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giu

Quel marito talebano tutto casa e chiesa

Sono sposata da venticinque anni, con due figli stupendi e un ottimo lavoro part-time, che mi consente di seguire casa e famiglia. Non abbiamo nessun problema economico. Tutto filerebbe liscio se non fosse per quell’integrista e “talebano” di mio marito. Santa Messa e rosario tutti i giorni, nonché Radio Maria la sera. A casa non si deve sprecare nulla, perché lui ha fatto una scelta di povertà. Tanto meno fare un acquisto, se non è strettamente necessario. Quando mi tolgo qualche piccolo sfizio, mi si scaglia contro con pesanti giudizi morali, manco fossi una
donna di strada. Tra di noi niente regali ai compleanni e a Natale, perché i poveri sono alle porte. Le pare possibile, nel nome del cristianesimo, vivere così? Mai un gelato o una pizza con gli amici. E guai a invitarli a casa. Immagini con quale idea distorta della religione stanno crescendo i miei figli. Non ce la faccio più. Manca solo che mio marito chieda la dispensa al vescovo e che si ritiri in un monastero!

Carla - Pisa

Con questa mentalità, cara Carla, tuo marito farebbe danni anche se si ritirasse in un monastero. Non c’è appello a qualsiasi principio religioso che possa permettergli di non rispettare gli altri. A cominciare da voi familiari, che siete le persone più vicine e preziose che lui abbia. La sua è una pessima immagine che dà del cristianesimo. Piegare la preghiera per giustificare comportamenti gretti e meschini è una mistificazione. Una forma masochistica della vita. Non ce lo chiede nessuno, neanche il Signore. Altra cosa, invece, è perseguire uno stile di vita sobrio, che non ceda alle mode consumistiche ed edonistiche del momento. Ma nel caso di tuo marito siamo alle soglie della patologia, rivestita da afflati religiosi. Dici bene tu stessa: «Questa è un’idea distorta della religione». Aiutalo, se puoi, a comprendere la gioia del dare e della gratuità. Il cristianesimo è gioia. È visione positiva della vita. Immagino che tuo marito sorrida anche poco!

Pubblicato il 15 giugno 2011 - Commenti (24)

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Postato da folgore il 20/06/2011 10:20

A me interesserebbe, però, sentire anche l'altra campana. Ovvero quanto afferma il marito, che non sempre rappresenta (a prescindere) il "padrone" della situazione, anzi....

Postato da Victoria il 19/06/2011 00:53

Mi sento chiamata in causa da Franco Salis, al quale dico che è vero che l'innamoramento cieco può nascondere la verità, ma solo in parte. Il periodo di fidanzamento ( parola ormai passata di moda) ha lo scopo di una conoscenza reciproca non superficiale. Conosco diverse coppie che, dopo un certo periodo di vicinanza ed essendosi rese conto di non poter superare le loro divergenze e di non poter accettare i "difetti" dell'altro, anche con sacrificio si sono separate prima di arrivare al matrimonio. Del resto, oggi assistiamo-ed è inconfutabile- a molti matrimoni che vanno in fumo dopo pochi mesi o dopo qualche anno, proprio perché ,dopo la fase della "magia" a matrimonio avvenuto, vengono a galla, e si vedono bene, aspetti deprecabili della personalità dell'uno e dell'altra. Ed oggi, a differenza di una volta, non si è più disposti a sopportare.È un dato di fatto.Ed è anche il motivo per cui sono diminuiti i matrimoni, anche civili, e sono aumentate le convivenze. Dirò di più: oggi anche alcune coppie attempate, a costo di suscitare critiche e pettegolezzi, si ribellano ai soprusi sopportati per tanto tempo da parte dell' uno o dell'altro (più spesso il responsabile è il marito-padrone), e si separano. A questo punto potrei fare un lungo discorso sociologico, ma lo evito perché non mi sembra il caso. Dico solo: apriamo bene gli occhi su quanto accade intorno a noi e cerchiamo i perché di tante situazioni. Non giudichiamo, ma valutiamo. Anche la Chiesa deve farlo, deve studiare bene la realtà alla quale deve stare ancorata, cosa che ha spesso rivendicato come un diritto, e che secondo me è, prima di tutto, un dovere.

