21
mar

Previsioni meteo dal 22 al 25 marzo

Un fine settimana che inizia all’insegna del bel tempo ma poi  dal pomeriggio di domani, sabato 23,  il tempo si guasterà  sulle regioni centrosettentrionali per l’arrivo della ennesima perturbazione atlantica, la n.10 di marzo.

In compenso il tempo resterà fino a domenica bello e soleggiato al Sud, ove le piogge arriveranno solo lunedì, mentre le temperature resteranno miti su tutta la penisola.

Ma ecco giorno per giorno il tempo previsto fino a lunedì :




venerdì 22

Al mattino  sereno  su tutta l’Italia, tranne la Toscana e la Sardegna. Nel  pomeriggio nubi  innocue in aumento anche su tutto il Nord Italia e sulla Sicilia.  Ancora bello  e soleggiato sul resto d’Italia. Forte Maestrale sulla Puglia.


Sabato 23

Al mattino cielo molto nuvoloso su Sardegna e su tutto il Centronord, tranne Emilia-Romagna. Al pomeriggio cielo coperto su Sardegna e regioni centro-settentrionali, tranne il Lazio;   piogge moderate-forti su Liguria; piogge deboli  Lombardia, Piemonte  e Toscana; nevicate deboli intermittenti sulle Alpi centro-occidentali oltre 1000m; cielo sereno al  Sud. Nella sera piogge moderate e insistenti su regioni settentrionali, Toscana, Umbria, Marche;  nevicate deboli su tutte le regioni alpine oltre 1000 metri. Venti di Scirocco sui nostri mari.


Domenica 24

Al mattino piogge diffuse su tutto il Nord Italia, Toscana, Marche; piogge moderate-forti su Emilia e Sardegna; nevicate deboli sulle Alpi oltre 1300m;  sereno su Abruzzo, Molise e al Sud. Al pomeriggio migliora su Alpi occidentali;piogge su Sardegna e tutto il Centronord, moderate forti su Emilia e Venezie;  nevicate deboli intermittenti sulle Alpi; ancora sereno al Sud. Nella sera migliora sulle regioni di Nordovest; piogge sulle restanti regioni centrosettentrionali e sulla Sicilia occidentale; deboli nevicate su Dolomiti e Alpi orientali. Venti da Nordest 20 nodi sui mari del Nord; venti di Scirocco 20 nodi sugli altri mari.


Lunedì 25

Al mattino bel tempo su quasi tutto il Nord Italia; piogge su Emilia, Romagna, Isole e tutto il Centrosud; piogge moderate forti su Campania, Ovest  Sardegna, Ovest Sicilia. Al pomeriggio piogge moderate su Sardegna, Nord Sicilia  e tutto il Meridione; deboli piogge anche su Toscana, Marche, Abruzzo, Molise. Piogge forti su Bassa Calabria tirrenica e Nuorese; piogge deboli su resto del Sud e Molise. Forte Maestrale sulle Isole e sul Medio-Basso Tirreno.

 

Pubblicato il 21 marzo 2013 - Commenti (0)
20
mar

Emisfero Nord freddo, ma non troppo

Inverno dei più freddi degli anni 2000, ma più caldo di quelli del XX secolo

L’inverno meteorologico dell’Emisfero Settentrionale, ovvero il trimestre che va da inizio dicembre a fine febbraio, è stato a scala globale uno dei più freddi dall’inizio del nuovo millennio ma comunque più caldo di quanto non fosse normalmente questo periodo nel XX secolo.

Utilizzando i dati disponibili dal lontano 1880 infatti gli studiosi della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno verificato che l’ultimo inverno boreale a scala planetaria è stato il dodicesimo più caldo, e quindi rientra nel 10% dei più caldi dell’era moderna.

Tuttavia quello da poco concluso rappresenta uno degli inverni boreali più freddi dall’inizio del nuovo millennio: negli ultimi 15 anni in particolare solo in altre quattro occasioni il periodo dicembre-febbraio era stato, a livello planetario, più freddo.

 I quattro periodi dicembre-febbraio più freddi degli ultimi 15 anni però comprendono proprio gli ultimi tre anni, a conferma del fatto che probabilmente il clima nell’ultimo periodo ha effettivamente rallentato (ma non arrestato) la sua corsa verso temperature sempre più elevate.

