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In forma anche con la taglia 46

È certamente necessario combattere l’obesità e prevenire il sovrappeso ma occorre evitare eccessi di dimagrimento che sarebbero altrettanto deleteri per la salute, specie della donna, soprattutto se in menopausa. Si può dire che c’è una taglia per ogni età. Infatti, a 20 anni si può tentare di rimanere in una taglia 42, a 30-35 anni, da mammina o
comunque da donna matura e bella, va bene anche la taglia 44 e, a seguire, si può immaginare una taglia 46 per una donna matura e anche per le nonne.
Questa forma fisica non è difficile da mantenere o da raggiungere, limitando o modificando
l’introito delle calorie. Per le donne, il problema è soprattutto di natura costituzionale, infatti la massa grassa femminile dovrebbe essere tra il 22 e il 25% mentre per i maschi intorno al 15%. Il tessuto adiposo ha una funzione di riserva.
La singola cellula adiposa è formata dal 90% di grassi trigliceridi, mentre il tessuto adiposo ne contiene solo il 65%. Per dimagrire occorre consumare le riserve di grasso, molto utile è l’esercizio fisico di tipo aerobico, cioè: lunghe camminate (almeno un’ora), cyclette, tapis roulant, nuoto… La seconda opzione è diminuire l’apporto calorico. È necessario, quindi, approfondire le qualità nutrizionali di ciò che mangiamo regolarmente. Variare molto e possibilmente frazionare il cibo quotidiano in cinque pasti, privilegiando verdure e frutta di stagione senza dimenticare di inserire i legumi, circa due volte la settimana in alternativa a pasti proteici come pesce, carni, formaggi, uova. È un errore eliminare la pasta ma è corretto diminuire la porzione.

Pubblicato il 01 aprile 2011 - Commenti (0)
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La colazione italiana non ingrassa

Siamo cresciuti in Italia con la certezza che la prima colazione del mattino debba essere  molto equilibrata. Però oggi dobbiamo fare i conti con un’americanizzazione della  colazione, tanto che ora la chiamiamo breakfast! Facciamo allora un paragone calorico e  nutrizionale per capire quali differenze ci sono e soprattutto chi sbaglia o indovina di più per la nostra salute.
Da sempre la nostra colazione vince il confronto con tutti gli altri tipi di colazione mondiali, a cominciare da quella tradizionale anglosassone composta da: un uovo con bacon (30 grammi), due fette di pancarrè tostato, un succo d’arancia non  zuccherato (200 centilitri), un caffè, un cucchiaino di zucchero; e fornisce 382 Kcalorie con 17 grammi di grassi. Come si può intuire subito, questo tipo di menù fornisce purtroppo  troppe proteine animali e acidi grassi saturi, ma anche poche fibre vegetali e poche  vitamine. Quali sono le possibili conseguenze? Quelle di mettere su dei chili e, a lungo  andare, anche un possibile  aumento dei livelli di colesterolo e dei trigliceridi. Una classica colazione italiana composta da: una tazza di latte parzialmente scremato (200 centilitri); biscotti secchi (50 grammi), un cucchiaino di zucchero e una spremuta di arancia; fornisce 375 Kcalorie con 8 grammi di grassi di cui pochi di origine animale e molta energia pronta.

Pubblicato il 04 gennaio 2011 - Commenti (0)

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Cibo e Salute

Giorgio Calabrese

Giorgio Calabrese è un nutrizionista dell'Università Cattolica

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