Postato da dino avanzi il 18/06/2011 16:25

Don Sciortino,nella risposta alla signora Carla, segnala che siamo alle soglie della patologia; sono d'accordo con Don Antonio, proprio per questo è utile rivolgersi ad uno specialista. La preghiera è utile e indispensabile, però non si sostituisce alla scienza medica e psicologica.

Postato da Franco Salis il 18/06/2011 12:28

Caro dino,credevo di aver concluso le mie osservazioni,quando leggendo il tuo post,mi sono sentito provocato,nel senso buono del termine. Dici: “Per certificare una patologia occorre una diagnosi e le diagnosi le fanno le persone competenti.”Ma scusa Don Sciortino non ha fatto una diagnosi si è limitato a dire “alle soglie di una patologia” E questa non è una diagnosi. Io sono andato oltre “è ben dentro la patologia” e anche questa non è una diagnosi. Se tu vedi una persona che vuole gettarsi dal ponte,se aggredisce malamente un passante e urla frasi sconnesse,hai bisogno di essere psichiatra per affermare che trattasi di soggetto psicolabile?Ma tu affermi una altra cosa dalla quale dissento: Dici “In questo caso la "soluzione" non è la preghiera, ma il ricorso alla scienza medica”. Le due cose non sono affatto incompatibili anzi! Tieni presente che “a Dio tutto è possibile” quindi si può servire anche di uno psichiatra NON credente per fare il “miracolo” della guarigione,miracolo che può passare eventualmente anche attraverso le medicine. Le medicine sono frutto della scienza,la scienza (cheche ne dicano i laicisti) è un dono di Dio. Quindi la preghiera è utile,direi indispensabile,purché non sia pagana,cioè ti abbandoni comunque alla volontà di Dio. “allontana da me questo calice,Padre,ma sia fatta la tua e non la mia volontà”.Inviti alla lettura di Victoria il 16/06/2011 12.25 “Prima di tutto chiederei a Carla come mai non si sia resa conto prima, quando era fidanzata, di come fosse il suo futuro marito”.A parte questa espressione,condivido tutto il resto. Ma, scusa Victoria, hai già dimenticato che quando si è innamorati tutto il mondo è cosparso di petali di fiori? Il fatto è che il parroco accoglie i nubendi,dà qualche informazione suggerisce metodi di riflessione,ma quando sei innamorata ,sei disposta ad accettare tutto,anzi ti ci ritrovi bene in tutte le cose che dice il parroco. Leggiti in proposito ciò che ha scritto Papa Giovanni Paolo II nella sua “Familiaris Consorzio” a proposito dei nubendi non del tutto convinti. Esorta i parroci a benedire le nozze.E’ stato un errore di cui stiamo pagando il prezzo e solo oggi si sta cercando di porre rimedio. Ciao

Postato da folgore il 17/06/2011 23:46

Allora lei cita wikipedia e io la cito ugualmente, perché i talebani o talibani non sono solo studenti (significato troppo generico), ma "studenti delle scuole coraniche". Tra l'altro il termine cambia di significato con la guerra dei russi contro l'Afghanistan (quando gli USA ed il Pakistan hanno finanziato esattamente le scuole coraniche per formare una opposizione al regime comunista). Tra l'altro non riuscirei a capire il senso della frase della moglie (dire ad uno studente non ha senso, dai su che vorrebbe dire, forse che studia ad una scuola?). Non è colpa mia se oggi a sottolineare una qual indicata inferiorità del prossimo lo si definisce "talebano". Infatti si indica nel talebano il talebano il fondamentalista (la moglie l'aveva definito prima integrista). Tra l'altro potrebbe chiedere se erro a quel partito che aveva scelto il motto "NO VATICAN - NO TALIBAN!" che certamente non avrebbe senso a tradurlo in "NO VATICANO - NO STUDENTE".

