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Integratori alimentari da usare con cautela

Alla fine qualche guru ci convincerà che la spesa dovremmo farla nei negozi di dietetica o nelle parafarmacie, per sostituire i gustosi alimenti di ogni giorno con pillole e polverine di integratori alimentari, per appagare i desideri dei produttori. È giusto, quindi, chiedersi se si tratta di elementi utili alla salute o se sono solo smarts di moda che incrementano i  bilanci economici delle multinazionali produttrici.
Che cosa si intende per integratori  alimentari? Sono prodotti composti da varie fonti concentrate di nutrienti, addizionati ad altri ingredienti, e vengono commercializzati con un dosaggio più o meno equilibrato. Tra i vari componenti possiamo trovare vitamine, sali minerali, amminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre vegetali, vari tipi di estratti vegetali e altro ancora. Gli integratori si  comprano ovunque per cui, vista la facilità di approvvigionamento, nessuno riflette sugli effetti dannosi alla salute. È necessario, infatti, fissare i livelli massimi di assunzione delle singole unità di prodotto, per questo l’etichettatura diventa elemento importante per  consentire di assumere dosi corrette. Non si può permettere ai consumatori di autogestirsi
e di acquistare gli integratori come normale cibo da supermercato. Bisogna considerarli alla stregua di medicine, per cui è necessaria la prescrizione con ricetta e inoltre la vendita deve essere riservata solo alle farmacie, dove il farmacista può almeno consigliare. Troppo spesso si compra attratti da notizie assemblate qua e là, per cui ci si convince che gli  integratori funzionano meglio se introdotti a dosaggio molto alto; niente di più errato!  Facciamo un esempio: l’esagerata introduzione di pillole contenenti Vitamina A può portare a un apparente stato di ittero (pelle molto gialla). Sono quindi proprio essenziali questi integratori? Forse in alcuni casi, per il resto meglio il cibo, che dà più soddisfazione.

Pubblicato il 04 gennaio 2011 - Commenti (0)
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Meno aggressivi con gli Omega-3

Si è sempre sospettato che la violenza e l’aggressività umana dipendessero anche  dall’alimentazione squilibrata, infatti, si è visto come la mancanza di grassi essenziali, tipo gli Omega-3, possa causare depressione, stress, aggressività. Questi acidi grassi  polinsaturi sono molto particolari al punto da permettere una giusta connessione nervosa. Per questo una carenza può provocare problemi cerebrali, che diventano reversibili se si reintroduce la giusta dose di Omega-3 necessario per il buon funzionamento della  trasmissione nervosa. Abbiamo visto che la carenza di Epa (acido eicosopentanoico) e di Omega-3 durante la gestazione e nei primi anni di vita può provocare una riduzione nei livelli di serotonina del cervello nei momenti più importanti della formazione e dello  sviluppo neurologico, causando un funzionamento inadeguato del sistema limbico e della corteccia frontale del cervello.
Si può allora affermare che molti casi di violenza,  aggressività, depressione, e talvolta persino il suicidio, possono essere causati dalla  inadeguata dieta della popolazione occidentale, che si caratterizza con un deficit di molti nutrienti, cioè una dieta inadeguata e poco equilibrata, ricca in carboidrati semplici  (zucchero, dolci...) e cibi da fast food. Si è evidenziato inoltre che i ragazzi con diete ricche di zuccheri e merendine sono più disobbedienti, aggressivi e depressi. Il tipo di   alimentazione occidentale moderno è carente di nutrienti essenziali per il nostro  organismo, e come risultato porta tanto problemi fisici quanto psicologici.
Nel caso di  bambini o adulti con problemi di depressione, violenza e aggressività, oltre all’appoggio  psicologico è necessario l’apporto nutrizionale, il cambio di alimentazione, l’assunzione di vitamine e minerali come lo zinco, e quella di Omega-3, con il fine di migliorare i sintomi,  sempre sotto controllo medico.

Pubblicato il 04 gennaio 2011 - Commenti (0)
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L’olio extravergine meglio di una medicina

L’olio extravergine di oliva è un condimento, un alimento o un farmaco? È una domanda molto stimolante, perché ormai tutti, o quasi, pensano all’olio extravergine di oliva come a una specie di farmaco. Si tratta di un alimento che contiene molti elementi che ci permettono di prevenire l’insorgenza di malattie di tipo metabolico, come il diabete e l’infarto.
Ogni olio, di qualunque derivazione, fornisce 9,1 calorie per grammo, ma si  differenzia per la qualità dei grassi e delle vitamine contenute. Negli oli di semi mentre è notevole la quantità di vitamina E, è scarsa la vitamina A e quasi nulla la D.
L’olio extravergine contiene vitamina E, acido  oleico, grasso monoinsaturo che ci protegge dalle malattie cardiovascolari e tumorali. Ha un effetto benefico contro il colesterolo. Aiuta il fegato nelle sue funzioni di disintossicazione, ma senza esagerare nelle quantità. Per sfruttare gli effetti “terapeutici”, la dose ideale e di 2-3 cucchiai al giorno superando i quali si può avere un aumento dei trigliceridi.

Pubblicato il 04 gennaio 2011 - Commenti (0)
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Sportivi, assumete gli integratori con cautela

Chi fa un’attività sportiva cerca di migliorare la propria salute e le proprie prestazioni in modo naturale, ma spesso imbocca la strada più corta degli integratori alimentari. Ciò quasi sempre non trova giustificazione, anche da un punto di vista morale, e rischia di  sdoganare altre metodiche fortemente rischiose. Che cosa si intende per integratori  alimentari? Sono prodotti estratti, concentrati di nutrienti, con vari ingredienti a dosaggi  più o meno equilibrati. Tra gli ingredienti di questi integratori ci possono essere vitamine, sali minerali, amminoacidi, acidi grassi essenziali, fibre vegetali, vari tipi di estratti vegetali
e altri componenti ancora. Come si vede sono elementi validi ma se introdotti in eccesso creano problemi, perché spesso sono auto prescritti. Gli integratori alimentari si possono comprare ovunque, anche al supermercato, per cui, vista la facilità di approvvigionamento, spesso non si è preparati alla giusta somministrazione. Per garantire la sicurezza di questi prodotti, infatti, è necessario fissare i livelli massimi di assunzione delle singole unità del  prodotto, per questo l’etichettatura diventa elemento importante per consentire di   assumere dosi corrette.  Invece, pensando che un prodotto mantenga le promesse a un certo dosaggio, si crede che raddoppiandolo faccia ancora meglio, e non è vero, anzi,  spesso è proprio il contrario. Facciamo un esempio: l’esagerata introduzione di Vitamina A, può portare a un apparente stato di ittero (pelle molto gialla) e a danni della visione nelle ore crepuscolari. Un eccesso di proteine può provocare danni al rene così come un eccesso di zuccheri specie nelle bevande integratori, può danneggiare il pancreas e l’eccesso di grassi nei maratoneti il cuore.

Pubblicato il 03 gennaio 2011 - Commenti (0)

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Cibo e Salute

Giorgio Calabrese

Giorgio Calabrese è un nutrizionista dell'Università Cattolica

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