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Italia cattolica, ma corrotta?

Sto riflettendo sulla nostra povera Italia, e mi chiedo come abbia potuto degenerare a tal punto da essere peggiore di tanti Paesi europei, che non hanno la nostra cultura cattolica. Da noi non c’è legalità, l’evasione fiscale è diffusa, l’individualismo è esasperato, manca il senso dello Stato e di appartenenza alla società, la furbizia è assurta a virtù, non esiste la certezza della pena, la volgarità è ostentata, la corruzione è diventata sistema e il Parlamento è spesso una gazzarra. Non è piacevole dipingere un quadro a tinte così fosche di questo “disgraziato” Paese. Purtroppo, è la realtà che abbiamo sotto gli occhi. Possiamo solo esibire primati negativi, che ci screditano nel mondo. Perché tutto ciò avviene in un Paese cattolico per eccellenza come l’Italia?

Renato M. - Padova

È impressionante questa lista di mali italiani, caro Renato. Ma è anche difficile contraddirti o presentare un quadro con tinte meno fosche. Perché tutto ciò avviene in un Paese così cattolico come l’Italia? Forse, dovremmo chiederci se cattolici lo siamo davvero. Non solo di nome, ma anche di fatto. All’anagrafe battesimale l’Italia è cattolica quasi al cento per cento. Ma quanto la fede è solo un fatto di tradizione e quanto, invece, incide sui nostri comportamenti quotidiani? Lo stile di vita cui è improntata la società spesso fa a pugni con i princìpi evangelici e la dottrina sociale della Chiesa. Oggi, non conta più l’essere, ma il possedere, l’apparire, il successo e i soldi. Ai credenti spetta il compito d’essere “lievito” e “sale” per dare un sapore cristiano alla vita e alla società. Non solo a parole, ma soprattutto con la testimonianza e l’impegno civile.

Pubblicato il 28 marzo 2012 - Commenti (10)

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Postato da sun il 02/04/2012 17:50

Io penso che i politici andrebbero tutti tutti cambiati e con altri che non siano... parenti di questi!!!!

Postato da branda il 02/04/2012 15:09

Se - io ateo - posso permettermi di intervenire in questo vostro dialogo per esprimere la mia opinione, non posso esimermi dall'affermare che, se l'Italia è corrotta, ciò è dovuto in buona parte proprio a causa della Chiesa cattolica che, di fatto, insegna ad abdicare al giudizio razionale e alla propria responsabilità (fatta salva la "teoria" contenuta nei testi sacri - a loro volta epurati delle centinaia di esortazioni alla violenza e all'adesione acritica alle più varie stravaganze). In verità, uno studio anche solo superficiale dell'antropologia ci mostraa come tale atteggiaamento e sue coseguenze sia tipico anche di altre culture primitive fondate sulla religione (e non, perlomeno, sulla spirtitualità o sull'etica). Insomma, non si può pretendere onestà e limipidezza da parte di politici e cittadini e poi propugnare eventi sguaiatamente miracolosi, condotte morali drammaticamentee contraddittorie, pacifismo fondato sulla negazione del diverso e... tutte quelle cose che conoscete meglio di me vivendoci immersi. Buona giornata!

Postato da Libero Leo il 31/03/2012 11:33

Mi pare che solo DegreIO cerca le cause della situazione. Gli altri, a cominciare da don Sciortino, si limitano a constatare, denunciare e criticare. Sarebbe molto interessante una indagine sulle cause che hanno portato all'attuale situazione. DegreIO ne individua una nel periodo del consociativismo. In effetti in quel periodo ci fu un'evidente caduta di quegli ideali che nel dopoguearra portarono al potere la DC. Si cominciò a spendere e sprecare come mai prima, pensando a sè stessi ed a danno delle generazioni future. Ma forse vi sono altre cause che hanno portato all'attuale situazione....

Postato da giorgio traverso il 30/03/2012 18:38

EGR.Don sciortino.Lei dice:ai credenti spetta il compito d'essere lievito e sale della nostra soietà.Con tutto il rispetto,le dico che gran parte dei credenti,sono peggio degli altri.Ce lo dimostra la vita di tutti i giorni,per non parlare poi dei politicanti cattolici. giorgio traverso

Postato da degrel0 il 30/03/2012 11:41

La corruzione si è sviluppata alla grande quando al governo c'era il partito cattolico per antonomasia e all'opposizione il partito difensore dei lavoratori.Ambedue si spartivano il bottino lasciando le briciole ai partiti minori.La corruzione di oggi è figlia di quell'epoca.