Postato da dino avanzi il 17/06/2011 21:56

Don Sciortino scrive:"Ma nel caso di tuo marito, siamo alle soglie della patologia, rivestita da afflatti religiosi". Per certificare una patologia occorre una diagnosi e le diagnosi le fanno le persone competenti. Io prego con la signora Carla per aiutare suo marito e non voglio assolutamente dividere la sua famiglia. Sono anche consapevole che la religione e la scienza medica ( in questo caso la psichiatria) agiscono in ambiti distinti e l' una non deve invadere il campo specifico dell'altra. Nostro Signore ci ha dotati dell'intelligenza e prego perché questo grande dono, che il Signore ha fatto ad ogni uomo, venga usato correttamente e nel caso specifico per condividere con la Signora Carla il suo problema, cercando con lei un "tentativo di soluzione". In questo caso la "soluzione" non è la preghiera, ma il ricorso alla scienza medica. Ho 52 anni non ho grandi studi e non scrivo bene, però cerco di usare il buon senso, sapendo che quando si tratta di casi umani siamo tutti gravemente responsabili di quello che scriviamo. Vi invito a leggere lo scritto della signora Victoria, mi sembra interessante.

Postato da Franco Salis il 17/06/2011 19:03

@ ManueleComneno il 17/06/2011 11.50,prendo atto della tua volontà e infatti dicevo “forse ti sei espresso male”,ma quello che hai scritto è di una violenza inaudita. Se una famiglia decide liberamente di andare a Messa e recitare il Rosario in casa o in chiesa,o uno che non ha relazioni familiari,chiudersi in convento,non solo non c’è niente di male ma è da incoraggiare l’iniziativa. Però dallo scritto della signora,appare evidente,”oltre ogni ragionevole dubbio” ,che sia in atto una feroce violenza. Guarda che questo fenomeno della violenza,non necessariamente di natura pseudo religiosa,(dico pseudo perché religione e violenza stridono perché in contrasto fra loro) è molto più diffuso di quanto pensi. Ti dirò di più che molto spesso determina una patologia che va sotto il nome di “sindrome di stoccolma”(difesa del carnefice e col tempo carnefice essa stessa,sotto differenti forme). Don Sciortino dice “ alle soglie della patologia” NO,ci siamo dentro sino alle midolla . Del resto come concili uno sviluppo armonico delle attività cognitive con una simile violenza?La religione, la preghiera aprono alla comunicazione. In quel gruppo di persone, perché famiglia non è,non vi è alcuna comunicazione. Tu parli addirittura di “dialogo”,ma sai che cosa è il dialogo autentico? E’ l’offerta totale di sé gratuita senza alcun ricambio. Là dove dici “comunque il marito della signora abbia spesso occasione di leggere o comunque sentire il Vangelo, andando ogni giorno a Messa e ascoltando abitualmente Radio Maria)”. No, No, No, quel “marito” sente solo se stesso. Quando va a Messa o recita il Rosario,lui sente solo se stesso e si compiace del suo atteggiamento violento. Basta con difendere “LA FAMIGLIA VIOLENTA”.Purtroppo la chiesa è stata nel passato corresponsabile.In nome di una istituzione/comunità nobile,si colpisce l’Uomo che dopo Dio occupa il primo posto sulla terra. Che quella signora debba offrire il suo sacrificio della Messa e del Rosario e la ferocia contro ciò che ha di più caro (i figli) alla Madonna per intercedere a favore della cura e guarigione del” marito”,è ovvio. Ma nel contempo ,con lo stesso spirito deve ripeto DEVE rivolgersi alle strutture presenti nel territorio facendosele indicare dal parroco,che nell’ipotesi non le conosca,farà ricerche. E’ altresì chiaro che lo spirito che deve animare questa signora è quello di salvare il matrimonio,se matrimonio ci sia mai stato. La mia diocesi dispone di una tale struttura ed è capace e affidabile.E’ struttura che sa gestire "situazioni con gli strumenti che la nostra fede e la Chiesa ci danno". La lettera della signora è un grido di aiuto,non le puoi rispondere stattene dove sei e obbedisci. Ciao