Durante l’ultimo inverno boreale, come descritto anche nella grafica realizzata dagli studiosi della NOAA, fra le regioni che hanno vissuto una stagione più fredda del normale (aree colorate delle tonalità dell’azzurro) spicca soprattutto l’Asia Nord-Orientale, dove le temperature medie hanno fatto registrare valori fino a 3-4 gradi inferiori alla media del trentennio 1981-2010 (zone colorate di blu).

Pubblicato il 20 marzo 2013 - Commenti (0)
19
mar

Donne più freddolose degli uomini

Nella percezione sensoriale della temperatura esterna esistono, come era lecito attendersi, differenze non trascurabili da un sesso all’altro. In effetti l’80% circa delle persone di sesso femminile sono più freddolose dell’uomo, una diversità biologica che è spesso fonte di disaccordo e di battibecchi tra moglie e marito, come quando, ad esempio, si tratta di decidere, in inverno, il livello del riscaldamento domestico e l’uso o meno del piumone nel letto.

In particolare è accertato che la maggior parte delle donne avverte in media una temperatura più bassa di circa 0.5 gradi rispetto a quella effettivamente presente nell’ambiente circostante. Apparentemente una diversità stima sensoriale di mezzo grado potrebbe sembrare una quantità ininfluente e trascurabile in termini di sensazioni di freddo. In realtà non è proprio così. Insomma uno sbalzo di mezzo grado viene interpretato dal nostro organismo come evento rilevante tanto che quando la nostra temperatura corporea sale da 36.5 a 37 °C, avvertiamo subito che abbiamo “qualche linea di febbre” prima ancora di mettere mano al termometro.

Pubblicato il 19 marzo 2013 - Commenti (0)
14
mar

Piogge fino a lunedì.Poi ultima fase d'inverno

Piogge tutti i giorni fino a lunedì. Poi colpo di coda dell’inverno

Fino lunedì 11 marzo il tempo rimarrà piovoso su quasi tutta l’Italia per  l’arrivo, in rapida successione, di altre numerose perturbazioni atlantiche. In compenso le temperatura resteranno miti per l’insistenza di tiepidi venti meridionali, per lo più sciroccali.

In particolare, secondo le proiezioni del Centro www.meteogiuliacci.it,, ecco come evolverà il tempo tra oggi, venerdì 8, e lunedì 11 marzo.

 

Venerdì 8

Piogge dapprima sul versante tirrenico, in estensione dal pomeriggio a tutta l'Italia per la presenza sulla penisola della perturbazione n.2 di marzo giunta martedì scorso. In serata, migliora su Piemonte, Liguria e Lombardia.

Sabato 9

Arriva la perturbazione n.3 di marzo la quale  porterà nella notte piogge su regioni di Nordest e centrali. Al mattino deboli piogge intermittenti su Liguria  e regioni tirreniche. Nel pomeriggio peggiora di nuovo su tutto il Nord Italia, Toscana , Umbria, Marche, Lazio, per l’arrivo della perturbazione n.4. Nella sera piogge su Toscana, Emilia, Dolomiti, Est Lombardia, Venezie. Da poco nuvoloso a nuvoloso al Sud e sulle Isole, ma in genere senza piogge.

Domenica 10,

La perturbazione n.4 porterà ancora piogge al mattino sul Nord-Est, Levante Ligure, Toscana, Umbria, Lazio e Campania. Attenuazione delle piogge ovunque dal pomeriggi. Sempre domenica 10, una perturbazione di origine Nord africana, la n. 5 di marzo, porterà piogge per tutto il giorno su Sicilia e Sud della Calabria.

Lunedì 11

Nuovo peggioramento su quasi tutta l’Italia per l’arrivo della perturbazione n.6 la quale porterà piogge al mattino su quasi tutto il Nord Italia e regioni tirreniche, forti sulla Sardegna. Al pomeriggio piogge su tuttoì il Nord (tranne Piemonte, Val d’Aosta), regioni tirreniche, Sardegna.

Tempo piovoso su quasi tutta l’Italia anche nella giornata di martedì 12.

