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Skyrim, capolavoro interattivo

In Skyrim si sceglie chi si vuol essere fra una grande varietà di popoli
In Skyrim si sceglie chi si vuol essere fra una grande varietà di popoli

La parola è “impressionante”. Da tutti i punti di vista, compresa la probabilità che vostro figlio ci stia giocando in questo preciso momento. Le copie vendute del gioco Skyrim: the Elder Scrolls in due mesi hanno superato abbondantemente i dieci milioni  e continuano a crescere.

Qualità? Un capolavoro da ogni punto di vista: personaggi, avventure, scenografia... va molto vicino al sogno di un vero romanzo interattivo. Capolavoro, va detto, valutato “18 anni” dalla classifica PEGI. Visto il tipo di gioco, è particolarmente probabile che la voglia di giocarci scavalchi nettamente la barriera del teorico divieto: basta guardare i forum in rete per rendersi conto che molti ma molti giocatori sono men che diciottenni. Volendo esprimermi in proposito, dico che non è la peggiore delle trasgressioni: si tratta di un gioco ambientato in un magico Medioevo affollato di draghi, mostri, maghi, guerrieri e nemici vari, sicché non stupisce che si debba combattere e combattere, con crudo realismo. Il tutto però in stile “Signore degli anelli”, senza altre implicazioni e con una distinzione tra bene e male abbastanza netta che già un sedicenne è in grado di apprezzare.

Skyrim, quinto capitolo di una saga che risale al 1994 (firmato dagli americani di Bethesda Softworks), ha portato avanti le frontiere dei “mondi virtuali”. Chi vi si addentra scopre un territorio immenso in cui ci si muove liberamente in lungo e in largo ma anche “in alto”, col crescere dell’esperienza e dell’abilità. La trama segue un filo principale (un Nemico da sgominare) ma si allarga per infinite strade secondarie, senza dire che si può abbandonarla del tutto e fare di testa propria: che so, trovarsi un lavoro e una famiglia, commerciare, andare a caccia, esplorare città e contrade sconosciute. Il tutto per un arco temporale sostanzialmente infinito, che comunque potrebbe spingersi per varie centinaia di ore. Un perdita di tempo? No, secondo me, se l’azione di giocare resta in spazi definiti. Certo, la tentazione di strafare c’è sempre e quindi è opportuna un’occhiata dei genitori (che peraltro potrebbero restare affascinati a loro volta). Ecco il trailer:

Paesaggi sconfinati e clamorosamente belli, tutti da attraversare
Paesaggi sconfinati e clamorosamente belli, tutti da attraversare

L’ultima novità di Skyrim è una “scatola di montaggio” che consente di riadattare a piacere il mondo secondo la propria fantasia. C’è già che ha annunciato che fra qualche mese vedremo un mondo tolkieniano fatto e finito.

Pubblicato il 10 febbraio 2012 - Commenti (0)

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Giuseppe Romano

Giuseppe Romano insegna Lettura e creazione di testi interattivi all'Università Cattolica di Milano e collabora con quotidiani e riviste su temi riguardanti l’era digitale, la comunicazione interattiva, i videogame, i fenomeni di massa.

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