Postato da masperi.umberto@yahoo.it il 17/06/2011 15:09

Caro Manuele,io sono credente convinto ( come sono peccatore convintissimo,peggiore forse di tutti messi insieme, e certo non me ne vanto, ma ho bisogno di QUELLA PAROLA); penso che anche Lei sia credente. Allora la lettera della signora è l'occasione per interrogargi: messa quotidiana,rosario quotidiano ( anche radio maria se gli 'umili' lo ritengono importante,certo non sullo stesso piano!) ma poi non c'è quanto nostro Signore CI HA COMANDATO ( non un optional): AMARE IL PROSSIMO ( che io ho indicato nella moglie,prossimo più prossimo,consacrato dal sacramento del matrimonio). This the question. Posso suggerire sant'Agostino? AMA, et fac quod vis ( viene prima,guida il vescovo di Ippona, l'imperativo).

Postato da Franco Salis il 17/06/2011 13:51

Ma insomma una così lunga discussione per il significato di talebano. allora adesso vedo se mi ricordo,ogni parola ha un significato denotativo e un significato connotativo. Il significato denotativo cioè che caratterizza la parola è quello che trovate sui vocabolari cartacei o online. Il significato connotativo è più difficile e non lo si può trovare in un vocabolario perché cambia a seconda delle circostanze (altra cosa è il significato che cambia nel tempo: ospite un tempo era colui che ospitava da qui l’ospite è sacro,oggi è colui che gode dell’ospitalità). Cito una frase “E’ tempo che i lavoratori stiano al loro posto” in senso denotativo la espressione non fa una grinza,chi può metterla in discussione? Pero la frase può assumere un senso connotativo dove “al loro posto” significa che lavorino e non pretendano troppo quanto a dignità e salario. Con questa premessa mi pare che tutti abbiano ragione. Una barzelletta: una auto viene fermata per i controlli da una pattuglia. Mentre un agente controlla i documenti, trova qualcosa non chiaro e si rivolge al collega dicendo:senti qua c’è un tale…(aveva dimenticato il nome) ma l’altro agente pensando a talebano estrae la pistola di ordinanza. Poi c’è l’importanza dell’uso delle virgole,ma quella ve la racconto una altra volta. Buona giornata.

Postato da ManueleComneno il 17/06/2011 11:50

Il mio intento non era certo difendere certi comportamenti del marito, e neanche la violenza. Nel mio intervento non ho mai giustificato i comportamenti del marito (spese, etc etc). Quello che volevo porre in luce era il fatto che alcuni suoi comportamenti non sono di per sé condannabili (la preghiera e la Messa tutti i giorni). Folgore fa notare giustamente che il fatto di recitare il Rosario e di frequentare la Messa tutti i giorni non sono cose che si possono imporre, infatti la mia era solo una proposta. anche perché queste cose dipendono dalla libertà della persona. Seguendo lo stesso ragionamento però si dovrebbe dire che anche il marito è libero di recitare tutti i Rosari che gli pare al giorno, non mi sembra che finora egli imponga questa pratica agli altri membri della famiglia. Per tutti i problemi del marito che si ripercuotono sulla famiglia consiglio ancora alla signora di pregare per lui prima di pensare a distruggere una famiglia (che non è mai la soluzione migliore), questa credo che sia un'opzione condivisibile da tutti . Ringrazio Folgore e Umberto che hanno risposto in merito a ciò che ho scritto senza mettermi in bocca cose che non ho mai detto. Grazie

Postato da EugenioM il 17/06/2011 11:39

Grazie della cortese risposta. Occhio però che da un giornalista mi aspetto che non si fermi ad usare la poco autorevole wikipedia. Dal sito de vocabolario dell'enciclopedia Treccani: Talebano: 1. agg. Che appartiene o si riferisce al regime islamico fondamentalista, oppressivo e dittatoriale, imposto in Afghanistan da una consorteria di studenti coranici dal 1996 al 2002. 2. s. m. Denominazione degli studenti coranici, componenti della consorteria islamica estremistica che ha governato l’Afghanistan alla fine del 20° sec., e che successivamente hanno condotto, come strategia politica e ideologica, azioni di terrorismo e guerriglia. Buona giornata.

