26
mar

Perché le nuvole non cadono

Il vapore liberato da oceani, mari, laghi, fiumi e vegetazione, viene trasportato verso l’alto dalle correnti aeree ascendenti di varia natura: moti convettivi al di sopra delle superfici più soleggiate, sollevamento forzato sul lato sopravvento agli ostacoli orografici, sollevamento di origine frontale (ovvero aria fredda che si incunea sotto l’aria calda che incontra oppure aria calda che è costretta a sollevarsi quando incontra aria più fredda).

Nell’ascesa la massa d’aria, viaggiano dalla pressione, più elevata,  al suolo verso quella, più bassa, in quota, si espande. Ma l’espansione fa sì che essa si raffreddi di 1°C ogni 100 metri di ascesa, fino a raggiungere, prima o poi, la saturazione. A questo punto l’ulteriore ascesa e il  conseguente ulteriore raffreddamento della massa d’aria ormai satura,  determini l’unione delle molecole di vapore eccedente, generando in tal modo goccioline di nube (droplet).

Le neonate gocce di nube hanno diametri intorno a 10-50 millesimi di millimetro e concentrazioni di 300-600 milioni per metro cubo. 

Ma come fa la nube a restare sospesa nel cielo. Insomma perché, seppure lentamente, il peso delle sue goccioline non la fa cadere a terra?

Ebbene, le sue microscopiche goccioline galleggiano nell’aria perché sostenute dalle stesse correnti ascendenti che hanno portato alla saturazione il vapore acqueo.

Pubblicato il 26 marzo 2013 - Commenti (0)
21
mar

Previsioni meteo dal 22 al 25 marzo

Un fine settimana che inizia all’insegna del bel tempo ma poi  dal pomeriggio di domani, sabato 23,  il tempo si guasterà  sulle regioni centrosettentrionali per l’arrivo della ennesima perturbazione atlantica, la n.10 di marzo.

In compenso il tempo resterà fino a domenica bello e soleggiato al Sud, ove le piogge arriveranno solo lunedì, mentre le temperature resteranno miti su tutta la penisola.

Ma ecco giorno per giorno il tempo previsto fino a lunedì :




venerdì 22

Al mattino  sereno  su tutta l’Italia, tranne la Toscana e la Sardegna. Nel  pomeriggio nubi  innocue in aumento anche su tutto il Nord Italia e sulla Sicilia.  Ancora bello  e soleggiato sul resto d’Italia. Forte Maestrale sulla Puglia.


Sabato 23

Al mattino cielo molto nuvoloso su Sardegna e su tutto il Centronord, tranne Emilia-Romagna. Al pomeriggio cielo coperto su Sardegna e regioni centro-settentrionali, tranne il Lazio;   piogge moderate-forti su Liguria; piogge deboli  Lombardia, Piemonte  e Toscana; nevicate deboli intermittenti sulle Alpi centro-occidentali oltre 1000m; cielo sereno al  Sud. Nella sera piogge moderate e insistenti su regioni settentrionali, Toscana, Umbria, Marche;  nevicate deboli su tutte le regioni alpine oltre 1000 metri. Venti di Scirocco sui nostri mari.


Domenica 24

Al mattino piogge diffuse su tutto il Nord Italia, Toscana, Marche; piogge moderate-forti su Emilia e Sardegna; nevicate deboli sulle Alpi oltre 1300m;  sereno su Abruzzo, Molise e al Sud. Al pomeriggio migliora su Alpi occidentali;piogge su Sardegna e tutto il Centronord, moderate forti su Emilia e Venezie;  nevicate deboli intermittenti sulle Alpi; ancora sereno al Sud. Nella sera migliora sulle regioni di Nordovest; piogge sulle restanti regioni centrosettentrionali e sulla Sicilia occidentale; deboli nevicate su Dolomiti e Alpi orientali. Venti da Nordest 20 nodi sui mari del Nord; venti di Scirocco 20 nodi sugli altri mari.


Lunedì 25

Al mattino bel tempo su quasi tutto il Nord Italia; piogge su Emilia, Romagna, Isole e tutto il Centrosud; piogge moderate forti su Campania, Ovest  Sardegna, Ovest Sicilia. Al pomeriggio piogge moderate su Sardegna, Nord Sicilia  e tutto il Meridione; deboli piogge anche su Toscana, Marche, Abruzzo, Molise. Piogge forti su Bassa Calabria tirrenica e Nuorese; piogge deboli su resto del Sud e Molise. Forte Maestrale sulle Isole e sul Medio-Basso Tirreno.

