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nov

Libertà di parola o di offesa?

Apprezzo i suoi editoriali e le sue risposte. Non mi ha soddisfatto, però, quanto ha scritto su Putin e le ragazze Pussy Riot. È giusto pretendere rispetto per il sentimento religioso di tutti. Ma nella lettera del lettore traspariva una certa soddisfazione per la condanna delle ragazze. Ora, tra il rispetto dei sentimenti religiosi e la difesa di uno Stato autoritario c’è una bella differenza. Si corre il rischio di essere percepiti come alleati del potere. Non credo che la protezione di un regime dittatoriale sia la migliore difesa dei valori religiosi. Sarebbe una strada pericolosa. L’abbiamo già sperimentata in passato. La Chiesa non ha bisogno di protezioni politiche. Il rispetto le viene dalla sua azione accanto ai poveri. La libertà è un bene troppo prezioso per essere barattato.

Francesco D. - Trento

Voglio chiarire subito che aver evidenziato che le Pussy Riot offendevano il sentimento religioso, oltretutto in un luogo sacro come la basilica Santo Salvatore a Mosca, non vuol dire giustificare condanne eccessive o regimi autoritari. Molti mezzi di informazione hanno, giustamente, stigmatizzato il duro intervento della polizia. E hanno appoggiato la battaglia per la libertà di pensiero in un Paese poco favorevole a chi dissente e contrasta il potere. Ma la libertà di parola non è libertà di offesa del sentimento religioso. Sono d’accordo con te, invece, sul fatto che la Chiesa deve fondare la sua autonomia non su appoggi politici. Ma sul suo messaggio di verità.

Pubblicato il 22 novembre 2012 - Commenti (10)

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Postato da degrel0 il 26/11/2012 11:43

Signor Branda non basta insultare,occorre argomentare.

Postato da santrev il 25/11/2012 20:34

Personalmente trovo molto positivo il fatto che le ragazze abbiano scelto una chiesa per lanciare un messaggio di condanna di un regime che da come abbiamo visto soffoca spesso la democrazia. Ciò significa che la chiesa ha un ruolo importante nei giovani russi. In fondo potevano anche lanciare un messaggio tramite internet, invece hanno ritenuto la chiesa più importante! A quanti da noi si scandalizzano per questo comportamento delle ragazze, vorrei ricordare come all'interno della chiesa troviamo ancor oggi la presenza di molti mercanti, nonostante l'esempio di Gesù che li cacciò in maniera esemplare. Per non parlare di molti politici cattolici, che difronte allo squallido comportamento del nostro ex presidente del consiglio non trovano mai nulla da dire, sorretti purtroppo anche da esponenti della gerarchia ecclesiastica!

Postato da brunoi il 25/11/2012 10:31

d@degereLO, condivido il tuo post che non é per nulla disgustoso. Non oseranno mai fare gesti dissacranti in una moschea per ovvi motivi.

Postato da LucianoT il 25/11/2012 01:15

Criticare quanto fatto dalle ragazze nella Basilica di Mosca, mi sembra più che lecito. Doveroso é, nel contempo, censurare e condannare quanto messo in atto dalle autorità nei loro confronti. (p.s. provo una grande difficoltà a comprendere gli interventi di alcuni, tra noi lettori, mi sento inadeguato davanti a cotanto eloquio...)

Postato da branda il 23/11/2012 16:27

@degreIO Che commento disgustoso!

Postato da degrel0 il 23/11/2012 11:46

Spero che queste ragazze che hanno a cuore la libertà di parola compiano la stessa impresa in una moschea.Tanto per vedere l'effetto che fa!