Risposta di: Fulvio Scaglione (vice direttore FC)

Caro EugenioM,

ovviamente ho indicato Wikipedia come la fonte più a portata di mano di tutti (tra l'altro: una recente ricerca ha scoperto che in Wikipedia c'è più o meno la stessa percentuale di errori che nella Britannica). Citare la Treccani, comunque, non serve a molto in questo caso: il taleban (plurale: talib) resta uno studente. Così come lo studente di teologia non è un prete e nulla ha a che fare con gli orientamenti della religione da lui studiata.
Saluti

Postato da vitorusso49 il 16/06/2011 20:25

Le esagerazioni sono sempre da evitare! Su questo non c'è dubbio. Io non so quali sono le condizioni economiche della famiglia della signora; so, però, che in questi periodi di crisi diffusa nessuna famiglia se la passa proprio bene ed allora la sobrietà non guasta. Anche perchè se si riesce a risparmiare qualche soldo lo si fa per i figli che sono in condizioni molto più precarie dei genitori, con un futuro molto incerto per non dire senza futuro. Va anche detto che c'è tanta gente che muore di fame, che ha bisogno di tutto alla quale noi possiamo dare un piccolo aiuto materiale e regalare un sorriso. Con questo non voglio dire che bisogna privarsi di tutto (anche se c'è gente che è costretta a privarsi anche dei beni di prima necessità) ma va trovato il giusto mezzo tra ciò che vogliamo per noi stessi e ciò che le nostre convinzioni cristiane ci chiedono di donare agli altri (sapeste quante richieste di aiuto arrivano a casa mia tramite posta da organizzazioni cattoliche e non!). Io stesso faccio una vita piuttosto spartana e cerco di dare l'esempio in famiglia per evitare quanto più possibile gli sprechi e il superfluo (dove per superfluo si intende un vestito in più, un paio di scarpe in più insomma tutto ciò di cui si può fare benissimo a meno). Le donne, però, si sa hanno qualche esigenza in più e non vanno condannate o redarguite o fatte sentire in colpa se a volte fanno anche qualche spesa che agli occhi di un uomo può sembrare superflua. Vivere in "povertà" per scelta non vuol dire essere tristi, anzi la vita si affronta con gioia perchè si vive nell'essenza delle cose ed in stretto contatto con il creato (vedi San Francesco che non era certo un "talebano"); questo, però, non vuol dire "costringere" gli altri a fare lo stesso: può essere solo di stimolo agli altri per riflettere sulla sobrietà.

Postato da dino avanzi il 16/06/2011 18:29

Sig. ManueleComneno concordo con Lei, il Rosario e la Santa Messa sono “incredibili strumenti”,ma devono essere utilizzati correttamente per le finalità per le quali sono stati creati; un loro utilizzo distorto, può essere il sintomo di un profondo disagio psichico che va curato e affrontato con gli strumenti che la scienza mette a disposizione. Concludo con una domanda: Lei ritiene che la signora Carla, in venticinque anni di matrimonio, non abbia mai partecipato con suo marito alla Santa Messa e alla recita del Rosario? Penso che abbia messo in atto tutte le strategie possibili e adesso esasperata scrive a F.C.

