18
feb

Dimissioni del Papa: lezione per la politica

Le dimissioni di Benedetto XVI hanno fatto irruzione nella campagna elettorale italiana ottenendo almeno due risultati positivi: togliere un po’ di spazio nei notiziari ai politici onnipresenti e indurre qualcuno a riflettere sul vecchio adagio secondo cui a questo mondo nessuno è indispensabile.
Circa questo secondo punto, tuttavia, non è sicuro che i nostri politici abbiano appreso la lezione. Quanto poi al silenzio, che il Papa sta osservando in questa settimana di esercizi spirituali, e al nascondimento, che Benedetto XVI ha scelto per gli ultimi anni della sua vita, inutile dire che il mondo della politica è completamente sordo a tali richiami.

Abbiamo così il confronto quanto mai diretto fra l’universo dei contenuti e delle parole con un preciso significato, rappresentato dal Papa e dalla sua determinazione, e quello della superficialità e delle parole al vento, rappresentato da una politica che non sui vergogna di nulla. C’è da meditare, e non solo per i cattolici. I quali, in ogni caso, farebbero bene a unirsi in preghiera con il Papa, come ha chiesto il cardinale Ravasi con un tweet.
Mai quaresima giunse più opportuna.

Pubblicato il 18 febbraio 2013 - Commenti (1)
11
feb

Se i cattolici abboccano alle frottole elettor

«Dio ti vede, Stalin no», si leggeva sui manifesti della campagna elettorale del 1948. Ma oggi cattolici quando votano tengono conto della dottrina sociale della Chiesa? Per il sondaggista Nando Pagnoncelli «è un’illusione che i cattolici votino secondo la consonanza con i propri valori. Tutte le ricerche degli ultimi vent’anni evidenziano una sorta di affrancamento dai pronunciamenti della Chiesa sulla politica e l’agire. Indietro non si torna. Gli elettori mostrano anche una certa insofferenza rispetto a eventuali indicazioni che dovessero giungere dalle gerarchie ecclesiastiche.

Sempre più raramente la Chiesa è in grado di conformare i comportamenti dei cattolici, anche di coloro che vanno a messa. Non a caso si è parlato di una sorta di religione fai-da-te, dove il credente tende ad accettare o rifiutare l’insegnamento o le indicazioni della Chiesa in relazione alla maggiore o minore sintonia con il proprio stile di vita. È chiaro che anche le scelte elettorali rientrano in questo atteggiamento». Insomma, si prega, si vive, si vota, in dis-ordine sparso, come abbiamo già scritto. E i politica si crede un po' a tutti. Eppure i valori del Vangelo servirebbero. Non solo per orientare il voto ma anche per distinguere il grano dal loglio. E a non abboccare alle tante false promesse (quattro milioni di posti lavoro, il 75 per cento delle tasse da trattenere suil territorio, la cancellazione dell'Imu etc.) che stanno inquinando la campagna elettorale.

Pubblicato il 11 febbraio 2013 - Commenti (2)
29
gen

Benedetti cattolici

Cattolici e politica. O, se preferite, cattolici in politica. Il tema è sempre in prima pagina.
Il cardinale Bagnasco, nella prolusione alla Cei, ha detto che la politica deve smettere di essere “una via indecorosa per l’arricchimento personale”. Come si fa a non essere d’accordo? E poi Bagnasco ha ripetuto l’invito ad andare a votare. Un invito, scrive Agostino Giovagnoli su Repubblica, che “implica una critica dell’antipolitica e, per estensione, una presa di distanza da Grillo e dalle sue invettive”.

Pur senza citarlo, il cardinale ha risposto poi al sociologo De Rita, secondo il quale ci sarebbe un preoccupante silenzio dei cattolici nell’attuale campagna elettorale. E’ “quantomeno ingiusto – ha detto Bagnasco – guardare con sufficienza o, peggio, ironizzare sull’afasia dei cattolici e dei pastori”.

Un cattolico non afasico è Franco Monaco, che sull’Unità, anche lui in disaccordo con De Rita, ribadisce che “non si danno le condizioni per la ricostruzione di un partito simil-Dc”. Va bene, ma questi benedetti cattolici dove vanno?

Per chi voterà Comunione e liberazione?
, si chiede sul Manifesto Filippo Gentiloni. Risposta un po’ sconsolata: “Oggi il gruppo dirigente di Cl appare piuttosto diviso al suo interno e non in grado di indicare e sostenere partiti e candidati amici, come avveniva in passato”.
Insomma, su cattolici e politica continuano a scorrere fiumi d’inchiostro, ma l’impressione è che non vadano a sfociare da nessuna parte.

Pubblicato il 29 gennaio 2013 - Commenti (0)
23
gen

A chi importa dei valori non negoziabili?

Il cardinale Angelo Bagnasco, presidente della Cei, ha invitato i cattolici italiani a impegnarsi in politica, convergendo all’occorrenza sui valori cari al Vangelo. Ma siamo sicuri che serva a qualcosa?
I cattolici italiani hanno sempre negoziato i valori non negoziabili. Perché, tanto, in Italia, siamo tutti cattolici, a cominciare dal Parlamento. E’ cattolico Mario Monti ma anche Giulio Tremonti, lo sono Silvio Berlusconi, Pier Ferdinando Casini, Nichi Vendola, ma anche Piero Fassino e Pier Luigi Bersani, Rosy Bindi, Maurizio Gasparri e Carlo Giovanardi. Da Leoluca Orlando a Raffaele Lombardo e Totò Cuffaro, dall’ex pannelliano ed ex verde Rutelli al post-socialista Sacconi, dalla ex radicale Roccella al rottamatore Matteo Renzi, dall’ex musulmano Magdi Allam al superleghista Mario Borghezio, da Paola Binetti a Ignazio Marino, da Rocco Buttiglione a Romano Prodi, todos catolicos! Tutti, ma proprio tutti, cattolici!

E allora se tutti siam cattolici, vuol dire che in politica si può fare quel che si vuole: si possono chiedere leggi per impedire che i clandestini si curino al pronto soccorso come fanno i leghisti con l’assenso del Pdl, si può difendere la legge sull’aborto come usa la maggioranza del Pd. Si può fare a meno di una politica familiare. Si può essere favorevole alle nozze gay e persino all’adozione e all’affido da parte delle coppie gay come vuole il cattolicissimo Vendola, ma anche molti esponenti del Centrosinistra. Oppure si può considerare il lavoratore una merce contro la dottrina sociale della Chiesa, come prevede la riforma del lavoro.

Altro che convergere sui valori non negoziabil! I politici cattolici ci vanno divisi, spesso silenti, irrilevanti alla meta, a volte falsi e ipocriti come tanti pinocchietti.

Pubblicato il 23 gennaio 2013 - Commenti (6)

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