12
mar

Il Conclave nel cuore del Social Network

Si tratta del primo conclave dell’era di Twitter: il 19 aprile 2005 infatti, giorno dell’elezione di Benedetto XVI, il noto sistema di microblogging non era ancora nato. Mai come oggi l’elezione di un Papa ha avuto un contorno così social, così condiviso e planetario, quasi a richiamare l’origine greca del termine “cattolico” che significa “secondo il tutto”, “tutto intero”.

Diventa social anche lo stimolo alla preghiera grazie a trovate originali come “Adotta un cardinale”, una proposta dell’associazione Jugend 2000 attraverso il sito Adoptacardinal.org che consegna all’utente il nome e il breve profilo di un cardinale scelto a caso per il quale pregare durante il conclave.

Grande partecipazione anche Oltreoceano dove il fuso orario mette un po’ in difficoltà sugli orari in cui tener d’occhio il comignolo che svetta sopra la Sistina. Così il sito Popealarm.com si impegna ad avvisare tramite e-mail, social network o sms dell’avvenuta elezione del nuovo papa, ma è anche possibile raggiungere da proprio dispositivo mobile il player multimediale di Radio Vaticana che fornisce in diretta le immagini del tetto più osservato nel mondo .

Si tratta anche del primo conclave al quale sono state dedicate così tante app per cellulari e tablet. Anche nel caso di quelle più serie che informano e invitano alla preghiera la logica è quella ludica che invita a interagire con lo schermo, scorrere finestre, utilizzare il doppio tocco rapido per ingrandire le immagini.

L’eco elettronica del conclave ha messo ancora una volta in evidenza che, anche dentro la Chiesa, il senso di prossimità è cambiato. I Cristiani si sentono in comunione anche attraverso i contatti mediati dall’elettronica, condividono contemporaneamente beni spirituali a migliaia di chilometri di distanza. E di questo cambiamento antropologico, il nuovo papa, dovrà tener conto.

Pubblicato il 12 marzo 2013 - Commenti (0)
04
mar

Sede vacante e cyberspazio

Il web è spesso popolato da frammenti ad effetto, aforismi nati dalla fantasia dei cybernauti e non firmati. «Nulla è più Presente della tua Assenza» è una frase di origine anonima, indicizzata dai motori di ricerca, che ben racconta l’atmosfera di sospensione vissuta dopo la rinuncia di Benedetto XVI.

Joseph Ratzinger ha accompagnato da Papa per quasi otto anni una Chiesa nata proprio dall’assenza del Cristo. È l’Ascensione che fa crescere gli apostoli, l’assenza fisica del Maestro li spinge a cercarlo nel profondo di se stessi, nei fratelli, nella comunione con gli altri.
La privazione della presenza fisica li abilita all’autonomia, che non è assoluta indipendenza. Il sottrarsi genera più domande, più reazioni e più cambiamenti della presenza. Anche l’assenza digitale ha un suo peso specifico. Il sito www.vatican.va racconta contemporaneamente la privazione del presente e la ricchezza del passato. Si apre con lo stemma della sede vacante, ovvero con un vuoto di documenti, foto e discorsi che quotidianamente hanno popolato il web ma, nel contempo, presenta in home page anche una pubblicazione elettronica sul pontificato di Benedetto XVI. Per la prima volta compare un sussidio elettronico che collega brevi testi foto e documenti, un regalo ai cybernauti al termine del pontificato.

L’account Twitter @Pontifex è sospeso, almeno sino all’elezione del nuovo Papa che deciderà il da farsi, ma al tempo stesso è memoria viva (e i tweet di Benedetto XVI sono tutti in archivio) di una serie di relazioni tessute nella rete in queste poche settimane di presenza sul noto social network. Il vuoto fisico fa risaltare la presenza digitale, quasi come un’ eredità spirituale che connette tutto il mondo in una prossimità impensabile fino a qualche anno fa.

L’ultima consegna di Benedetto XVI per l’anno della fede sarà un dono digitale: l’ostensione televisiva della Sindone il 30 marzo quando, forse, potrebbe già esserci il nuovo Papa. Quasi a dire con le parole di Giovanni il Battista, valide anche nella dimensione digitale: «Egli deve crescere e io invece diminuire».

Pubblicato il 04 marzo 2013 - Commenti (0)
14
feb

Dire l'amore in 140 caratteri

Su Twitter ormai si condivide di tutto, anche le dichiarazioni d'amore.
Su Twitter ormai si condivide di tutto, anche le dichiarazioni d'amore.

Condensare e dire l’amore in 140 caratteri, ancora meno che in un sms. E’ questa la sfida che vede impegnati gli innamorati di tutto il mondo nel giorno del loro patrono.
Su Twitter l’hashtag italiano (parola utile ad isolare l'argomento a cui si è interessati nel flusso dei tweet) più gettonato in occasione della popolare ricorrenza è #sanvalentino.

Migliaia i messaggi d'amore condivisi pubblicamente con il partner e con tutto il mondo, molti ironizzano prendendo a prestito i termini dal mondo dell'economia: “tu sei la mia tripla A”, “Sei il mio obiettivo di lungo periodo” oppure espressioni come “our love is too big too fail” rintracciate grazie al popolarissimo hashtag #FedValentines.

Lo scrittore Federico Moccia ha lanciato insieme a Repubblica il primo di una serie di tweet con l'hashtag #amore140, il Corriere Fiorentino ha invece pensato di stimolare la fantasia dei suoi lettori con il termine #tweetdamore.
Tutti alla ricerca del frammento, della frase ad effetto, dell'incisività come antidoto allo sbrodolamento che rischia di diluire l'intensità delle frasi che scaldano il cuore.
È il momento di Twitter, non solo perchè hanno inziato ad usarlo vip e politici; come osserva opportunamente qualche internauta acuto «Twitter ti fa amare persone che non conosci, come potrebbe succedere che Facebook ti faccia detestare persone che conosci bene». Rappresenta l'apertura al mondo, il contatto diretto con gli irragiungibili, il desiderio di avere seguaci (“followers”) e di mettersi alla sequela di qualcuno.