Postato da EugenioM il 16/06/2011 17:02

Don Sciortino scrive giustamente che il cristianesimo è gioia. Verissimo. Mi chiedo allora perchè ogni volta che si parla di politica FC diventa la rivista del livore. Ma avete dato un'occhiata a cosa è la vostra pagina di Facebook... Brunetta viene definito dai lettori "rozzo, volgare, incompetente e presuntuoso, psiconano, imbecille, cretino, brutto, cafone". Addirittura qualcuno gli augura il riposo eterno. Dov'è la gioia qui? Tanto non verrò pubblicato, ma almeno qualcuno di voi mi avrà letto... Forse mi risponderete che non potete controllare quello che chiunque può scrivere, vero, però potreste essere meno faziosi. Dire che una precaria voleva solo fare una domanda a Brunetta ad esempio non è proprio la verità, infatti la precaria si era presentata con un gruppo di persone, striscioni, contestatori, uno che riprendeva tutto e una squadra pronta a diffondere tutto sul web dopo 5 minuti. Più che una semplice domanda era un tentativo di tendere un agguato. PS E giusto per aggiungere un'altra verità, talebano in italiano non vuol dire studente, ma ha il significato di fondamentalista islamico.

Risposta di: Fulvio Scaglione (vice direttore FC)

Caro EugenioM,

la tue considerazioni su Famiglia Cristiana sono, appunto, tue. Liberissimo di pensarla così. Occhio, però, a maneggiare con troppa disinvoltura la parola verità. Talebano vuol dire "studente" e basta. Non è un termine religioso e non c'entra nulla con la fede islamica. Come, tra l'altro, anche dalla facilmente consultabile Wikipedia: "Il termine talebani o talibani (in pashto: طالبان, ṭālibān, pronunciato ṭālebān, plurale di ṭālib, ossia "studenti/studente... ").
A presto

Postato da Franco Salis il 16/06/2011 16:11

@ ManueleComneno il 16/06/2011 10.58,visto che difendi a tutti i costi la violenza,perchè di violenza si tratta senza alcuna attenuazione. Se di recente hai partecipato a qualche matrimonio,l'Assistente (i celebranti sono gli sposi) avrai udito che invita gli sposi ad educare i figli secondo la loro indole. Non si può chiamare "marito" un bestione che si comporta in questa maniera e l'unica riparazione è l'applicazione del codice penale dello stato italiano =galera. La chiesa invita spesso gli sposi a pregare insieme ma non ha mai invitato uno dei due ad usare violenza all'altro peggio se anche ai minori. Anzi la chiesa, in caso di violenza, autorizza per la propria incolumità di lasciare la casa coniugale,soprattutto se vi sono figli. Ma da dove scrivi, ManueleComneno,da Cabul ? Ma ti rendi conto che ti stai rendendo complice di un essere spregevole. Chi,chi sminuisce il Rosario i vari commentatori o quel violentatore. Quanto a radio Maria,non è ascoltabile in quanto ha ospitato le nefandezze di Roberto de Mattei,confutato da padre Cantalamessa alla presenza del Papa. Non credo che i talebani (studenti si, ma solo del corano) siano più violenti di te, stando a quel che dici. Forse ti sei espresso male,ma in quello che hai detto,non c'è niente di cristianesimo. Ciao

Postato da folgore il 16/06/2011 15:40

Vedi Manuele uno le scelte di vita le fa in modo personale. Se io voglio dire il Santo Rosario e andare a Messa ogni giorno certamente è un'attività meritoria, ma imporla agli altri è controproducente. Mi guardo bene dal dire che il Rosario è contrario al Vangelo, perché è una cosa che non sta in piedi, ma solo di porre attenzione alla situazione che si viene a creare. E non importa che si tratti della religione, potrebbe anche essere una imposizione che so di seguire una squadra di calcio o un dato partito politico. In quanto alle spese, beh la situazione si commenta da sola. E, scusatemi, ma mi sembra che i poveri siano solo un pretesto per quanto vuole fare. 25 anni? Mia moglie manco 6 mesi avrebbe, giustamente, sopportato!