Postato da Giuseppe (Pino) Verbari il 23/11/2012 11:18

Dagli all’untore, mi sembra udire ogni volta che leggo o ascolto argomenti di alta intensità emozionale come i soprusi della burocrazia che hanno assunto un aspetto virale nei confronti dei cittadini. Per soprusi intendo tutte quelle cose che, frutto di illogicità burocratiche, vessano i cittadini in nome di una qualsiasi cosa vantata nel nome del bene comune. La fiducia dei cittadini nei confronti degli amministratori della cosa pubblica è ai minimi storici. Etica e moralità non sembrano far parte del vocabolario del buon politico. Ma c'è stato un tempo in cui questi erano i valori di chi sceglieva di perseguire il bene comune. Erano i tempi dell'impegno che caratterizzava una grande trasformazione per uscire da una crisi non solo economica ma anche morale. Le testimonianze di buona politica fanno bene: e, di buoni politici ce ne sono stati e spero che ce ne siano ancora Dico: spero che ce ne siano perché ho l’impressione, se mi permettere di usare un termine tipico della zoologia, in via di estinzione. Forse sarebbe opportuno clonarne alcuni Ce ne sono alcuni che, da quanto mi risulta in questi ultimi tempi, mi danno fastidio, per cose che alla fine risultano banali. Noto, quotidianamente, dei comportamenti, miei e altrui, e ogni sorta di atteggiamento e circostanze che contribuiscono a renderci stupidi. Mi sembra che fra tante ipotesi possibili tre siano particolarmente interessanti. L’ignoranza, la paura e l’abitudine. Anche il politico, volente o nolente è “vittima” di questi fattori. Qualcuno le ha definite “le tre sorelle della banalità”. L' ignoranza è alla base di tutte le altre afflizioni mentali, ed è, secondo me la più pericolosa. Se vogliamo che qualcuno venga a confortarci possiamo chiamare un prete, quello che ci aspettiamo dai politici invece, è che svolgano bene quella professione, per cui li paghiamo profumatamente, e che prevede tra le proprie prerogative la risoluzione di problematiche sociali. Purtroppo, alcuni politici vestono i panni di paladino per cose che pur rivestendo un carattere di problematicità, si rivelano incompetenti e privi di professionalità approfittando nella circostanza di situazioni esatte o meno per trarne opportunatamente vantaggio . Allora, abusano, molte volte, del loro status, perché si sentono intoccabili, per gettare fango sulla pubblica amministrazione non rendendosi conto che l’incompetenza e la mancanza di professionalità, loro appannaggio, potrebbero essere superate con un po’ di modestia. Se si informassero prima di coinvolgere i mass-media farebbero cosa gradita a tutti cominciando da chi si sente in difficoltà e indifeso e si è rivolto a loro per risolvere i suoi problemi vantando diritti e prestazioni con richieste anche corredate da menzognere balle e che il politico, il più delle volte potrebbe anche esserne involontariamente vittima a sua volta . E questa vale anche per chi viene coinvolto mettendosi a loro disposizione anche perché ciò, in questo caso, costituisce una perdita d’immagine con relativo costo per il buon giornalismo Quindi, se chiunque, prima di attivarsi nella tutela dei diritti, propri e altrui, si accertasse del vero e del falso, penso che, almeno il diritto di replica non avrebbe motivo di esistere. Tanto perché io e altri dipendenti pubblici, nonostante si riconosca l’esistenza di alcune “mele marce”, ci siamo stancati di assistere a trasmissioni e leggere di fatti e misfatti che non sono ne’ l’uno e ne’ l’altro e, ci siamo stancati anche di: notare, subodorare, intuire, ecc… “ chi ci marcia” sopra tutto questo marasma. Giuseppe (Pino) Verbari

