Quando Robben Island fece gol all'Apartheid.

24/06/2010
 Thulani Mabaso, ex prigioniero, posa nel campo di calcio di Robben Island.
Thulani Mabaso, ex prigioniero, posa nel campo di calcio di Robben Island.

Dedicato a tutti quelli che pensano che il calcio sia l’insensato affannarsi di 22 sfaccendati in brache corte dietro a una palla. Dedicato anche a quelli che sugli spalti di uno stadio danno senso alla loro esistenza, in mancanza di meglio, facendo “buu” all’avversario di colore diverso. 
    
    Gli uni e gli altri farebbero bene a leggere Molto più di un gioco. Il calcio contro l’apartheid (Iacobelli edizioni), libro scritto a quattro mani da due storici americani: Chuck Korr e Marvin Close. È la storia di un gruppo di prigionieri politici che hanno salvato la loro dignità di uomini ottenendo il permesso di far rotolare una palla dentro Robben Island, la prigione sudafricana simbolo della segregazione razziale, che mischiava criminali comuni e detenuti colpevoli di essere nati neri e di non essersi arresi al sistema.
    
    Mescolati secondo una filosofia carceraria che stava a metà strada tra l’isolamento di Alcatraz e l’abbrutimento di Auschwitz. È la storia di persone che, nell’ostinarsi a organizzare un torneo di pallone, fra gli anni ’60 e ’80 hanno imparato la solidarietà, il rispetto di sé e delle regole del giusto processo, e che hanno trovato, con mezzi pacifici, dignitosi e intelligenti, il modo di insegnare con l’esempio anche alle guardie più ottuse un altro sguardo sul mondo e, dunque, sul loro Paese. 
    
    Gli stessi autori nel 2007 hanno dedicato alla vicenda un film, More than just a game, diretto da Junaid Ahmed. Salvarsi dai lavori forzati sull’isola non è stato facile, ma molti ex detenuti hanno fatto strada. Se il Sudafrica ha avuto Mondiali di calcio è anche merito loro. Marcus Solomon ha fondato il Children’ Resource centre. Sedick Isaacs è un luminare dell’informatica medica. Dikgang Moseneke ha redatto la Carta costituzionale della Repubblica Sudafricana e Jacob Zuma dal 2009 di quella Repubblica è presidente. 
    
    A Robben Island in quegli anni, in isolamento, c’era anche Nelson Mandela. Nel silenzio ha sicuramente osservato. Diventato presidente ha saputo mettere a frutto il potere pacifico della palla, nel suo caso ovale. Il seme germogliato nella storia che ha dato vita al film Invictus, probabilmente, era stato seminato qui.

a cura di Elisa Chiari
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