E poi? Ebbene da tra mercoledì 13 e giovedì 14 l’Italia sarà raggiunta da correnti gelide in arrivo direttamente dal Nord della Scandinavia e che daranno luogo ad una nuova fase invernale fino al 19-20 marzo  e sui cui dettagli torneremo nei prossimi giorni

Pubblicato il 14 marzo 2013 - Commenti (0)
12
mar

I giorni della vecchia: leggenda o realtà?

Narra la leggenda che marzo una volta trovava un sadico gusto nel sorprendere al pascolo le vecchiette con le sue bufere invernali. Ma c’era una vecchietta che non si decideva ad uscire con le sue pecore, finché, arrivati al giorno 28, si burlò di marzo, dicendogli "domani uscirò a pascolare, tanto oramai siamo in Aprile, e tu non potrai farmi nulla"! Marzo inviperito per lo smacco, chiese tre giorni ad Aprile, tanto che, quando la vecchietta, il giorno dopo, uscì a pascolare, venne travolta da una tempesta di vento e di neve, e marzo si gustò la vendetta!

Per questo i giorni 29, 30 e 31 marzo vengono chiamati i "Giorni della Vecchia", e, nella tradizione popolare, stanno ad indicare giorni molto freddi. I giorni dal 29 al 31 Marzo fanno parte dei cosiddetti i "nodi del freddo", ovvero bruschi rigurgiti di stampo invernale in precisi giorni della primavera. Un altro "nodo del freddo" cade in Aprile, il giorno 10 ("nodo del cuculo").

Un terzo "nodo" è il 25 Aprile, (il "nodo di San Marco"), mentre in tutta Europa sono noti i nodi dei "Santi di Ghiaccio", i giorni 12, 13 e 14 Maggio. Queste credenze sono rimaste molto radicate nella cultura contadina fino a qualche decennio fa, tanto che, almeno sulle regioni centrali, per scongiurare l’arrivo di gelate tardive “nei giorni della vecchia” si segava o si bruciava un fantoccio simbolo appunto della vecchia.

Comunque tutte queste credenze, non hanno nessuna alcuna corrispondenza nella realtà e sono rimaste solo come un evento di folklore per ricordare le tradizioni del passato

Pubblicato il 12 marzo 2013 - Commenti (0)
05
mar

Perturbazione in vista: meteoropatici avvisati

L’elenco delle possibile minacce del tempo verso i meteoropatici è assai numerosa. Ora è colpa del caldo, ora del freddo, ora del sole, ora delle nuvole, ora dell’umidità, ora della pressione. Ma quando arriva l’autunno ci si mettono anche le perturbazioni, quei vasti ammassi nuvolosi che attraversano interi oceani e continenti, portandosi dietro un centro di bassa pressione detto anche ciclone extra-tropicale. Del resto l’autunno è la stagione più piovosa per gran parte dell’Italia perché è proprio il periodo durante il quale sono più numerose le perturbazioni in arrivo  o dall’Atlantico o dal Nord Africa. Orbene il nostro organismo reagisce ovviamente in maniera diversa alle diverse condizioni atmosferiche che precedono l’arrivo della perturbazione, il suo passaggio  e il suo definitivo allontanamento.  Un fisico tedesco negli anni ’80 ha analizzato con cura l’influenza appunto sulla nostra salute delle perturbazioni che interessano il continente europeo ed è riuscito ad individuare nel loro ciclo di vita sei differenti fasi:

  • fase 1: condizioni anticicloniche (alta pressione), con scarsa nuvolosità (le tipiche nuvolette bianche dette proprio “cumuli di bel tempo”) e venti freschi moderati. E’ da poco andata via una perturbazione;
  • Ÿfase 2: alta pressione, vento pressoché assente, cielo limpido, aria ferma e con temperature più elevate. Le perturbazioni potenzialmente in arrivo sono ancora lontane più di 1000-2000  km. Questa fase può durare anche settimane;
  • Ÿfase 3: pressione atmosferica in leggera diminuzione, lento aumento della nuvolosità alta e sottile che vela il sole, caldo in aumento. La parte più consistente della perturbazione è  giunta a 500-800 km di distanza;
  • Ÿfase 4: pressione in sensibile diminuzione, nubi in aumento, pioggerella battente in intensificazione, umidità elevata, temperatura ancora relativamente alta, venti dai quadranti meridionali. L’ammasso nuvoloso ha già ricoperto il cielo del luogo e sono comparse piogge deboli-moderate ma continue;
  • Ÿfase 5: arrivano i venti  freddi dai quadranti settentrionali, le piogge assumono carattere di rovescio o temporale, la pressione riprende a salire e l’umidità diminuisce;
  • fase 6: la pressione continua a salire, le nubi si diradano e torna il sole, ma la temperatura rimane piuttosto bassa. La coda nuvolosa della perturbazione, quella seguita dall’aria fredda,  si allontana.