Postato da masperi.umberto@yahoo.it il 16/06/2011 14:44

A Manuele che vedo non ha capito il significato di quello che ho scritto. Leggere il Vangelo significa far sì che la Parola diventi nostra vita. Se la "lettura" ha dato quei risultati ... non chi dice... ma chi fa... Così pure ripetere meccanicamente come un disco rotto ... è pregare? Sto facendo della polemica, è chiaro, ma riflettiamo: quante volte a Messa, la domenica, per fare un esempio e capirci,dopo la lettura di quella Parola abbiamo gli sproloqui di tanti preti con le loro prediche! E' "lettura" del Vangelo? Anche quello è un "riscrivere" il Vangelo.No? Prima di presentare la tua offerta... quel marito, prima di andare a Messa, prima del rosario e Radiomaria, fa la volontà del padre suo ( e nostro) chiedendo perdono alla moglie ... che non significa ,gentile Manuele, non andare in chiesa o non recitare il rosario o non ascoltare quella radio. Il problema,rifletta bene, è la "casa", di pietra e spirituale ( la famiglia,la moglie,il sacramento che santifica l'amore. Proprio in questi giorni sto leggendo belle parole scritte molti anni fa da Tomas Merton:"Nessun uomo è un'isola", lo consiglio.). Insisto,perchè il problema comincia ... sì, quando si esce di chiesa, non quando si entra ( e si deve entrare, con il corpo e con lo spirito). Dimentichiamo troppo superficialmente che l'autentico essere cristiani presuppone essere autentiche persone umanamente. Quanti scandali,anche ai nostri giorni, certi cristiani danno proprio violando questo principio. Finita la mia predica.

Postato da Victoria il 16/06/2011 12:25

Prima di tutto chiederei a Carla come mai non si sia resa conto prima, quando era fidanzata, di come fosse il suo futuro marito. Poi dico che, in tutta evidenza, il cristianesimo del marito davvero è "distorto" totalmente; è una "religione" che allontana dalla religione. Ma Carla non ha il coraggio di far fronte con decisione alle rigide, patologiche, posizioni del marito? Gli è così sottomessa? Gli vuole tanto bene da accettare che lui schiavizzi la famiglia? Se è così, non comprendo. Dico con franchezza che io avrei preferito separarmi perché ritengo che nessuno, proprio nessuno, debba ritenersi in diritto di rendere irrespirabile, per un motivo o per un altro, l'aria in cui vive insieme ad altre persone. Ma tornando alla religione, sono convinta che comportamenti simili siano aberranti, si riconducano ad una religiosità becera e fuorviante di certi "fedeli" e niente abbiano di quella carità ad ampio raggio che deve sostanziare la religione cristiana. P.S. Vorrei chiedere a folgore il favore di specificare chiaramente la dicitura dell'art. 572 della legge cui fa riferimento.

Postato da ManueleComneno il 16/06/2011 10:58

Credo però che sia nella lettera della signora che nei commenti postati ci sia un'ambiguità di fondo. Sembra quasi che il solo fatto di recitare ogni giorno il Rosario e di partecipare alla Messa quotidianamente sia un atteggiamento integralista e fondamentalista. Così come il "chiudersi in un monastero" (si legge in ciò un certo disprezzo velato per chi fa questa scelta, come se i monaci fossero integralisti di natura). Credo che da parte della signora un modo per aiutare suo marito sia quello di partecipare con lui alla Messa quotidiana e alla recita del Rosario (oltre che pregare per lui, cosa che ogni coniuge dovrebbe comunque fare). è una cosa così inconcepibile? Questa per me sarebbe la base di una reciproca comprensione e quindi anche di un maggiore dialogo (prima di ricorrere a separazioni/psicologi etc). Invece di sminuire questi incredibili strumenti (il Rosario) sarebbe meglio iniziare a usarli. Contrariamente a quello che sembra trasparire dalle parole di Umberto, il Rosario non si contrappone certo al Vangelo (anzi in esso ci si sofferma nella meditazione dei Misteri che sono appunto episodi della vita di Cristo). Una parentesi sempre in riferimento all'intervento di Umberto: credo che comunque il marito della signora abbia spesso occasione di leggere o comunque sentire il Vangelo (andando ogni giorno a Messa e ascoltando abitualmente Radio Maria). Non voglio certo con ciò giustificare il marito nei suoi atteggiamenti palesemente negativi verso la moglie e i figli, però cerchiamo di aiutarci in queste situazioni con gli strumenti che la nostra fede e la Chiesa ci danno. Grazie

