tutto, tra gli atei devoti, specialità tutta italiana. Ateo devoto. Che significa? Vuol dire non essere credente ma riconoscere l’autorità della Chiesa e delle gerarchie ecclesiastiche, verso i quali sono molto zelanti.
E’ in questo ambito che è maturato il vezzo del “critico teologico”, ovvero di colui assegna le stellette alle prediche delle messe domenicali, una sorta di Guida Michelin dell’omiletica, come se la messa fosse un ristorante, confondendo le omelie con le omelette e ispirandosi evidentemente ad Anton Egò, il critico gastronomico di Ratatouille, in cerca di emozioni forti per sfuggire allo spleen spirituale.
E prima o poi il nostro gourmet teologico troverà un topo in grado di deliziarlo con un fritto mistico. Il contrario dell’ateo devoto, dal lato opposto, è il credente anticlericale. Sempre pronto a dare addosso alla Chiesa, a gridare allo scandalo, ad andare in solluchero per ogni critica o insinuazione laicista. Ad applaudire a scena aperta per ogni accusa a preti, suore o frati. Il credente anticlericale veste spesso Valentino o Armani, ma pretende una Chiesa povera, stracciona, possibilmente lacera.
Senza chiedersi che ne sarebbe della Chiesa senza le sue istituzioni vaticane, senza la linfa finanziaria che sostiene in tutto il mondo le sue «opere di religione». Simpatizza per i Radicali, che peraltro condividono grandi battaglie cristiane (come l’abolizione della pena di morte, l’attenzione per i detenuti, la lotta alla fame nel mondo) ma anche su battaglie per nulla cristiane come aborto ed eutanasia si eccitano freneticamente.
E anche qui ne abbiamo in abbondanza.

Pubblicato il 04 febbraio 2013 - Commenti (4)

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Postato da lorenzo20 il 06/02/2013 02:46

Non sono così drastico come "criticone", ma se c'è qualcosa di "stonato" non è che uno se la debba tenere per sè: e la "correzione fraterna"? Per non parlare, poi, delle "marachelle" più gravi. Irritante, indubbiamente, la spocchia di tanti cattolici che di cattolico hanno molto poco. Caso classico, "Sono credente ma non praticante", con o senza l'aggiunta "e non condivido quello che dice la Chiesa" (dove per "Chiesa si intende la Gerarchia). E' come dire "sono un tennista, ma non ho mai preso una racchetta in mano, però ho la tessera di un Circolo Tennis", oppure "Sono un giocatore di Bridge, ma lo gioco con le carte napoletane"...

Postato da folgore il 06/02/2013 01:14

Sarà, ma era stato lo stesso monsignor Crociata nel 2009 a parlare per certe omelie di “una poltiglia insulsa, quasi una pietanza immangiabile” per l’uditorio di fedeli “o, comunque, ben poco nutriente”. E aveva riferito che non dovrebbero essere strumento di invettive, mere “occasioni per scagliare accuse e contumelie, rimproveri e giudizi di condanna; ma anche il contrario risulta insulso, quando le nostre parole si riducono a poveri raccatti di generiche esortazioni al buonismo universale”. Quando si va, scusate, a sentire un'omelia che dura 25 minuti o più non mi dite che sonio criticone a dire che era troppo lunga, anche perché alla fine aveva detto quattro volte le stesse cose.

Postato da santrev il 05/02/2013 21:53

Chi ha scritto l'articolo dimostra chiaramente di non conoscere la realtà di come stanno le cose. La visione superficiale qui descritta vorrebbe mettere in luce una persona stupida, che si crede intelligente, ma che in realtà mette in luce solo la sua ignoranza. Le cose sono molto diverse secondo me. O per lo meno, esistono molte altre sfumature importanti che andrebbero analizzate con serietà. E forse le scoprirà anche l'articolista quando dedicherà parte del suo tempo a dialogare con queste persone. Ma finché se ne starà rinchiuso nel suo bel mondo dorato, potrà solamente sputare sentenze come queste, spacciandole per verità assolute. Criticare la chiesa non credo voglia dire andare contro il Vangelo. Con lo stesso metro una volta si valutavano i Giordano Bruno, mentre oggi si scrivono articoli insulsi come questo. In fondo la cosa che non viene fatta é la più semplice: non si descrive una realtà dopo averla vissuta o frequentata, ma la si descrive dopo averla osservata da lontano.

Postato da criticone il 05/02/2013 16:22

Forse nell'articolo c'è qualche errore: definite l'ateo credente colui che crede ed è zelante nei confronti della Chiesa. Allora il credente "normale" chi è? inoltre non si tratta di dare le stellette alle prediche ma bisogna riconoscere che ci sono molti preti (sottolineo molti) a cui manca il dono della sintesi e che durante l'omelia "lanciano" degli strafalcioni teologici abbastanza grossolani. Se un sacerdote dice che se uno non va a messa poi non deve si lamentare se ha una brutta malattia (esempio tratto da un fatto vero) mi permetto di "giudicare" lo strafalcione e senza avere la pretesa di fare il "critico teologico" cambio chiesa (e sacerdote) al più presto.

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