07
mar

Le interviste impossibili: parla il Corvo

  • Buongiorno signor Corvo, disturbiamo?
"Certo che disturbate, non li leggete i giornali?"
La capiamo, in questi giorni di conclave c'è molto da fare, però siete in venti...
Macchè venti, trenta, quaranta.... di Corvo ce n'è uno solo, me medesimo, in carta e ossa, diffidate delle imitazioni...
Imitazioni?
Certamente, io sono l'espediente migliore per poter scrivere qualunque cosa sul Vaticano, la Chiesa, il Papa, lo Ior, l'Apsa, le Congregazioni, i Pontifici Consigli, il Conclave, lo scandalo pedofilia, i francobolli della Santa Sede... Basta titolare: "Parla il corvo", ed è fatta, si può scrivere quel che si vuole. Liberi tutti. Una pacchia per qualunque giornalista. Chi ti può smentire? Ormai persino padre Lombardi, stremato, ci ha rinunciato. Sa, lui è un gesuita, abituato al rigore dei ragionamenti. E la prima conseguenza logica di un'asserzione, è che dietro l'asserzione ci sia un uomo in carne e ossa, o almeno un nome e un cognome... e invece.. quando in sala stampa uno alza la mano e fa una domanda un po' inopportuna (tipo "Le risulta che il nuovo presidente dello IOR abbia costruito la Bismarck, stia progettando la nuova portaerei della Cina, sia in affari con la Compagnia delle Indie? Che stia per arrivare in consiglio di Sovrintendenza un bobbista belga e un campione di salto in alto canadese? Che il Governatorato stia progettando un campo di calcetto sulla terrazza del Palazzo Apostolico?), il povero Lombardi ribatte: scusi, chi glielo ha detto? E il giornalista: lo ha detto il corvo! Di solito sono i tedeschi o gli americani: "Lo ha tetto il korven!", "The Raven told that". E a lui non resta che arrendersi...che altro dovrebbe fare? ha studiato pure il latino...amicus Plato, anzi, amicus Corvus, sed magis amica veritas. Ma in questo caso...
Sta dicendo che i corvi non esistono? Che sono pura fantasia?
Voi non avete capito niente! L'unico Corvo veramente certificato sono io, ovvero il nulla, la fandonia fantasmagorica allo stato puro, ovvero la proiezione di quel che dice il giornalista o che gli ha suggerito il direttore del suo giornale. Uno può scrivere quel che vuole, la menzogna, le tesi preconcette, la notizia inventata, la boutade del collega alla macchinetta del caffé. Infine arrivo io, il corvus ex machina, e si trasforma tutto in intervista. Et voilà, il gioco è fatto...Mi chiamo il Corvo, risolvo problemi...
Quindi i corvi non esistono, a parte lei, che non è in carne ossa, ma un proiezione dell'intervistatore...
Ma voi proprio non capite! Ma chi ha detto questo? Io ho solo detto che l'unico Corvo sono io. Poi magari ci possono essere i fac simile
I fac simile?
Sì, i fac simile, le imitazioni, i corvi veri, o meglio, quelli in carne e ossa. Che so: un maggiordomo del Papa, come pare sia accaduto in passato, o un estensore di lettere anonime. Ma il fatto è che l'andazzo ormai è tale che ormai perfino un curiale disposto a farsi intervistare sui francobolli vaticani preferisce comparire sotto anonimato. Oggi puoi essere anche un cardinale, ma se non ti presenti ai giornalisti in qualità di corvo (anzi meglio, "corvo rosso" nel caso dei porporati) non sei nessuno...ormai nelle redazioni manco ti ascoltano: pronto? Sono il cardinale Aldo Maria Valli, vorrei fare dichiarazioni sul conclave...Sotto anonimato? No, vorrei esternare. Allora no, mi spiace, non abbiamo tempo, magari più tardi, anzi ci mandi una bella mail che la valutiamo...le faremo sapere...
Ma come si fa a distinguere?
E' questo il punto. A volte intervengo io, come nella vostra intervista, a volte invece il corvo è un'imitazione, un prelato, un maggiordomo del papa, insomma cose così. Del resto da quando il corvo ha deciso di abbandonare le lettere anonime per planare sui tavoli delle redazioni, non si capisce più niente. Viviamo tempi cupi. non ci sono più i corvi di una volta...
Ma, mi scusi, se il corvo è lei, ma lei non esiste, è una proiezione dei giornali, allora vuol dire che...
Finalmente ci siete arrivati! Vuol dire che il Corvo in questo caso siete voi. Coraggio, cosa volete chiedermi? Fate in fretta che in ufficio ho la fila, davanti a Porta Sant'Anna...
 

Pubblicato il 07 marzo 2013 - Commenti (1)
05
mar

Cattolici e politica, non ci resta che sperare

Fanno riflettere, le parole del sociologo e politologo Alberto Gambino, professore di diritto Civile all'Università Europea di Roma, sull'ultimo sondaggio Ipsos dedicato al voto dei cattolici e al boom dei credenti che hanno votato Grillo: "Oramai i cattolici votano come tutti gli altri segmenti di elettori". Nessuna  sorpresa: votano così da almeno un ventennio (e anche prima, quando c'era la Dc). Ma il problema è un altro, e resta aperto: sapranno i cattolici provenienti da ogni schieramento fare massa critica al momento di votare per leggi che mettono al centro i valori del Vangelo? Sapranno convergere su temi quali quelli del principio e della fine della vita, della solidarietà umana, dell'accoglienza, dei principi della famiglia? Finora non è quasi mai stato così. Ma è lecito sperare, come fa beppe Del Colle sull'ultimo nuimero di Famiglia Cristiana: "Se il miracolo è già riuscito nel Dopoguerra con De Gasperi", scvrive Del Colle, "perché rinuncioare alal speranza che si possa ripetere"? Ma è triste constatare che dobbiamo solo sperare.

Pubblicato il 05 marzo 2013 - Commenti (0)

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