Postato da folgore il 16/06/2011 00:04

E se si trattasse di una violazione di legge di cui all'art. 572 c.p.?

Postato da masperi.umberto@yahoo.it il 15/06/2011 22:07

Gent.le signora, suo marito ha mai letto il Vangelo, tra un rosario e radio maria (che anche a casa mia, con tutto il rispetto, talora sembra un gracidare quando non era,tempo fa, che una litania continua nel chiedere versamenti sul bollettino numero...attenzione al numero ...)? Ripeto:ha mai letto suoi marito il vangelo? Troverebbe la conferma di quanto scrive Don Sciortino:"Il cristianesimo è gioia", che potrebbe essere anche tradotto:Cristo è gioia. SE manca QUELLA gioia,quella vera, e si è ciechi verso il prossimo più prossimo col quale si è uniti col SACRAMENTO del matrimonio, si corre il rischio di riscrivere il Vangelo, come,purtroppo, anche nella storia della Chiesa qualcuno ha fatto. Una preghiera ... e chissà che il miracolo avvenga.

Postato da dino avanzi il 15/06/2011 21:48

Un consiglio alla Signora Carla, si rivolga ad uno psichiatra per una consulenza; é il solo modo per aiutare suo marito e le persone a lui vicine.

Postato da folgore il 15/06/2011 20:14

Talebano? Mi sa che nel vocabolario italiano vi sono delle ottime parole per descrivere un marito di tal fatta, senza scomodare la religione islamica.

Risposta di: Fulvio Scaglione (vice direttore FC)

Caro Folgore,
giusto perché stiamo rischiando di andare troppo d'accordo: talebano significa "studente", di per sé la parola non c'entra nulla con la religione islamica.  :-)
Stia bene

Postato da Franco Salis il 15/06/2011 19:40

Mi pare che vi siano tutti gli elementi per chiedere la separazione per maltrattamenti familiari,che tolgono la gioia,come dice il direttore.Sarei curioso di sapere che utilizzo fa del risparmio.In banca? così queste finanziano l'acquisto delle armi.Naturalmente la separazione non è una cosa da prendere alla leggera e la signora saprà a chi rivolgersi per una adeguata consulenza anche edal punto di vista cristiano.Può essere che vi sia qualcuno che sappia consigliargle un approcio diverso al marito e che questo possa rinsavire.Se poco poco questo tipo di mariti sanno che stanno per essere lasciati,,o si danno una calmata o purtroppo potrebbero fare peggio .I figli hanno senz'altro subito danni,la madre farebbe bene a chiedere risarcimento per le cure adeguate. Se il marito ha manifesato tale atteggioamente aggressivo sin dall'inizio del matrimonio,mi pare sussistano i mitivi per chiedere la annullamento del matrimonio per confusione di persona. Ogni tanto il Papa,motu proprio "frena" quando si presenta un elevato numero di coppie. Fa malissimo,deve analizzare le situazioni e in tempi reali e non biblici Procedere all'annullamento. I 25 anni di matrimonio pregresso non è elemento di valutazione,perchè sarebbe come dire sei stata schiava per 25 anni,continua ad esserlo.

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Don Sciortino risponde

Don Sciortino

Don Antonio Sciortino è il direttore responsabile di Famiglia Cristiana. In questo blog affronterà le tematiche riguardanti la famiglia e le questioni sociali, dalla disoccupazione, all'immigrazione all’impegno dei cristiani.

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