Postato da Giuseppe (Pino) Verbari il 22/11/2012 13:52

Dagli all’untore, mi sembra udire ogni volta che leggo o ascolto argomenti di alta intensità emozionale come i soprusi della burocrazia che hanno assunto un aspetto virale nei confronti dei cittadini. Per soprusi intendo tutte quelle cose che, frutto di illogicità burocratiche, vessano i cittadini in nome di una qualsiasi cosa vantata nel nome del bene comune. La fiducia dei cittadini nei confronti degli amministratori della cosa pubblica è ai minimi storici. Etica e moralità non sembrano far parte del vocabolario del buon politico. Ma c'è stato un tempo in cui questi erano i valori di chi sceglieva di perseguire il bene comune. Erano i tempi dell'impegno che caratterizzava una grande trasformazione per uscire da una crisi non solo economica ma anche morale. Le testimonianze di buona politica fanno bene: e, di buoni politici ce ne sono stati e spero che ce ne siano ancora Dico: spero che ce ne siano perché ho l’impressione, se mi permettere di usare un termine tipico della zoologia, in via di estinzione. Forse sarebbe opportuno clonarne alcuni Ce ne sono alcuni che, da quanto mi risulta in questi ultimi tempi, mi danno fastidio, per cose che alla fine risultano banali. Noto, quotidianamente, dei comportamenti, miei e altrui, e ogni sorta di atteggiamento e circostanze che contribuiscono a renderci stupidi. Mi sembra che fra tante ipotesi possibili tre siano particolarmente interessanti. L’ignoranza, la paura e l’abitudine. Anche il politico, volente o nolente è “vittima” di questi fattori. Qualcuno le ha definite “le tre sorelle della banalità”. L' ignoranza è alla base di tutte le altre afflizioni mentali, ed è, secondo me la più pericolosa. Se vogliamo che qualcuno venga a confortarci possiamo chiamare un prete, quello che ci aspettiamo dai politici invece, è che svolgano bene quella professione, per cui li paghiamo profumatamente, e che prevede tra le proprie prerogative la risoluzione di problematiche sociali. Purtroppo, alcuni politici vestono i panni di paladino per cose che pur rivestendo un carattere di problematicità, si rivelano incompetenti e privi di professionalità approfittando nella circostanza di situazioni esatte o meno per trarne opportunatamente vantaggio . Allora, abusano, molte volte, del loro status, perché si sentono intoccabili, per gettare fango sulla pubblica amministrazione non rendendosi conto che l’incompetenza e la mancanza di professionalità, loro appannaggio, potrebbero essere superate con un po’ di modestia. Se si informassero prima di coinvolgere i mass-media farebbero cosa gradita a tutti cominciando da chi si sente in difficoltà e indifeso e si è rivolto a loro per risolvere i suoi problemi vantando diritti e prestazioni con richieste anche corredate da menzognere balle e che il politico, il più delle volte potrebbe anche esserne involontariamente vittima a sua volta . E questa vale anche per chi viene coinvolto mettendosi a loro disposizione anche perché ciò, in questo caso, costituisce una perdita d’immagine con relativo costo per il buon giornalismo Quindi, se chiunque, prima di attivarsi nella tutela dei diritti, propri e altrui, si accertasse del vero e del falso, penso che, almeno il diritto di replica non avrebbe motivo di esistere. Tanto perché io e altri dipendenti pubblici, nonostante si riconosca l’esistenza di alcune “mele marce”, ci siamo stancati di assistere a trasmissioni e leggere di fatti e misfatti che non sono ne’ l’uno e ne’ l’altro e, ci siamo stancati anche di: notare, subodorare, intuire, ecc… “ chi ci marcia” sopra tutto questo marasma. Giuseppe (Pino) Verbari

Postato da Andrea Annibale il 22/11/2012 13:22

Queste ragazze che hanno offeso la basilica Santo Salvatore di Mosca sono molto amate da Dio ma non lo capiscono. E’ necessario che vengano corrette ed educate dall’amore degli uomini, ad imitazione dell’amore che Dio ha sicuramente per loro. Resta il fatto di domandarsi se il carcere sia lo strumento più adeguato. Come si fa a far capire ad un giovane che sbaglia che Dio lo ama? Questa mi pare essere la vera domanda. Probabilmente, mostrandogli il lato bello della religione, mediante la musica sacra, le arti figurative e facendole partecipare alle opere di carità. Della cultura russa so poco e niente e tantomeno della religione ortodossa. Ogni nazione ha diritto di autodeterminarsi e la libertà religiosa è componente essenziale di questa autodeterminazione. Alla risposta repressiva deve accompagnarsi una proposta educativa che può essere accolta o respinta. La libertà di coscienza deve sempre avere l’ultima parola nel cuore di ogni uomo e donna. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

Postato da branda il 22/11/2012 13:08

A me delle Pussy Riot in particolare non importa nulla ma una Chiesa o un sentimento religioso che abbiano bisogno del carcere per essere difesi... be', secondo me, non meritano affatto di essere difesi. PS Senza contare i legami, spesso malavitosi, tra Chiesa Ortodossa e regime. O quelli che ci sono pure da queste parti...

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Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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