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La nuova Chiesa dei poveri

Vorrei che mi aiutasse a capire quali sono gli scandali, veri o presunti, i “corvi”, le lotte di potere, le speculazioni e le beghe che hanno offuscato il volto della Chiesa, di cui avete scritto sulla rivista. O anche le “sporcizie” di cui anche lei parla. Perché si chiede al Papa di riformare la Curia? Mi verrebbe da pensare che voglia restare nella residenza Santa Marta per non dover frequentare persone che non lo meritano, ma non sarebbe da lui. Per non dover pensar male di tutti quelli, specie i cardinali, che sono attorno al Papa, ci dia indicazioni più chiare, per la fiducia e la stima che ho di lei.

Una vecchia abbonata
Conegliano (Tv)

La Chiesa è santa per sua natura, ma peccatrice perché è composta da uomini con i loro pregi e difetti. Ed è sempre da riformare, perché nel campo del Signore, assieme al grano, cresce la zizzania. Benedetto XVI, in più occasioni, ha espresso sgomento per «la veste e il volto così sporchi della Chiesa», vedendo come «nella rete di Pietro si trovano anche pesci cattivi », e come «la nave della Chiesa naviga con vento contrario». Il nuovo corso di papa Francesco ci sta riconciliando con il volto bello della Chiesa.

Pubblicato il 29 maggio 2013 - Commenti (1)

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Postato da Andrea Annibale il 29/05/2013 20:22

Il ministero di Papa Francesco pone la povertà come modello centrale di testimonianza, di predicazione, di guida della Chiesa. La collegialità nella guida della Chiesa è, inoltre, un impegno che il Papa ha preso richiamandosi umilmente al semplice titolo di Vescovo di Roma. Il Papa stesso ha detto che non vuole restare isolato. Vuole mangiare alla mensa con gli altri. Questo può essere un modo di riformare la Chiesa? Sì, la Chiesa è sempre da riformare semplicemente perché ha una vita dinamica che rappresenta poi la sua Storia. Non perché la Chiesa sia sempre sbagliata o perché gli uomini di Chiesa commettano solo errori. Servizio nella povertà sembra essere il concetto chiave del modello di testimonianza offerto da Papa Francesco. Non credo ci siano intrighi e complotti nascosti. Quello che doveva venire alla luce è venuto alla luce. Neppure dobbiamo sottovalutare la croce che ha portato Benedetto XVI, il predecessore di Papa Francesco, per il bene della Chiesa. Ha sofferto molto per le vicende relative al cosiddetto “corvo” e ha portato la croce per il nostro bene. Poi, con un atto rivoluzionario, ha aperto nuovi orizzonti alla Chiesa, orizzonti che adesso possiamo solo intravedere. Restiamo in attesa di quale Enciclica scriverà eventualmente Papa Francesco. Forse, una Enciclica sulla povertà come forma di servizio supremo alla Chiesa. Gli Apostoli con Gesù avevano una cassa che teneva Giuda Iscariota (Giovanni 13, 29). Ecco che il rapporto con il denaro e con i poveri diviene cruciale e paradigmatico per la Chiesa. Gli uomini di Chiesa, chiamati a gestire la cassa corrono il rischio di seguire Giuda Iscariota cui non importava nulla dei poveri ed, anzi, era ladro, rubava alla Chiesa stessa (Giovanni 12, 6). La figura di Giuda secondo questo Papa è attuale ancora oggi. La Chiesa ha i suoi Giuda, sì e no. Secondo me, la figura storica di Giuda Iscariota è, per alcuni aspetti, unica e irripetibile e, per altri aspetti, attuale. L’elemosina va fatta con il cuore onesto e penitente. Chi ruba alla Chiesa sarebbe meglio che abbandonasse l’abito sacerdotale. La vera ricchezza della Chiesa è la luce di Cristo che porta al servizio nella povertà e della povertà. Quando ho scritto che sognavo una Chiesa ricchissima (espressione che ha suscitato polemiche), volevo solo intendere che la Chiesa ha una grossa responsabilità nel gestire le ricchezze che possiede con spirito di servizio e di povertà. E mi auguravo che la Chiesa attiri sempre più risorse per restituirle come linfa vitale per la Chiesa-povertà. Gesù aveva una sorta di piccolo conto in banca rappresentato da questa “cassa degli apostoli” gestita da Giuda Iscariota. Il rapporto di Gesù con il denaro dovrebbe ovviamente diventare modello universale per tutti i fedeli. E anche i fedeli laici dovrebbero essere maggiormente edotti su come i beni comuni della Chiesa vengono gestiti fino, eventualmente, ad essere coinvolti e consultati circa la gestione di tali beni. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

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Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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