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Grandeur parigina e musica sacra

La cattedrale parigina di sant’Eustasche dove risuonarono le note del Te Deum di Berlioz (Scala)

Del compositore francese Hector Berlioz (1803-1869) abbiamo già parlato a proposito della sua Messa solenne il cui manoscritto fu ritrovato nel 1991. Questo secondo appuntamento è dedicato all’ascolto del suo Te Deum Laudamus, l’inno di ringraziamento che viene anche oggi cantato nelle chiese la sera del 31 dicembre come ringraziamento per l’anno che si sta concludendo.
L’inno del Te Deum viene anche eseguito nella cappella Sistina prima del scioglimento del conclave per l’elezione del nuovo Papa. L’idea che sta dietro all’esecuzione di questa versione del Te Deum scritta da Berlioz con grande libertà compositiva tra il 1848 e il 1849 (sottoponendo fortemente le parole alle esigenze musicali) è fortemente drammatica, secondo il clima culturale del romanticismo che celebrava la grandeur della Francia di Napoleone III e della Restaurazione.


La prima rappresentazione del Te Deum di Berlioz si tenne a Parigi nel 1855 in occasione dell’inaugurazione dell’Esposizione Universale. L’esecuzione avvenne in St. Eustache, la seconda chiesa parigina per dimensioni, dove re Luigi XIV fece la sua prima comunione e vi fu la prima della Grande Messa di Liszt.
Qui, nel cuore dell’antico quartiere di Les Halles, tra le grandiose navate innalzate in stile gotico-rinascimentale tra il XVI e il XVIII secolo, le note del Te Deum risuonarono in tutta la loro potenza e grandezza. Dopo l’esecuzione Berlioz scrisse a Liszt: «È stata una cosa colossale, degna di Babilonia e di Ninive... io Ti assicuro che questa è un’opera gigantesca: il Judex oltrepassa tutte le smisurate proporzioni di cui mi sono già reso colpevole».



Alfredo Tradigo

Pubblicato il 15 maggio 2013 - Commenti (0)

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