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set

Cristo liberatore e lo "spirito impuro"

Liberazione di un indemoniato, ex voto. Cesena, Madonna del Monte.
Liberazione di un indemoniato, ex voto. Cesena, Madonna del Monte.

"Nella sinagoga
vi era un uomo
posseduto da uno
spirito impuro.
Cominciò
a gridare:
«Che vuoi da noi,
Gesù Nazareno?
Io so chi tu sei:
il Santo di Dio!»"


(Marco 1,23-24)

Siamo nella cosiddetta “giornata di Cafarnao”: nell’arco di un giorno e nello spazio di questa cittadina che s’affaccia sul lago di Tiberiade, Gesù compie una serie di atti miracolosi. Uno di questi eventi si svolge nella sinagoga locale (quella che Giovanni inserì come fondale per il celebre discorso di Gesù sul “pane di vita”): all’improvviso una persona si alza nell’assemblea, mentre Gesù sta insegnando con grande autorità, e gli si scaglia contro interpellandolo e apostrofandolo (Marco 1,21-26). Chi travolge quest’uomo apparentemente normale, facendone un avversario di Cristo?

In lui agisce un’inattesa presenza specifica, sollecitata dalla parallela presenza di Gesù. È una presenza vitale e personale che interloquisce con Cristo, paradossalmente riconoscendolo come «Santo di Dio», rivelandosi quindi come dotata di una trascendenza e di un’origine divina. Si ha, perciò, un’epifania di Satana il quale sa di avere come avversario Dio stesso, presente e operante in Gesù Cristo. Non possiamo qui ridurre l’evento a una guarigione da una malattia grave, come la demenza (Marco 5,1-20) o l’epilessia (9,14-29), casi che in seguito considereremo e rubricati dagli evangelisti come possessioni diaboliche.

Sappiamo, infatti, che nell’antico Vicino Oriente si era inclini a porre sotto l’insegna del demoniaco tutto il negativo della storia: le malattie fisiche, le devianze psichiche, gli influssi sociali nefasti, il peccato personale, il male in generale. Qui, invece, si ha una presenza personale specifica; è l’incontro con un essere misterioso che si erge contro Cristo dichiarandosi suo avversario; con lui Gesù ingaggia un duello che si risolve con un comando efficace e salvatore: «Esci da quest’uomo!». E, in finale, l’urlo che si ode rappresenta il grido di sconfitta di Satana. La salvezza non viene da formule e gesti esoterici, da filtri o pozioni magiche, ma solo da un ordine autorevole e operativo di Cristo.

Al centro di questo racconto non c’è, quindi, lo “spirito impuro”, il diavolo, ma Cristo liberatore dal male. Il cristianesimo rigetta ogni forma di dualismo che veda come arbitri della storia e dell’essere due divinità antitetiche: il demonio non è il principio del male che combatte il principio divino del bene. Satana (in ebraico “avversario”) è inferiore a Dio ed è da lui controllato e dominato. Anche se, dunque, la sua presenza dev’essere ridimensionata, il diavolo (in greco, “colui che divide”) è un essere personale che agisce con forza. Certo, l’uso del termine “persona” è per lui un po’ improprio, perché si tratta di un concetto positivo, usato anche per Dio (ad esempio, le tre “persone” della Trinità).

Satana è, invece, l’antitesi di Dio, nel quale l’essere persona è pienezza assoluta; è l’antitesi anche dell’uomo, la cui persona dovrebbe essere segno di intimità, di donazione, di amore. Lo scrittore francese agnostico André Gide scriveva: «Se il diavolo potesse, direbbe: Io sono colui che non sono». E curiosamente lo stesso autore concludeva: «Non credo nel diavolo; ma è proprio quello che il diavolo spera: che non si creda in lui». A lui farà eco Giovanni Papini quando diceva che «l’ultima astuzia del diavolo fu quella di spargere la voce della sua morte».

Pubblicato il 10 settembre 2012 - Commenti (2)

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Postato da Teresi Giovanni il 10/09/2012 11:30

l’evangelista Marco intende presentare la guarigione dell’indemoniato, accanto alla chiamata dei primi discepoli, come la più efficace illustrazione dell’insegnamento di Gesù, che insegna con autorità perché, in armonia con le aspettative giudaiche, accompagna l’annunzio della venuta del Regno con l’eliminazione effettiva di ogni potere che si oppone a Dio. Il fatto che questo potere sia identificato con un demonio che ha preso possesso di un essere umano si comprende sullo sfondo della mentalità del tempo, in base alla quale le forze avverse a Dio si rendono particolarmente visibili nei malati mentali. Gesù non intende però far proprie le credenze popolari riguardanti i demoni, ma si limita a dimostrare che Dio è più forte del male che domina il mondo (cfr. 3,22-30). In un contesto culturale diverso si può pensare che il demonio che possiede l’uomo rappresenti tutte le ingiustizie, le violenze e le sopraffazioni che, con il loro ripetersi, danno origine a strutture ingiuste che condizionano l’esistenza umana. Esse sono l’esatto contrario del regno di Dio, che rappresenta un modo di vivere improntato a giustizia e pace, e perciò devono essere eliminate affinché questo si attui. Giovanni Teresi

Postato da Andrea Annibale il 10/09/2012 10:44

L’azione di Satana sulla persona è quella di svuotarla dal di dentro, di farne un burattino, un automa. Infatti, l’indemoniato si scaglia contro Gesù non per sua volontà ma per volontà dello spirito demoniaco che lo possiede. L’indemoniato è una presenza dannosa per la società ma, paradossalmente, senza che il medesimo indemoniato ne porti una grande colpa. Perché Dio permette che Satana interferisca tramite la possessione con la esperienza esistenziale umana? Forse che gli indemoniati non possano andare in Paradiso? Sì, lo possono: il che dimostra che la possessione diabolica non è di per sé un peccato, perlomeno non un peccato mortale. Gesù esorcista guarisce tutte le malattie psico-fisiche. Oggi la scienza brancola nel buio su molti sintomi psichiatrici. Per esempio, le voci schizofreniche da dove vengono? Non lo sanno neanche i premi Nobel e si fanno tante ipotesi. La Chiesa oggi distingue accuratamente tra malattia mentale e possessione diabolica. Quest’ultima richiede l’odio anzi l’intolleranza per il sacro, l’impossibilità ed il rifiuto all’eucarestia, l’incapacità di pregare, eccetera. Il fatto che Dio stia sopra il diavolo (tanto che la stessa Bibbia in Filippesi 2, 10 dice che persino sottoterra ogni ginocchio si pieghi) è un aspetto rassicurante della religione cristiana. E’ un paradosso: Dio, pur non essendo negli inferi, viene riconosciuto come il Signore anche negli inferi e da Satana stesso. Facebook: AAnnibaleChiodi; Twitter: @AAnnibale.

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Gianfranco Ravasi

Gianfranco Ravasi

Gianfranco Ravasi è un cardinale, arcivescovo cattolico e biblista italiano, teologo, ebraista ed archeologo.
Dal 2007 è presidente del Pontificio Consiglio della Cultura, della Pontificia Commissione per i Beni Culturali della Chiesa e presidente della Pontificia Commissione di Archeologia Sacra.

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