 

Queste fasi non si susseguono in maniera regolare: ci possono essere casi in cui una fase può durare anche molti giorni o settimane e altri in cui una fase è talmente veloce da non essere neanche individuabile. Vale anche la pena notare che questa classificazione è particolarmente fedele al susseguirsi delle perturbazioni che attraversano l’Europa centro-settentrionale da ovest verso est, mentre per l’Italia la presenza del Mediterraneo e dell’arco alpino crea anche spesso varianti.

Comunque sia, anche per noi Italiani le sei fasi sono facilmente identificabili con:

  • Ÿuna bella giornata con venti freschi e cielo limpido;
  • una bella giornata senza vento, tiepida di giorno, freddina  di notte;
  • una giornata un po’ “pesante”, con elevata umidità, sole pallido, cielo lattiginoso, spesso nebbioso;
  • Ÿuna giornata decisamente grigia e triste perché carica di nuvole con pioggerella insistente;
  • Ÿuna giornata “pazzerella” con ancora tanta pioggia, in genere fredda ma anche con i primi scorci di cielo azzurro;
  • Ÿuna giornata frizzante, piena di colori, con aria fresca di notte e al primo mattino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più tecnicamente, la fase 3 è quella che precede l’arrivo di un fronte caldo, la fase 4 corrisponde al passaggio del fronte caldo stesso, al seguito del quale si ritrova di norma anche il fronte freddo (fase 5), mentre la fase 6 segna il definitivo allontanamento del fronte freddo, cioè della perturbazione. Le fasi 1 e 2 corrispondono invece a situazioni di alta pressione, senza perturbazioni in vista.

Ma che c’entra questa dettagliata classificazione? Dopo anni di studi è stato messo in evidenza uno stretto legame tra le sei fasi meteorologiche appena descritte e lo stato di salute psicofisica dell’uomo. Vediamo alcuni risultati:

ü  le fasi 3, 4 e 5 sono sicuramente le più critiche, sostanzialmente perché offrono un alto numero di  stimoli ambientali mutevoli al nostro corpo;

ü  gli infarti sono più ricorrenti nelle fasi 3 e 4 e nei casi di caldo afoso, mentre il loro numero raggiunge il minimo nelle fasi 1 e 6;

ü  ulcere e mal di testa si aggravano nella fase 4;

ü  malumore, nervosismo e depressione si accentuano nelle fasi 3 e 4: in questi momenti si verifica il numero maggiore di stai depressivi;

ü  Anche le nascite sono legate a questa classificazione: per le donne che hanno terminato la gestazione, le doglie sopravvengono spesso proprio in concomitanza con la fase 3 e il parto con la fase  4.

La diffusione di malattie comuni come il raffreddore o l’influenza è molto spesso collegata al passaggio di fronti freddi (fase 5), specie se il loro arrivo avviene dopo un lungo periodo di siccità.

E l’aria fredda che segue il fronte (fase 6) spinge le persone a rintanarsi in luoghi chiusi, dove il contagio diventa di conseguenza più rapido.

Anche un semplice mal di testa può essere conseguenza del passaggio di una perturbazione, dato che è ormai appurato il legame tra emicrania e variazioni delle condizioni meteorologiche, quali calo della pressione, aumento dell’umidità, variazioni di temperatura (fasi 3 e 4).

 

www.meteogiuliacci.it

Pubblicato il 05 marzo 2013 - Commenti (0)
28
feb

Previsioni meteo dal 1 al 3 marzo

Il tempo fino a  lunedì: bello al Centronord, piogge, anche forti, al Sud e Sardegna

Dopo la neve al Centronord  di pochi giorni fa, il tempo sembra intenzionato a riservarci il primi tepori primaverili anche se accompagnati da piogge.

