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feb

Niente lavoro ma porte in faccia

Èla prima volta che scrivo a Famiglia Cristiana. Non mi aspetto soluzioni, ma devo esternarle il mio stato d’animo che, in questo momento, mi fa star male. Ho aspettato per troppo tempo che mia figlia avesse un lavoro. Le ho dato la possibilità di studiare e laurearsi, con eccellenti risultati. Ha un curriculum invidiabile per titoli e referenze. Eppure, le porte le si chiudono in faccia. Non trova lavoro. L’ultima delusione è di qualche giorno fa. A quarant’anni si ha l’esigenza di essere indipendenti dai genitori e non di vivere a carico loro. So che tante giovani si offrono come merce in cambio di un lavoro. Sarà triste, ma non ci sono alternative. Purtroppo, bisogna vivere. E vivere vuol dire avere i soldi per mangiare e pagare l’affitto. A che serve essere onesti in un mondo di corrotti? Anche la fede in Dio vacilla. Certo, ci sono situazioni peggiori, ma è duro vedere mia figlia depressa e senza speranza, dopo l’ennesimo rifiuto. Non so più come aiutarla. Ho solo voglia di gridare la mia rabbia contro questo mondo di furbi e disonesti. 

                                                                                                                               Luciana

La rabbia è cattiva consigliera, anche se non mancano le ragioni per gridare al mondo la propria delusione. E per imprecare contro un mondo di furbi, corrotti e disonesti che fanno terra bruciata attorno ai sogni di chi, dopo anni di impegno e studi, trova solo porte serrate alle richieste di lavoro. Invidiare, però, le scorciatoie che altre persone praticano, con disinvoltura e senza remore morali, mettendo in dubbio la propria fede in Dio, non è la via da seguire. Anche se vedere la propria figlia quarantenne andare in depressione, nonostante le tante qualità, può sembrare il fallimento di una mamma. Ma così non è, non c’è da colpevolizzarsi. Le responsabilità vanno cercate altrove.

Pubblicato il 28 febbraio 2012 - Commenti (4)

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Postato da Europio il 03/03/2012 07:55

continuazione di precedente intervento che parla anche di lotta al randagismo come possibile fonte di posti di lavoro: segnalo il seguente articolo, mi pare che la posizione della Romania possa essere seguita in qualche modo anche da chi decide le norme in Italia (in primis il Parlamento) o una posizione analoga, che consenta prima della soppressione un affido selezionato e pienamente responsabilizzato. Ma resisterebbe all'opposizione degli animalisti? http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/444438/

Postato da Europio il 03/03/2012 07:28

Perchè non creare lavoro anche con la lotta al randagismo e con un controllo più approfondito da parte di comuni o consorzi di comuni contro cani lasciati in giro liberi a creare situazioni di pericolo, sia per l'igiene pubblica che per l'incolumità delle persone (finanziando il servizio anche con multe per proprietari che lasciano liberi i loro animali o non si curano degli escrementi da loro lasciati in giro)? In questi ultimi giorni, peraltro, anche tramite due tragici fatti, quello del camionista e quello dell'anziano sbranati da gruppi di cani randagi, vedasi ad esempio http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/cronaca/2012/03/03/visualizza_new.html_126515920.html e http://www3.lastampa.it/lazampa/articolo/lstp/444440/ a mio parere non sono casi isolati, cani randagi e/o lasciati liberi in giro penso che se ne vedano dappertutto, e penso che questa sia una delle tante situazioni venutesi a creare per un "non fare" dovuto sia alle polemiche sollevate da certi gruppi di animalisti e dall'altro dal fatto che con i tagli potrebbero essere venuti a mancare anche fondi per trattare le situazioni che sono da presupposto a queste tragedie. Credo che sia necessario fare delle scelte anche normative che a qualcuno potranno anche dispiacere ma che ritengo inevitabili, compresa la eventuale soppressione di animali che, lasciati liberi e senza controllo, manifestano anche per la fame i loro istinti più feroci. Prima l'uomo. Direttore, che ne pensa? Famiglia Cristiana se ne può occupare?

Postato da lflorinu il 02/03/2012 14:27

Ha proprio ragione "degrel0"! Per tanti anni, ed ancora lo faccio, ho valutato i curricula di tanti giovani e non più giovani ed ho dovuto decidere "questo SI e questo NO" e durante i colloqui mi sono capitate risposte del tipo "...ma per questa cifra preferisco restare a casa a non far niente!" Non è sempre così! (per fortuna). Ed allora dico a Luciana. Abbassa il tiro (non la guardia) e cerca occupazioni anche di più basso profilo, ma questo consiglio vorrei specialmente darlo alla Mamma! Auguri

Postato da degrel0 il 02/03/2012 09:32

Forse mi ripeto ma consiglierei ai giovani di accettare qualunque lavoro(purchè in regola)e poi cercare di migliorare.Se non si rompe il ghiaccio e si aspetta diventa tutto sempre piu' difficile.Nell'azienda del settore ambientale dove lavoro i giovani italiani non vogliono venire e allora ecco rumeni,albanesi e magrebini che nel giro di pochi anni si sono fatti la casa di proprietà.Una lezione per i nostri giovani!

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Don Sciortino

Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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