Postato da mc.ch il 29/03/2012 23:09

sembra proprio che perchè cattolica l'Italia sia più corrotta della cultura protestante, dove in effetti il male si eprime in un maggior tasso di omicidi/ violenze sulle persone...meno grave rubare che uccidere, sembra essere così da noi latini.. anche se rubando si danneggiano non una, ma centinaia e migliaia e migliaia di persone...

Postato da curiazo il 29/03/2012 20:49

sull' etica protestante ho dei dubbi : pensiamo agli evangelici Usa : hanno spinto Bush alla guerra in Irak ed in Afghanistan senza prospettive. Per abbattere Saddam bastava chiamare quelli che hanno fatto le stragi del 92 in Sicilia. Ed a Kabul c'è una guerra di logoramento che non porterà a nulla. E poi costoro sono contro l' aborto ma non vogliono l' assistenza medica x i poveri, bambini compresi. Non li uccidono come feti, ma li lasciano morire da vivi....

Postato da DOR1955 il 29/03/2012 10:07

Condivido Don Antonio. Aggiungo, se un cattolico è Cristiano (come dovrebbe essere, o sbaglio?) la risposta è nella domanda del "compaesano" Renato; non siamo cattolici ne tanto meno Cristiani. Siamo ipocriti (non tutti grazie a Dio) governati e gestiti da tempo immemore da ipocriti all'ennesima potenza. E la chiesa, quella degli uomini (non quella Vera, quella di Dio), come altre volte ho avuto modo di esprimere, ha una sua parte di responsabilità! E riferendomi alla conclusione di don Antonio, "Ai credenti spetta il compito d'essere "lievito" e "sale" per dare un sapore alla vita e alla società ....", è vero, verissimo; il male è che per quanto "lievito e sale" il vero credente metta "in tavola" c'è sempre qualcuno (milioni) che invece di metterci la "farina" e fare pane (materiale e Spirituale), ci mette sabbia. Inficiando ogni sforzo teso al bene comune.

Postato da luciocroce il 28/03/2012 21:22

Secondo molti, l'etica dei Paesi protestanti appare "migliore", non tanto quella privata quanto quella pubblica. Sarà vero? E, se fosse vero, è solo un caso? O, viceversa, è una fandonia? Mi rendo conto che a toccare questo tasto si corre il rischio di essere tacciati di anticlericalismo. Però penso pure che, seppure l'ipotesi fosse soltanto parzialmente verosimile, una franca riflessione da parte nostra su questo punto potrebbe riuscire utile, non per una sorta di complesso di inferiorità nei confronti dei fratelli protestanti ma per capire se c'è qualcosa che non va nel modo in cui noi cattolici abbiamo praticato fin'ora il Cristianesimo (pensiamo anche - ad esempio e per analogia - al radicamento ed alla diffusione della criminalità organizzata, i cui affiliati generalmente si presentano come "buoni" cattolici). Cordialmente lucio

Postato da Andrea Annibale il 28/03/2012 15:07

Una società giusta è una società dove si raggiunge una alchimia felice tra valori contrapposti. L’indice o, se si preferisce, la bilancia dei valori antitetici deve essere né 0 né 100, ma possibilmente 50. Una assoluta disciplina del Parlamento significa spesso 0 in libertà. Una mancanza totale di corruzione può significare che non c’è Stato sociale e manca una classe politica e burocratica autorevole. Cioè, può significare liberismo cosiddetto selvaggio o estremo che dir si voglia. Infine, va trovato il giusto bilanciamento tra libertà e tolleranza. Dove c’è “tolleranza zero”, c’è probabilmente più disciplina ma anche meno libertà. Questo non significa mettere il salame sugli occhi di fronte ai mali della società italiana, ma il nesso con il cattolicesimo non lo escludo, ma neppure lo vedo dimostrato. L’idea morale che confonde peccatore e malvagio è fonte di molti guasti, perché si presume che tutti pecchiamo in modo uguale e tutti incontriamo la misericordia di Dio e della Chiesa. E’ un concetto a mio modesto avviso falso. Dio detesta il malvagio (e odia la malvagità più che la persona del malvagio) e ama il giusto. Così dovremmo fare noi. A me pare che ci sia un potere di ricatto abnorme del funzionario pubblico e del politico di professione verso gli operatori economici. Mi pare inoltre che ci sia un uso abnorme della responsabilità penale in luogo della responsabilità disciplinare (come ha rilevato la Corte dei Conti nella sua relazione annuale). Una società molto severa moralmente, a volte lascia indietro molte persone per “salvarne” altre. Ma io voglio essere salvato da Dio, non dallo Stato. La “rieducazione” morale la lascio al calvinismo sociale e a Pol Pot (ed affini), due estremi che forse si toccano. Dio ce ne liberi per quanto attiene l’Italia! Facebook: Andrea Annibale Chiodi; Twitter: @AAnnibale.

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Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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