 In  particolare fino a lunedì  il tempo sarà bello  sulle regioni centro-settentrionali, ove predominerà il sereno  per la presenza di un’alta pressione . E, sempre fino a lunedì’, le temperature saranno ovunque gradevoli.

 Cielo  piovoso invece , oggi  e domani al Sud  e sulle Isole,  per l’arrivo dalla Spagna della perturbazione n.1 di marzo (vedi figura)

Ma ecco in dettaglio il  tempo per il fine settimana, secondo le proiezioni di www.meteogiuliacci.it


Oggi, venerdì: nubi su  regioni tirreniche, Liguria, Basso Piemonte regioni centrali; sereno sul resto d’Italia. Piogge per tutto il giorno sulla Sardegna, di forte intensità sul settore meridionale dell’Isola


Sabato:  piogge sul Meridione e su Abruzzo e Molise, di forte intensità nel Catanzarese e Cosentino. Sereno sul resto d’Italia.


Domenica  e lunedì  cielo sereno o poco nuvoloso su tutta l’Italia.

Pubblicato il 28 febbraio 2013 - Commenti (0)
27
feb

Nonostante tutto, un gennaio “caldo”

Fra i dieci più caldi dal 1880

In molte zone di Europa, Nord America e Asia il 2013 è iniziato all’insegna di gelo e neve eppure, nonostante ciò, a livello planetario il gennaio di quest’anno rientra fra i 10 più “caldi” di sempre: considerando tutti gli oceani e i continenti è difatti al nono posto fra i mesi di gennaio più caldi dal lontano 1880. Il mese di gennaio più caldo in assoluto a livello globale rimane comunque quello del 2007, quando le temperature medie planetarie fecero registrare un valore di circa 0,85 gradi superiore alla norma, mentre il gennaio di quest’anno è stato a livello globale di “appena” 0,56 gradi superiore al valore medio. In ogni caso il mese iniziale di questo 2013 è comunque riuscito a stabilire un particolare record: per quel che riguarda le sole terre emerse dell’Emisfero Meridionale si tratta infatti del mese di gennaio più caldo dell’epoca moderna.
E il caldo si è fatto sentire soprattutto in Australia, dove gennaio è tra l’altro un mese estivo: per questa nazione si è trattato infatti del gennaio più caldo della storia, durante il quale in numerose città è stato battuto il record per la temperatura più alta di sempre. Tra le aree del Globo in cui ha fatto più freddo del normale al contrario spiccano gli Stati Uniti Occidentali, la Siberia Centrale e la Cina Nord-Orientale: come mostrato anche dall’immagine realizzata dagli studiosi della NOAA in tutte queste regioni le temperature medie hanno fatto registrare valori dai 2 fino ai 5 gradi inferiori al normale (aree colorate in azzurro/blu). (immagine: NOAA)

Pubblicato il 27 febbraio 2013 - Commenti (0)
26
feb

L'inverno vulcanico che decimò l’umanità

Le più grandi eruzioni degli ultimi 2000 anni si sono verificate, tra il 1600 e il 1800, durante la piccola era glaciale.
La più violenta a memoria d’uomo è quella del Tambora, in Indonesia, che nel 1815 vomitò circa 100 km3 di roccia e portò buio e freddo sull'emisfero Nord tanto che il 1816 viene ricordato come "l’anno senza estate". Appena inferiori per intensità fu nel 1883 l’eruzione del Krakatoa, sempre in Indonesia. Nel secolo scorso le eruzioni più violente furono quelle del monte Agung nel 1963.
Più distruttiva l’eruzione nel 1980 il Monte St. Helens, la più disastrosa di sempre in termini di vite umane e di danni per gli USA. In tempi più recenti memorabile fu l’eruzione del Piñatubo, nelle Filippine, 10 volte più intensa di quella del mote St.Helens. Ma è niente in confronto a quello che avvenne in Indonesia circa 73 mila anni fa, quando il vulcano Toba espulse quasi 2.800 km3 di rocce (28 volte di più del Tambora, e più di 2000 volte il Mount St. Helens). 