 

Pubblicato il 21 marzo 2013 - Commenti (0)
20
mar

Emisfero Nord freddo, ma non troppo

Inverno dei più freddi degli anni 2000, ma più caldo di quelli del XX secolo

L’inverno meteorologico dell’Emisfero Settentrionale, ovvero il trimestre che va da inizio dicembre a fine febbraio, è stato a scala globale uno dei più freddi dall’inizio del nuovo millennio ma comunque più caldo di quanto non fosse normalmente questo periodo nel XX secolo.

Utilizzando i dati disponibili dal lontano 1880 infatti gli studiosi della NOAA (National Oceanic and Atmospheric Administration) hanno verificato che l’ultimo inverno boreale a scala planetaria è stato il dodicesimo più caldo, e quindi rientra nel 10% dei più caldi dell’era moderna.

Tuttavia quello da poco concluso rappresenta uno degli inverni boreali più freddi dall’inizio del nuovo millennio: negli ultimi 15 anni in particolare solo in altre quattro occasioni il periodo dicembre-febbraio era stato, a livello planetario, più freddo.

 I quattro periodi dicembre-febbraio più freddi degli ultimi 15 anni però comprendono proprio gli ultimi tre anni, a conferma del fatto che probabilmente il clima nell’ultimo periodo ha effettivamente rallentato (ma non arrestato) la sua corsa verso temperature sempre più elevate.

Durante l’ultimo inverno boreale, come descritto anche nella grafica realizzata dagli studiosi della NOAA, fra le regioni che hanno vissuto una stagione più fredda del normale (aree colorate delle tonalità dell’azzurro) spicca soprattutto l’Asia Nord-Orientale, dove le temperature medie hanno fatto registrare valori fino a 3-4 gradi inferiori alla media del trentennio 1981-2010 (zone colorate di blu).

Pubblicato il 20 marzo 2013 - Commenti (0)
19
mar

Donne più freddolose degli uomini

Nella percezione sensoriale della temperatura esterna esistono, come era lecito attendersi, differenze non trascurabili da un sesso all’altro. In effetti l’80% circa delle persone di sesso femminile sono più freddolose dell’uomo, una diversità biologica che è spesso fonte di disaccordo e di battibecchi tra moglie e marito, come quando, ad esempio, si tratta di decidere, in inverno, il livello del riscaldamento domestico e l’uso o meno del piumone nel letto.

In particolare è accertato che la maggior parte delle donne avverte in media una temperatura più bassa di circa 0.5 gradi rispetto a quella effettivamente presente nell’ambiente circostante. Apparentemente una diversità stima sensoriale di mezzo grado potrebbe sembrare una quantità ininfluente e trascurabile in termini di sensazioni di freddo. In realtà non è proprio così. Insomma uno sbalzo di mezzo grado viene interpretato dal nostro organismo come evento rilevante tanto che quando la nostra temperatura corporea sale da 36.5 a 37 °C, avvertiamo subito che abbiamo “qualche linea di febbre” prima ancora di mettere mano al termometro.

Pubblicato il 19 marzo 2013 - Commenti (0)
14
mar

Piogge fino a lunedì.Poi ultima fase d'inverno

Piogge tutti i giorni fino a lunedì. Poi colpo di coda dell’inverno

Fino lunedì 11 marzo il tempo rimarrà piovoso su quasi tutta l’Italia per  l’arrivo, in rapida successione, di altre numerose perturbazioni atlantiche. In compenso le temperatura resteranno miti per l’insistenza di tiepidi venti meridionali, per lo più sciroccali.

In particolare, secondo le proiezioni del Centro www.meteogiuliacci.it,, ecco come evolverà il tempo tra oggi, venerdì 8, e lunedì 11 marzo.

 

Venerdì 8

Piogge dapprima sul versante tirrenico, in estensione dal pomeriggio a tutta l'Italia per la presenza sulla penisola della perturbazione n.2 di marzo giunta martedì scorso. In serata, migliora su Piemonte, Liguria e Lombardia.

Sabato 9

Arriva la perturbazione n.3 di marzo la quale  porterà nella notte piogge su regioni di Nordest e centrali. Al mattino deboli piogge intermittenti su Liguria  e regioni tirreniche. Nel pomeriggio peggiora di nuovo su tutto il Nord Italia, Toscana , Umbria, Marche, Lazio, per l’arrivo della perturbazione n.4. Nella sera piogge su Toscana, Emilia, Dolomiti, Est Lombardia, Venezie. Da poco nuvoloso a nuvoloso al Sud e sulle Isole, ma in genere senza piogge.

