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Oggi la peggiore crisi è l'assenza di valori

Ho due osservazioni da farle. La prima su una sua risposta sul “gratta e vinci”. Se tutti avessimo il senso della misura nel gioco (e non solo in questo), non ci sarebbero tante famiglie sul lastrico! Bisognerebbe, quindi, non indurre in tentazione chi è debole. L’altra riguarda le mense della Caritas, sempre più affollate di gente. Cosa vera, purtroppo! Ma non dimentichiamo che molte di quelle persone sono in difficoltà perché hanno tenuto un tenore di vita molto elevato. E vogliono continuare a mantenerlo. Le pizzerie, i pub e le discoteche sono sempre strapieni di giovani e giovanissimi. E non solo il sabato. Ci vorrebbe più sobrietà. Bisogna rinunciare al superfluo, come l’ultimo modello del telefonino o il vestito firmato. Io non ho mai avuto complessi a indossare vestiti usati, che a mia cugina non andavano più. O ad accettare i “no” motivati dei miei genitori! Anzi, li ringrazio. Hanno saputo trasmettermi alti valori. Gli stessi che ho cercato di dare alle mie figlie e ai miei alunni. E ora anche ai nipotini, non senza difficoltà e contestazioni. Ovviamente, condivido la sua analisi sulla crisi economica, ma temo molto di più quella etica!

Anna di Bari

Almeno su due cose siamo in pieno accordo. Primo, sulla necessità di una maggiore sobrietà. In tutto, a cominciare dagli stili di vita di tutti i giorni. Non solo viviamo al di sopra delle possibilità, ma spesso siamo sopra le righe anche nelle parole e nei comportamenti. Non si tratta di austerità obbligata dalla crisi economica, ma di una scelta di valore. Solidale con le tante miserie e povertà che ci circondano. L’altro aspetto su cui concordiamo è sulle crisi d’oggi. La peggiore è senz’altro quella etica. Un mondo senza anima dà vita a una società individualista ed egoista. Dove a stare peggio saranno i deboli. Ma anche i più giovani, perché mancheranno loro modelli credibili da seguire.

Pubblicato il 27 settembre 2012 - Commenti (7)

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Postato da Libero Leo il 20/10/2012 10:29

Don Sciortino giustamente scrive che la peggiore crisi è senz’altro quella etica. E prosegue con “Un mondo senza anima dà vita a una società individualista ed egoista. Dove a stare peggio saranno i deboli. Ma anche i più giovani, perché mancheranno loro modelli credibili da seguire.”. Ma perché ci troviamo in questa situazione? Non sarà forse che moderni “predicatori” (professori, giornalisti, politici e buona parte dei preti) “predicano” quasi sempre i diritti e quasi mai i doveri? Ne consegue che i giovani pensano di dover avere e pretendere, quasi mai di dover fare e mettere a frutto i talenti che hanno in dotazione. E’ chiaro che chi predica diritti ottiene un facile consenso; ma è inevitabile che contribuisca grandemente alla “società individualista ed egoista” che poi denuncia.

Postato da Antonio 57 il 01/10/2012 20:22

Questa crisi economica è figlia della crisi etica che domina le elites dominanti del pianeta.La risposta a queste elites è vivere in modo alternativo : come fece Francesco dobbiamo scoprire la sobrietà e restarci. Solo così il consumismo sarà lasciato alle nostre spalle.La vita dei cittadini sarà più povera di prodotti ma più ricca di relazioni,di solidarietà,di pace, di fratellanza. Usciremo dalla competizione per entrare nella cooperazione . Eppure non tutto sarà risolto. " I poveri saranno sempre con noi". Ci sarà sempre da rimboccarsi le maniche, sempre da evangelizzare, da pregare, da pentirsi e convertirsi.

Postato da brunoi il 01/10/2012 15:32

curiazo,e ti pareva che non si tirassero in ballo le colpe della Chiesa! In cosa consisterebbe il lusso della Chiesa nelle manifestazioni pubbliche? Nei paramenti liturgici? Ma sono sempre gli stessi e magari vecchi di secoli. Le mitrie incastonate di perle preziose? ma se sono solo pezzetti di vetro artisticamente lavorati. E cmq non vengono indossati per vanita'.I palchi per le visite del Papa? Sono necessari come in tutte le manifestazioni e se non altro danno lavoro a ditte che magari si trovano in difficolta'.

Postato da curiazo il 30/09/2012 20:09

i valori esistevano '? Ho qualche dubbio : x lo più erano frutto di obblighi sociali, religiosi, politici. Se sono svaniti dobbiamo dare la colpa a chi li ha fatti svanire. E cerchiamo d' essere seri :ognuno s' assuma le proprie responsabilità, a cominciare dalla Chiesa e dal lusso sfrenato che mostra nelle manifestazioni pubbliche.

Postato da martinporres il 30/09/2012 01:18

Cosa dobbiamo aspettarci da una società come la nostra? Tra le altre cose basta vedere com'è strutturata la pubblicità televisiva, tutto intorno a noi ci invita a consumare.

Postato da brunoi il 28/09/2012 15:48

Franco Salis,perche'non ti proponi tu responsabile della rubrica al posto di Don Sciortino? Con la tua sapienza e le tue verita' chissa' quanta gente potresti aiutare!

Postato da Franco Salis il 27/09/2012 09:04

Sintetizzando posso affermare che vi sono due categorie di giovani. Quelli così detti docili e quelli meno docili. I primi sono quelli che si lasciano facilmente plasmare dagli educatori (genitore, parroco insegnante) e che non danno loro alcun problema anche se sostanzialmente incapaci e violenti, gli altri sono quelli che cercano una propria identità personale, sono difficili soprattutto nel periodo adolescenziale, che oggi non risponde più ai canoni e alle età di ieri. Per carità non trasmettere la nullità, non fare dei tuoi figli e nipoti l’immagine di te stessa: assolutamente incapace di leggere la realtà e internare i valori, che credi di possedere e trasmettere, mentre sei portatrice , lo dici tu, trasmettitrice di disvalori. Vedi per esempio come fai una lettura del tutto sbagliata e offensiva frutto della maleducazione dei tuoi genitori nei confronti di chi si reca ai servizi della “caritas” .La condizione umana (buona) ci porta col passare del tempo ad apprezzare i propri educatori, soprattutto i genitori, anche se questi sono stati pessimi educatori e ci hanno reso incapaci di leggere la realtà. Don Sciortino, possibile che non avverti di quanto grondi di presunzione, familismo e superbia questa lettrice? Chiedi a don Mazzi quanti suoi pazienti o ospiti hanno ricevuto questo tipo di educazione! Ciao

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Don Sciortino risponde

Don Sciortino

Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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