E' la più grande eruzione negli ultimi 25 milioni di anni. L’evento catastrofico immise così tante polveri nella stratosfera che oscurare il sole per una decina di anni, cosicché durante tutto tale periodo di tempo sulla terra si instaurò ininterrottamente un clima invernale, di origine vulcanica, e che decimò, oltre ad altri essere viventi, la popolazione mondiale fino a ridurla, sembra, a poche decine di migliaia di unità

Pubblicato il 26 febbraio 2013 - Commenti (0)
22
feb

Previsioni Meteo dal 22 al 26 febbraio

Il tempo da venerdì a lunedì: Neve al Centronord, venerdì, e poi ancora tra domenica e lunedì
La nevicata iniziata ieri, giovedì, sul Nord Italia avrà due distinti momenti: una prima fase, quella iniziata appunto ieri e che oggi, venerdì, porterà ancora neve su quasi tutto il Nord; una seconda fase da sabato sera a tutto domenica e tutto lunedì, su Emilia e regioni di Nordovest.
Ma ecco nei dettagli il tempo fino a lunedì, secondo le proiezioni del Centro www.meteogiuliacci.it.

Venerdì 22: neve dalla notte e fino al pomeriggio su Piemonte, Lombardia, Friuli (anche di sera), Venezia Giulia (anche di sera), Emilia, Veneto (anche di sera); neve nel Forlivese e zona di Cervia per tutto il giorno; Medio-Alta Toscana/alte Marche 100-200m; Basse Marche, Basa Toscana, Perugino 200-400m; Abruzzo, Ternano,Alto Lazio 500-700m; Molise, Campania, Medio-basso Lazio 8000-1000m; resto del Sud oltre 1000metri; piogge sul resto del Centrosud e sulle Isole;
Sabato 23: neve nella notte su Forlivese, zona di Cervia; neve dalla sera su Genovese, Savonese, Ovest Lombardia, sull’Emilia (anche nel pomeriggio), nel Veronese-Trevigiano (anche al pomeriggio); nella sera anche sul Riminese. Piogge su resto del Centrosud, tranne Salento, Calabria e Sicilia;
Domenica 24: neve per tutto il giorno su Savonese, Genovese (fino al pomeriggio), basso Piemonte, Novarese, Ovest Lombardia, Piacentino, Parmense; neve su Toscana oltre 100-200m, su Umbria-Lazio oltre 200-400m, su Campania oltre 500-700m, su Lucania, Calabria oltre 800-1000m. Piogge su regioni tirreniche, resto del Centro, Salento, Sardegna;
Lunedì 25: neve per tutto il giorno su Genovese, Basso Piemonte, Novarese, Ovest Lombardia, Piacentino, Parmense; neve di notte e al mattino su Veronese. Neve in Toscana oltre 100-200m; su Umbria-Lazio oltre 300-500m, su Campania oltre 500-700m, su Calabria-Sicilia oltre 1000m. Piogge sul resto delle regioni tirreniche, Calabria, Isole.

Pubblicato il 22 febbraio 2013 - Commenti (0)
20
feb

Il ciclone tropicale Gino

Tempesta potente, ma lontana da zone abitate

La settimana passata l’Atmosfera ha prodotto un mostro meteorologico di grande potenza, il ciclone tropicale Gino. Questa tempesta si è formata già lunedì scorso al di sopra delle calde acque dell’Oceano Indiano Meridionale, e si è rapidamente intensificato, al punto da divenire già il giorno successivo un ciclone tropicale maturo.
In base ai dati raccolti e alle analisi dei meteorologi del Joint Typhoon Warning Center, giovedì scorso nel momento di massima potenza il ciclone tropicale ha alimentato venti a circa 130 chilometri orari, ma con raffiche fino a 155 chilometri orari. Fortunatamente, come confermato anche dall’immagine, raccolta dal sofisticato strumento MODIS (Moderate Resolution Imaging Spectroradiometer) installato a bordo del satellite Terra della NASA, il violento ciclone tropicale si è mosso lontano dalla terraferma e nel suo percorso al di sopra delle acque dell’Oceano Indiano il luogo abitato cui si è avvicinato di più è l’Isola di Diego Garcia, nell’Arcipelago delle Isole Chagos, da cui comunque si è tenuto a oltre 2000 chilometri di distanza.
Nell’Oceano Indiano Sud-Occidentale Gino è l’ottavo ciclone tropicale della stagione 2012-2013 (in questa regione del Mondo i cicloni si formano durante tutto l’anno e la stagione va dal 1 luglio al 30 giugno dell’anno successivo), durante la quale a causa di questi violenti fenomeni atmosferici ci sono già state 11 vittime e circa 46 milioni di dollari di danni.