Domenica 10,

La perturbazione n.4 porterà ancora piogge al mattino sul Nord-Est, Levante Ligure, Toscana, Umbria, Lazio e Campania. Attenuazione delle piogge ovunque dal pomeriggi. Sempre domenica 10, una perturbazione di origine Nord africana, la n. 5 di marzo, porterà piogge per tutto il giorno su Sicilia e Sud della Calabria.

Lunedì 11

Nuovo peggioramento su quasi tutta l’Italia per l’arrivo della perturbazione n.6 la quale porterà piogge al mattino su quasi tutto il Nord Italia e regioni tirreniche, forti sulla Sardegna. Al pomeriggio piogge su tuttoì il Nord (tranne Piemonte, Val d’Aosta), regioni tirreniche, Sardegna.

Tempo piovoso su quasi tutta l’Italia anche nella giornata di martedì 12.

E poi? Ebbene da tra mercoledì 13 e giovedì 14 l’Italia sarà raggiunta da correnti gelide in arrivo direttamente dal Nord della Scandinavia e che daranno luogo ad una nuova fase invernale fino al 19-20 marzo  e sui cui dettagli torneremo nei prossimi giorni

Pubblicato il 14 marzo 2013 - Commenti (0)
12
mar

I giorni della vecchia: leggenda o realtà?

Narra la leggenda che marzo una volta trovava un sadico gusto nel sorprendere al pascolo le vecchiette con le sue bufere invernali. Ma c’era una vecchietta che non si decideva ad uscire con le sue pecore, finché, arrivati al giorno 28, si burlò di marzo, dicendogli "domani uscirò a pascolare, tanto oramai siamo in Aprile, e tu non potrai farmi nulla"! Marzo inviperito per lo smacco, chiese tre giorni ad Aprile, tanto che, quando la vecchietta, il giorno dopo, uscì a pascolare, venne travolta da una tempesta di vento e di neve, e marzo si gustò la vendetta!

Per questo i giorni 29, 30 e 31 marzo vengono chiamati i "Giorni della Vecchia", e, nella tradizione popolare, stanno ad indicare giorni molto freddi. I giorni dal 29 al 31 Marzo fanno parte dei cosiddetti i "nodi del freddo", ovvero bruschi rigurgiti di stampo invernale in precisi giorni della primavera. Un altro "nodo del freddo" cade in Aprile, il giorno 10 ("nodo del cuculo").

Un terzo "nodo" è il 25 Aprile, (il "nodo di San Marco"), mentre in tutta Europa sono noti i nodi dei "Santi di Ghiaccio", i giorni 12, 13 e 14 Maggio. Queste credenze sono rimaste molto radicate nella cultura contadina fino a qualche decennio fa, tanto che, almeno sulle regioni centrali, per scongiurare l’arrivo di gelate tardive “nei giorni della vecchia” si segava o si bruciava un fantoccio simbolo appunto della vecchia.

Comunque tutte queste credenze, non hanno nessuna alcuna corrispondenza nella realtà e sono rimaste solo come un evento di folklore per ricordare le tradizioni del passato

Pubblicato il 12 marzo 2013 - Commenti (0)
05
mar

Perturbazione in vista: meteoropatici avvisati

L’elenco delle possibile minacce del tempo verso i meteoropatici è assai numerosa. Ora è colpa del caldo, ora del freddo, ora del sole, ora delle nuvole, ora dell’umidità, ora della pressione. Ma quando arriva l’autunno ci si mettono anche le perturbazioni, quei vasti ammassi nuvolosi che attraversano interi oceani e continenti, portandosi dietro un centro di bassa pressione detto anche ciclone extra-tropicale. Del resto l’autunno è la stagione più piovosa per gran parte dell’Italia perché è proprio il periodo durante il quale sono più numerose le perturbazioni in arrivo  o dall’Atlantico o dal Nord Africa. Orbene il nostro organismo reagisce ovviamente in maniera diversa alle diverse condizioni atmosferiche che precedono l’arrivo della perturbazione, il suo passaggio  e il suo definitivo allontanamento.  Un fisico tedesco negli anni ’80 ha analizzato con cura l’influenza appunto sulla nostra salute delle perturbazioni che interessano il continente europeo ed è riuscito ad individuare nel loro ciclo di vita sei differenti fasi:

