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Quella moglie maltrattata dal marito

Le confesso la mia delusione per la sua risposta alla lettera della signora maltrattata dal marito (FC n. 50/2011). Ho avuto l’impressione che non abbia dato un grande aiuto morale a quella donna. In fondo, lei consiglia la separazione. Una scorciatoia in linea coi tempi. Lei cita anche il cardinale Tettamanzi, ma il tono secco non mi sembra lasci molti spiragli. Nessuna possibilità di appello per il marito. Nessun invito a un dialogo a distanza. Prima di consigliare di sfasciare una coppia, varrebbe la pena pensarci un po’ su. Glielo dico per la mia esperienza di marito e padre, fatta anche di ripicche e litigi. Ma non lascio mai che la stanchezza abbia il sopravvento. Va suggerita più spiritualità, per mitigare le vicendevoli manchevolezze.

Giovanni F. - Verona

Quella coppia era già sfasciata. E tutto quello che era possibile fare, era già stato fatto. Cioè, le stesse cose che tu, caro Giovanni, consigli. Nessuna scorciatoia, quindi, in linea con le mode del tempo, che vedono tanti matrimoni sciogliersi per un nonnulla. Senza alcun tentativo per salvarlo. Torno a insistere su una seria preparazione alle nozze. E al recupero del fidanzamento come cammino di conoscenza e crescita, in vista di una scelta decisiva nella vita. Per non ritrovarsi sorpresi, dopo il rito, con una persona diversa. L’amore, spesso, è istintivo. Un colpo di fulmine. Ma un serio progetto di vita a due richiede anche concretezza e piedi per terra. Non è un’avventura da affrontare con superficialità e improvvisazione. E vada come vada.

Pubblicato il 20 settembre 2012 - Commenti (5)

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Postato da catirac il 25/09/2012 16:35

Perché alcuni commenti sono scomparsi? Che dialogo e'?

Postato da domenico paris il 24/09/2012 08:36

Avete mai assistito ad un corso di preparazione al matrimonio? Beh se non lo avete fatto fatelo , capirete tante cose! Io continuo a chiedermi, e non è una favola!, come si può "sprecare" una serata del corso a spigare il metodo Billings a giovani coppie che uscite dalla sala riunioni nella maggior parte dei casi andranno a fare sesso? Non sarebbe meglio presentare a queste coppie Gesù e poi magari aspettarsi che in piena coscenza decidano di non sposarsi in chiesa? Non è che nelle parrocchie ci si accontenti di potere mettere in bella mostra , a fine anno , le cifre e non si gurda piuù alla sostanza?

Postato da vdiste1939 il 21/09/2012 16:38

nessuno è in grado di sentenziare come fa il lettore degrel0, sono forse idonei al giudizio solamente gli sposati? oppure gli avvocati divorzisti?. purtroppo se non ci si casca i fatti sembrano poter accadere solo agli altri. io ritengo che lo sfasciarsi di tanti matrimoni, sia civili che relgiosi, dipenda molto dalla incapacità di accettare sacrifici"a comprendere" l'altro e all'egoismo. ho davanti miei occhi 2 casi incresciosi capitati a 2 giovani lasciati dalla moglie dopo 7 e 5 anni di fidamzamento assolutamente in armonia.

Postato da paciugone il 20/09/2012 13:57

Al di là del commento di dehreIO, ovvio ma non scontato (non dimentichiamoci l'esperienza della confessione che se non implica la pratica certamente rende testimonianza alla conoscenza di moltissime e variegate situazioni), io mi chiedo (e sono una vecchia "parte in causa") ma il fidanzamento serve veramente a qualcosa? Sono a conoscenza di separazioni a cui gli sposi pervengono dopo pochi mesi dalle nozza (se civili o canoniche non ha importanza) e dopo convivenze durate anche oltre i 5-7 anni; e con impegmi economici di rilevante importanza come un mutuo per l'acquisto della casa cointestata. Secondo me è una questione di "maturità": il "convolare a giuste nozze" dovrebbe essere un prendere coscienza dell'impegno ad un rapporto mutuo in ogni aspetto dell'esistenza, sia spirituale, che morale, che fisico che materiale. Se il "coniuge" non sente di far parte della "stessa mela", ma solo di essere uno dei frutti nella fruttiera, il matrimonio, la convivenza sono minati in embrione. Per esempio basta il desiderio di discendenza da parte di uno dei due partner ed anche il rapporto più "annoso" si infrange difronte a valutazioni diverse da quella che dovrebbe essere l'unica vera "forza motrice": il proiettare noi stessi nel futuro, da oggi e per sempre.

Postato da degrel0 il 20/09/2012 12:08

Senza offesa,chiederei ad un sacerdote consigli di vario genere e conforto spirituale su vari aspetti della vita ma certamente non sul matrimonio.Certe esperienze si fanno direttamente sul campo e a volte non bastano.

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Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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