Pubblicato il 20 febbraio 2013 - Commenti (0)
19
feb

Tempeste magnetiche: minacce dallo spazio

La vita del nostro pianeta non è poi così al sicuro come vorremmo credere e quello che è accaduto ieri in Russia ne è riprova. In realtà oggigiorno le preoccupazioni maggiori nei riguardi dello stato di salute della terra sono rivolte verso il Global Warming, il surriscaldamento provocato, in larga misura, dall’incremento dei gas serra di natura antropica. Ne è una riprova la miriadi di studi prodotti in tale campo dagli scenziati che si occupano del clima del pianeta.

Ma quanto avvenuto ieri in Russia ove si è sfiorata per un pelo la tragedia, qualora il meteorite fosse stato appena 3-4 volte più grande, ci deve far riconsiderare le priorità da assegnare ai pericoli che minacciano la terra. Insomma visto che l’incremento dei gas serra - qualora non venga arrestato dall’uomo o da cause naturali ( es., un sole pigro per qualche decennio) - produrrà danni ingenti alla Biosfera tra 50-100 anni, è lecito chiedersi se non sia il caso di mettere in campo maggiori risorse per le minacce che provengono dalla spazio e che possono distruggere la vita in pochi secondi.

Il meteorite caduto in Russia ha colto tutti di sorpresa perché era sfuggito al sistema ad hoc di monitoraggio degli asteroidi (Near Earth Objects Propram) della NASA (http://neo.jpl.nasa.gov/neo/). Probabilmente un sistema di monitoraggio più preciso e più continuo - ma per questo anche molto più costoso - avrebbe consentito di individuare la presenza dell’intruso già da qualche mese e quindi di prevederne la traiettoria onde allertare, e, se fosse il caso, mettere in sicurezza le popolazioni interessate con sufficiente anticipo.
Ma le minacce alle nostra terra dallo spazio derivano no soltanto dagli asteroidi e dalle comete ma anche dal sole.

Infatti  il sole  ha una attività magnetica legata al numero di macchie solari presenti sulla superficie del pianeta. Tale numero raggiunge un massimo ogni 11 anni circa. In prossimità della massima attività solare la enorme attività magnetica esercitata  dalle macchie  sull’atmosfera solare dà luogo a violente esplosioni di luce ma anche di materia (protoni, elettroni, nuclei di elio, atomi di metalli)  che si sprigionano dalla parte più esterna della atmosfera  solare (la corona).

Tale esplosioni  coronariche (CME = Coronal Mass Ejection) si spingono nello spazio anche fino ad un milione di km dal sole (tre volte la distanza della luna dalla terra).  L’enorme quantità di  materiale proiettato nello spazio circostante,   essendo  costituito in prevalenza da particelle cariche, dà luogo ad un campo magnetico (la fisica insegna che una carica elettrica in movimento genera un campo magnetico).  

Il flusso di particelle solari generate dalle esplosioni  è noto come vento solare.

 Il vento solare e il campo magnetico associato  si muovono nello spazio interplanetario  alla velocità di circa 300-800 km al secondo. Tale campo magnetico viaggiante,  ha una intensità di gran lunga superiore al campo magnetico terrestre e se orientato  nella giusta direzione, raggiunge anche la terrà, stravolgendo il campo magnetico terrestre  (tempeste geomagnetiche) con danni enormi sulle infrastrutture elettriche (centrali elettriche, elettrodotti) e ai dispositivi elettrici e elettronici (PC, telefonini, radio,TV, etc…)  

A questo riguardo gli  Astronomi sono del parere che non si sa “il quando” ma senz’altro prima o poi nel futuro - magari tra 10, 100 o 1000 anni -  l’umanità dovrà fare i conti anche con una tempesta magnetica di inaudita violenza, la “ the big one magnetic  storm”.