  • fase 1: condizioni anticicloniche (alta pressione), con scarsa nuvolosità (le tipiche nuvolette bianche dette proprio “cumuli di bel tempo”) e venti freschi moderati. E’ da poco andata via una perturbazione;
  • Ÿfase 2: alta pressione, vento pressoché assente, cielo limpido, aria ferma e con temperature più elevate. Le perturbazioni potenzialmente in arrivo sono ancora lontane più di 1000-2000  km. Questa fase può durare anche settimane;
  • Ÿfase 3: pressione atmosferica in leggera diminuzione, lento aumento della nuvolosità alta e sottile che vela il sole, caldo in aumento. La parte più consistente della perturbazione è  giunta a 500-800 km di distanza;
  • Ÿfase 4: pressione in sensibile diminuzione, nubi in aumento, pioggerella battente in intensificazione, umidità elevata, temperatura ancora relativamente alta, venti dai quadranti meridionali. L’ammasso nuvoloso ha già ricoperto il cielo del luogo e sono comparse piogge deboli-moderate ma continue;
  • Ÿfase 5: arrivano i venti  freddi dai quadranti settentrionali, le piogge assumono carattere di rovescio o temporale, la pressione riprende a salire e l’umidità diminuisce;
  • fase 6: la pressione continua a salire, le nubi si diradano e torna il sole, ma la temperatura rimane piuttosto bassa. La coda nuvolosa della perturbazione, quella seguita dall’aria fredda,  si allontana.

 

Queste fasi non si susseguono in maniera regolare: ci possono essere casi in cui una fase può durare anche molti giorni o settimane e altri in cui una fase è talmente veloce da non essere neanche individuabile. Vale anche la pena notare che questa classificazione è particolarmente fedele al susseguirsi delle perturbazioni che attraversano l’Europa centro-settentrionale da ovest verso est, mentre per l’Italia la presenza del Mediterraneo e dell’arco alpino crea anche spesso varianti.

Comunque sia, anche per noi Italiani le sei fasi sono facilmente identificabili con:

  • Ÿuna bella giornata con venti freschi e cielo limpido;
  • una bella giornata senza vento, tiepida di giorno, freddina  di notte;
  • una giornata un po’ “pesante”, con elevata umidità, sole pallido, cielo lattiginoso, spesso nebbioso;
  • Ÿuna giornata decisamente grigia e triste perché carica di nuvole con pioggerella insistente;
  • Ÿuna giornata “pazzerella” con ancora tanta pioggia, in genere fredda ma anche con i primi scorci di cielo azzurro;
  • Ÿuna giornata frizzante, piena di colori, con aria fresca di notte e al primo mattino.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Più tecnicamente, la fase 3 è quella che precede l’arrivo di un fronte caldo, la fase 4 corrisponde al passaggio del fronte caldo stesso, al seguito del quale si ritrova di norma anche il fronte freddo (fase 5), mentre la fase 6 segna il definitivo allontanamento del fronte freddo, cioè della perturbazione. Le fasi 1 e 2 corrispondono invece a situazioni di alta pressione, senza perturbazioni in vista.

Ma che c’entra questa dettagliata classificazione? Dopo anni di studi è stato messo in evidenza uno stretto legame tra le sei fasi meteorologiche appena descritte e lo stato di salute psicofisica dell’uomo. Vediamo alcuni risultati:

ü  le fasi 3, 4 e 5 sono sicuramente le più critiche, sostanzialmente perché offrono un alto numero di  stimoli ambientali mutevoli al nostro corpo;

ü  gli infarti sono più ricorrenti nelle fasi 3 e 4 e nei casi di caldo afoso, mentre il loro numero raggiunge il minimo nelle fasi 1 e 6;

ü  ulcere e mal di testa si aggravano nella fase 4;

ü  malumore, nervosismo e depressione si accentuano nelle fasi 3 e 4: in questi momenti si verifica il numero maggiore di stai depressivi;

ü  Anche le nascite sono legate a questa classificazione: per le donne che hanno terminato la gestazione, le doglie sopravvengono spesso proprio in concomitanza con la fase 3 e il parto con la fase  4.

La diffusione di malattie comuni come il raffreddore o l’influenza è molto spesso collegata al passaggio di fronti freddi (fase 5), specie se il loro arrivo avviene dopo un lungo periodo di siccità.

E l’aria fredda che segue il fronte (fase 6) spinge le persone a rintanarsi in luoghi chiusi, dove il contagio diventa di conseguenza più rapido.

Anche un semplice mal di testa può essere conseguenza del passaggio di una perturbazione, dato che è ormai appurato il legame tra emicrania e variazioni delle condizioni meteorologiche, quali calo della pressione, aumento dell’umidità, variazioni di temperatura (fasi 3 e 4).

 

www.meteogiuliacci.it

Pubblicato il 05 marzo 2013 - Commenti (0)

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Autore del blog

Il meteo di Giuliacci

Col. Mario Giuliacci

Mario Giuliacci è un meteorologo, personaggio televisivo e colonnello italiano. È laureato all'Università La Sapienza di Roma. È autore di diversi libri sulla meteorologia. Attualmente cura su LA7 la rubrica del meteo per il fine settimana.

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