Certo l'amore a colpi di bit può apparire freddo, ma l'alfabeto è da sempre un veicolo fondamentale per gettare ponti, corteggiare, esprimere sentimenti o chiedere scusa. Peccato non esista un scuola di alfabetizzazione emotiva che ci fornisca strumenti utili a trasferire in pochi caratteri ciò che emerge dal profondo di noi stessi.

Tra le novità della rete si sta facendo largo una rete sociale che ha tutte le carte in regola per catalizzare l'attenzione della metà rosa del mondo. Si tratta di Pinterest, una sorta di bacheca (pin=puntina + interest=interesse) che consente di aggregare gli individui in base ai loro interessi. Sembra che alle donne piaccia molto, anche perchè in molti casi rappresenta un primo passo per contattare possibili fidanzati con affinità già evidenti: http://pinterest.com/

A questo proposito fate attenzione: san Valentino rappersenta una delle occasioni più ghiotte per i pirati informatici. Finte cartoline d'amore, link postati su Facebook e Twitter, applicazioni e giochini diventano spesso veicolo di potenti virus e malware che rischiano di rendere scarsamente romantica questa ricorrenza. E i soldi per il vostro regalo al partner potrebbero essere dirotatti al tecnico che cercherà di ricuperare i dati del vostro computer o cellulare...

Pubblicato il 14 febbraio 2012 - Commenti (1)
30
giu

Il tweet del Papa e Google +

Mentre il Papa invia in rete il suo primo Tweet con un gesto un po’ impacciato ma estremamente attuale e coraggioso inaugurando www.news.va, Google lancia una nuova proposta in ambito di social networking dopo il fallimento di Buzz, una sorta di alternativa a Twitter integrata nella posta di Gmail.

Il legame tra queste due segnalazioni lo possiamo ricercare nell’esplosione delle reti sociali che ha contagiato il mondo in questi ultimi anni, tanto da non lasciare indifferente nemmeno il Vaticano. I social network hanno dato prova del loro potere che nasce dal basso e dalla condivisione dimostrandoci come tanto nella primavera araba quanto nel raggiungimento del quorum referendario del 12-13 giugno sia stato fondamentale il contagio virale transitato attraverso l’elettronica. E anche dove le reti di comunicazioni vengono censurate o sospese a causa di disastri naturali il microblogging e i messaggi inviati dai cellulari diventino l’ancora di salvezza per singoli e popolazioni.

Tra le novità annunciate da Google + c’è n’è una che sicuramente potrà attirare l’attenzione dei webpastori e web-evangelizzatori: si tratta di Hangouts (ritrovi), ovvero la possibilità di lanciare argomenti “gancio” e rendersi disponibili alla videodiscussione online. Questa e altre novità che aiuteranno a incontrarsi e coordinarsi in mobilità potrebbero agganciare l’interesse anche del mondo ecclesiale, oltre che webmarketing già pronto a tuffarsi nella nuova impresa.

Controindicazioni? Al momento, essendo le funzionalità ancora in fase di testing, possiamo dire solo che è necessario avere un account Google e per chi già lo possiede è nota la mole di dati personali che la casa di Mountain View sta acquisendo dai suoi utenti. Il rischio è che il Grande fratello sia alimentato proprio dai dati che volontariamente gli offriremo…

Pubblicato il 30 giugno 2011 - Commenti (0)
15
giu

Audio social network e Vangelo

I social network potrebbero svilupparsi e diffondersi anche in ambito audio? A giudicare dalle ultime proposte sbarcate in rete qualcuno è disposto a scommetterci. Stiamo parlando di strumenti come www.shoudio.com che permettono di registrare suoni e voci con il proprio cellulare, georeferenziarli e condividerli in rete diffondendoli anche tramite i social network più noti semplicemente con un clic. Potrebbe essere un’idea interessante per conferenze, incontri o docenti che vogliono lasciare appunti sonori per i propri alunni.

Il fenomeno, però, sembra agganciare anche nicchie particolari come nel caso di Jot Speak, nato per favorire lo scambio tra attori, doppiatori e artisti della voce. Per superare il limite della lingua potete fare riferimento al network Freerumble che permette di condividere storie, racconti, interviste gran parte delle quali in lingua italiana. Blaving segue invece la logica di Twitter, come espressamente dichiarato dai creatori del network, e permette di “cinguettare” con un rapido botta e risposta anche da dispositivi mobili. 

Le risorse più nutrite e sicure per il momento rimangono ancora i classici podcast, anche nell’ambito della spiritualità. Il vangelo del giorno in audio, ad esempio, si può ascoltare su www.lachiesa.it oppure da www.pastoralespiritualita.it che pubblica anche su iTunes i suoi files gratuiti.

Pubblicato il 15 giugno 2011 - Commenti (0)

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Autore del blog

Un prete in Rete

Don Marco Sanavio

Prete della diocesi di Padova che dal 1999 si occupa di coniugare il mondo della tecnologia con la pastorale. Ha iniziato a collaborare con alcuni uffici della Conferenza episcopale italiana in occasione del Grande giubileo del 2000, creando il sito www.giovani.org. Attualmente è all'interno del consiglio direttivo dell’Associazione webmaster cattolici italiani. A Padova è direttore dell'Ufficio comunicazioni sociali della diocesi e segue la formazione di adulti e ragazzi all'uso dei new media.

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