Pubblicato il 19 febbraio 2013 - Commenti (0)
14
feb

Meteo del 15, 16, 17, 18 febbraio

Il tempo da venerdì a lunedì: bello al Nord ma con forti gelare, piogge e qualche nevicata al Sud


Oggi venerdì, una nuova perturbazione atlantica, la numero 5 del mese, raggiungerà l’Italia ove insisterà fino a domenica ma con pochi fenomeni di rilievo, limitati alle regioni meridionali.

Ma ecco l’evoluzione del tempo, giorno per giorno:

venerdì 15: nubi dapprima al Centronord con deboli nevicate su Alpi occidentali e Val d’Aosta oltre 700-800m. Dal pomeriggio nubi sulle regioni adriatiche e al Sud. Piogge e qualche temporale in Sardegna; qualche pioggia su coste laziali, coste campane, Calabria e Nord Sicilia. Deboli nevicate oltre 500-700m su Calabria e oltre 700-900m sulle Isole;

Sabato 16: piogge su tutto il Sud tranne la Sardegna e nuvolosità diffusa sul medio Adriatico. Temporali sulle coste calabre e sulla Puglia. Neve su Gargano-Molise oltre 500-700m e su Calabria, Lucania, Nord Sicilia oltre 700-900m. Bello sul resto d’Italia ma con con gelate notturne e mattutine in Val Padana e zone interne del Centro;

Domenica 17: nubi e qualche pioggia su Marche, Abruzzo, Molise ed al Sud. Deboli nevicate su Marche oltre 200-300m; su Abruzzo, Molise, Lazio oltre 300-500m;. su Calabria, Sicilia oltre 500-700m. Bello al Nord, regioni tirreniche e Sardegna. Gelate notturne e mattutine al Nord e su Toscana, Umbria, Lazio. Temperature in lieve calo.

Lunedì 18:
un po’ di nubi innocue su Lazio, Abruzzo, Molise e al Sud; sereno sul resto d’Italia ma con forti gelate di notte e al primo mattino al Nord,

Pubblicato il 14 febbraio 2013 - Commenti (0)
13
feb

Una “mostruosa” bufera sugli USA

tornado Usa Nevicate da record nel Nordest della nazione

Nel corso del fine settimana un’eccezionale ondata di maltempo ha investito il versante orientale del Nord America, con due intense perturbazioni che si sono date appuntamento proprio su questa parte del continente: l’immagine, raccolta lo scorso sabato 9 febbraio dal satellite Suomi NPP gestito da NASA e NOAA, mostra proprio la potente perturbazione nata dallo scontro di correnti gelide provenienti da nord e aria più mite e decisamente più umida in arrivo dal Golfo del Messico.
La violentissima tempesta che si è così creata è stata ribattezzata “Monster Blizzard” e, soprattutto nel New England, ha portato una nevicata incredibilmente estesa e abbondante, come non si vedevano (in un singolo episodio) dal lontano 1978. Gli accumuli più alti sono stati registrati nel Connecticut: nel corso del fine settimana ad Hamden è caduto circa un metro e 2 centimetri di neve, mentre a Milford ne sono caduti circa 97 centimetri!
Anche alcune importanti località hanno dovuto sperimentare una nevicata di portata storica: a Portland, nel Maine, è stata la più grande nevicata di sempre, con 87 centimetri di neve, mentre i 62 centimetri di neve che si sono accumulati a Boston rappresentano la quinta più grande nevicata della storia di questa città. La violenta ondata di maltempo invece ha solo sfiorato New york, dove comunque la neve è caduta abbondante, con accumuli che a Central Park hanno raggiunto circa 29 centimetri. A causa di questa eccezionale ondata di maltempo gli negli ultimi giorni gli Stati Uniti, con la cancellazione di oltre 3500 voli e molte strade rese impraticabili, sono stati letteralmente spezzati in due, con il Nordest isolato dal resto del paese.

Pubblicato il 13 febbraio 2013 - Commenti (0)

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Autore del blog

Il meteo di Giuliacci

Col. Mario Giuliacci

Mario Giuliacci è un meteorologo, personaggio televisivo e colonnello italiano. È laureato all'Università La Sapienza di Roma. È autore di diversi libri sulla meteorologia. Attualmente cura su LA7 la rubrica del meteo per il fine settimana.

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